A Brescia “L’età del Rame. La Pianura Padana e le Alpi al tempo di Ötzi”

di Federica Falleri // pubblicato il 22 Dicembre, 2012

L'età del rame (3400 - 2200 a.C.) è uno dei grandi periodi preistorici considerati come epoche di transizione. Durante l’età del Rame si assiste infatti al passaggio dalle industrie litiche neolitiche alla metallurgia dell’età del Bronzo. Contemporaneamente a questo nascono inoltre l’aratro e la ruota e all’interno dei gruppi umani va a svilupparsi l’agricoltura, l’allevamento e i primi insediamenti su palafitta.
Lama di alabarda in rame arsenicale rinvenuta in una sepoltura a Villafranca Veronese. Seconda metà del III millennio a.C.
Ma cosa accadde in Italia durante questo periodo, come erano organizzati i gruppi umani e quali erano le caratteristiche insediative, sociali e ideologiche? Attorno a questi quesiti si concentra la mostra “L’età del Rame. La Pianura Padana e le Alpi al tempo di Ötzi”, ospitata all’interno del Museo Diocesano di Brescia dal 26 gennaio al 15 maggio 2013.
Masso inciso Bagnolo 2 rinvenuto fuori contesto presso Malegno (Valcamonica. Le incisioni riguardano un simbolo solare associato a due asce e due pugnali di tipo Remedello. Al centro è posto un fascio di linee a U chiuso da un pendaglio a doppia spir
L’esposizione, interamente dedicata alla nascita e sviluppo dell’età del Rame in Italia settentrionale alla luce delle tracce archeologiche rinvenute in passato, è promossa dalle varie Soprintendenze, dal Museo Diocesano e dalla Fondazione CAB. Nell’occasione è stato inoltre costituito un comitato organizzatore affiancato da un ricco e qualificato comitato scientifico.
Necropoli di Remedello Sotto (Brescia), tomba 83. Sepoltura a inumazione di un personaggio maschile rannicchiato e accompagnato da un pugnale a lama triangolare in rame, numerose punte di freccia in selce, un pendaglio di pietra e alcune piastrine re
La scelta di Brescia come sede espositiva non è casuale. Proprio in questo territorio infatti, sono stati portati alla luce i reperti e le tracce archeologiche più significative mai rinvenute in Italia inerenti al periodo preso in esame. La necropoli di Remedello Sotto, nel bresciano ha restituito la documentazione più significativa ai fini della ricostruzione dell’età del rame in area padana. Sono molti i siti pertinenti a questo periodo in provincia di Brescia, ma anche nelle province di Modena, Forlì e Cesena, necropoli ricche di manufatti e testimonianze che permettono di ricostruire la nascita e lo sviluppo dell’età del Rame in Italia settentrionale.
Allo stesso fine concorrono anche altri contesti e reperti di natura diversa, estremamente rilevanti ai fini della ricerca. Si tratta delle statue-menhir e delle incisioni rupestri della Valcamonica, testimonianze estremamente rilevanti a livello iconografico per la comprensione del periodo in esame. Queste particolari classi di manufatti, diffuse in tutta la regione alpina proprio a partire da questo periodo, restano ad oggi aperte a più interpretazioni.
Necropoli di Remedello Sotto (Brescia), tomba 78. Sepoltura a inumazione di un personaggio maschile rannicchiato e accompagnato da un’ascia di rame, un pugnale e un elemento in corno, forse un’immanicatura per ascia o un’insegna (età del Rame 2, 2900
Gli oggetti presenti nell’esposizione provengono da ben 17 musei e si articolano in un percorso espositivo estremamente ricco, costituito da 6 sezioni tematiche, organizzate in ordine cronologico.
Il percorso espositivo parte dall’analisi delle trasformazioni e innovazioni avvenute in Europa durante l’età del Rame, ai fini di un più amplio inquadramento cronologico dei reperti. Nella sezione verrà esposto uno degli esempi più antichi di ruota recuperata in ambito europeo oltre ad una copia in grandezza naturale dell’aratro più antico mai rinvenuto, quello di Lavagnone. Attraverso pannelli e manufatti verranno illustrate le varie fasi di lavorazione metallurgiche, dall’estrazione del minerale alla finitura del manufatto.
Santa Cristina di Fiesse (Brescia), vaso campaniforme proveniente da una sepoltura insieme a una lama di pugnale di tipo Ciempozuelos, un’ascia di rame, una zanna di cinghiale e alcune schegge di selce (età del Rame 3, 2500-2200 a.C.).
Stele, statue-stele e statue-menhir, originali o in copie, permettono di analizzare e proporre al pubblico la tematica prettamente ideologica e di manifestazione dei poteri dei gruppi umani. Vengono presentati i vari gruppi culturali presenti nell’area alpina e padana, individuati grazie ai numerosi e ricchi sepolcreti rinvenuti nel nord Italia. Nella sezione verranno riproposte alcune sepolture, tra le più significative delle varie culture e un’amplia gamma dei corredi funerari rinvenuti al loro interno. Dopo aver analizzato le sepolture secondarie in ripari sotto roccia e in grotta, nell’esposizione viene proposto al pubblico tutto il complesso dei ritrovamenti avvenuti nel 1991 e 1992 a Tisa, al confine tra Italia e Austria, oltre alla copia della mummia di Ötzi.
Sarà esposta anche la ricostruzione a grandezza naturale di Ötzi con tutto il suo abbigliamento ed equipaggiamento e, attraverso i pannelli, sarà possibile fornire un aggiornamento sulle ultime ricerche intorno al corpo della mummia.
Volongo (Cremona), punte di freccia in selce, ascia in pietra levigata e pugnale a lama triangolare in rame rinvenute in una sepoltura (età del Rame 2, 2900-2500 a.C.).
L’ultima sezione della mostra analizza le fasi finali dell’età del Rame con particolare attenzione ai primissimi segni di cambiamento e di passaggio verso l’età del Bronzo.
L’età del Rame. La pianura padana e le Alpi al tempo di Ötzi”, un’esposizione che permette al visitatore di ripercorrere tutte le tappe dell’età del Rame in Italia settentrionale, attraverso i manufatti che permettono di ricostruire le linee guida e i cambiamenti avvenuti durante questo periodo di passaggio tra il Neolitico e una società più evoluta, quella dell’età del Bronzo.

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Lama di alabarda in rame arsenicale rinvenuta in una sepoltura a Villafranca Veronese. Seconda metà del III millennio a.C.
  2. Masso inciso Bagnolo 2 rinvenuto fuori contesto presso Malegno (Valcamonica. Le incisioni riguardano un simbolo solare associato a due asce e due pugnali di tipo Remedello. Al centro è posto un fascio di linee a U chiuso da un pendaglio a doppia spir
  3. Necropoli di Remedello Sotto (Brescia), tomba 83. Sepoltura a inumazione di un personaggio maschile rannicchiato e accompagnato da un pugnale a lama triangolare in rame, numerose punte di freccia in selce, un pendaglio di pietra e alcune piastrine re
  4. Necropoli di Remedello Sotto (Brescia), tomba 78. Sepoltura a inumazione di un personaggio maschile rannicchiato e accompagnato da un’ascia di rame, un pugnale e un elemento in corno, forse un’immanicatura per ascia o un’insegna (età del Rame 2, 2900
  5. Santa Cristina di Fiesse (Brescia), vaso campaniforme proveniente da una sepoltura insieme a una lama di pugnale di tipo Ciempozuelos, un’ascia di rame, una zanna di cinghiale e alcune schegge di selce (età del Rame 3, 2500-2200 a.C.).
  6. Volongo (Cremona), punte di freccia in selce, ascia in pietra levigata e pugnale a lama triangolare in rame rinvenute in una sepoltura (età del Rame 2, 2900-2500 a.C.).

In copertina:
Necropoli di Remedello Sotto (Brescia), tomba 83. Sepoltura a inumazione di un personaggio maschile rannicchiato e accompagnato da un pugnale a lama triangolare in rame, numerose punte di freccia in selce, un pendaglio di pietra e alcune piastrine re

Orario: 9 /12, 15/ 18, mercoledì chiuso.
Ingresso gratuito per le scolaresche
E-Mail:segreteria.etadelrame@gmail.com

Mappa

Dove e quando

“L’età del Rame. La pianura padana e le Alpi al tempo di Ötzi

  • Date : 26 Gennaio, 2013 - 15 Maggio, 2013
  • Indirizzo: Brescia, Museo Diocesano
  • Sito web

Salva l'evento nel calendario (formato iCal)