In quel preciso momento l’uomo disse:
che cosa non darei per la gioia
di stare al tuo fianco in Islanda
sotto il gran giorno immobile
e condividerlo adesso
come si condivide la musica
o il sapore di un frutto.
In quel preciso momento
l’uomo le stava accanto in Islanda.

(Jorge Luis Borges, Nostalgia del presente)

A Genova, nelle sale dell’Appartamento del Doge di Palazzo Ducale prosegue, fino al 1° settembre 2024, il progetto espositivo di oltre centoventi opere selezionate dal curatore Matteo Fochessati, in collaborazione con Anna Vyazemtseva, per tracciare un particolare itinerario tra le arti figurative, dal Quattrocento al Contemporaneo, il cui filo conduttore è sicuramente innovativo in quanto declina il “sentimento della nostalgia” in diverse accezioni e modalità espressive. 

Ben allestita per offrire, al visitatore che lo desideri, la possibilità di un percorso soggettivo e intimistico, Nostalgia. Modernità di un sentimento dal Rinascimento al contemporaneo si apre con il volume della Dissertatio medica de ΝΟΣΤΑΛΓΙΑ, proveniente dalla Biblioteca dell’Università di Basilea, nella quale l’alsaziano Johannes Hofer, giovane laureando in medicina dell’ateneo svizzero identificò nel 1688, una nuova patologia clinica, classificando i malesseri fisici e psichici patiti dai soldati durante le trasferte militari come conseguenza ed effetto della loro lontananza da casa.

Il termine nostalgia – da lui coniato unendo due radici di origine greca, nóstos (ritorno) e algos (dolore) – perse progressivamente l’originaria accezione medica e, a partire dal Diciannovesimo secolo, più in generale, fece sempre più riferimento a stati di sofferenza determinati da forzati e dolorosi allontanamenti (da qualcosa o da qualcuno) e al disagio provato quando, costretti a vivere in un determinato tempo e luogo, si ritorna con struggimento al passato o a un altrove idealizzato. Nonostante l’individuazione di tale sentimento risalga all’età moderna, la nostalgia fu presente nell’antichità nelle figure epiche e mitologiche di Odisseo, Enea, Demetra e Persefone e nei testi poetici e letterari di Dante, Foscolo, Byron, Leopardi e Proust, così come nelle vedute dei ruderi romani di Giovanni Battista Piranesi e nelle opere politiche di Giuseppe Mazzini. Molto spesso, tale concetto si sovrappone a quello di malinconia che rappresenta una condizione di tristezza patologica la cui definizione, invece, ha un’origine antica e una precisa corrispondenza astrologica, come illustrato in mostra dalla celebre incisione di Albrecht Dürer, Melancolia I (1514), affiancata da alcune versioni moderne del sentimento.

Con la velocizzazione del Terzo millennio che ha, tristemente, portato a un generale accontentarsi del “macinato grosso”, viene da chiedersi se oggi può essere compreso, e se potrebbe sopravvivere, un sentimento di nostalgia del presente tipo quello mirabilmente descritto da Borges. Nella poesia, il protagonista si trova in Islanda insieme alla compagna e prova nostalgia per quel momento felice nell’attimo stesso in cui lo sta vivendo. La sensibilità di percepire affanno per non essere in grado di trascorrerlo senza l’inquietudine derivante dalla consapevole incapacità di coglierne tutte le sfumature. 

I temi affrontati dal percorso espositivo oltrepassando il concetto di linearità temporale, trattano: la nostalgia di casa, dalla servitù d’Israele in Babilonia ai grandi fenomeni migratori a cavallo tra Otto e Novecento e della contemporaneità; la nostalgia del paradiso che, presente nell’iconografia cristiana medievale e nella tradizione mussulmana, è stata d’ispirazione per l’ideazione di sontuosi giardini e di vedute bucoliche e agresti; la nostalgia del classico, alimentata dal vedutismo settecentesco e dalle rovine all’epoca del Grand Tour, fonte poi di ispirazione artistica per le ricerche espressive degli anni tra le due guerre.

Proseguono con la nostalgia nell’età della propaganda, dalle esperienze del nazionalismo romantico a cavallo tra Otto e Novecento all’artificiosa narrazione storica delle ideologie totalitarie, contraddistinta dall’avversione verso la modernità e dall’aspirazione a guardare a un passato idealizzato; la nostalgia dell’antico con l’attrazione di alcuni eccentrici personaggi, tra cui Frederick Stibbert e Evan Mackenzie, verso modelli di gusto di epoche lontane.

Ancora: la nostalgia dell’altrove, connesso al fenomeno dell’esotismo, ispirato dal mistero di terre ignote e lontane; gli sguardi della nostalgia interpretati dalle espressioni femminili  per gli affetti perduti o per esperienze esistenziali irrimediabilmente legate al passato; la nostalgia della felicità: struggimento per un tempo che rimanda ai ricordi dell’infanzia e, più in generale, a sereni istanti del nostro vissuto; la nostalgia dell’infinito, quel particolare sentimento che, scaturito in epoca romantica nell’incontro con la grandiosità della natura e del cosmo, ha continuato a ispirare sino ai giorni nostri l’appassionato dialogo tra l’uomo e la grandiosità dell’universo. 

Nostalgia è accompagnata da un catalogo edito da Electa Mondadori che ripercorre lo sviluppo della mostra attraverso documentazione fotografica e testi critici dedicati al tema. Sono inoltre organizzati progetti speciali di didattica e laboratori (dettagli e prenotazioni prenotazioniscuole@palazzoducale.genova.it).

Dettagli

La mostra è stata prodotta e realizzata da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura nell’ambito delle iniziative di
Genova Capitale Italiana del Libro

Orari di visita

da martedì a venerdì dalle 11:00 alle 19:00
sabato e domenica dalla 10:00 alle 19:00
(la biglietteria chiude alle ore 18:00)
lunedì chiuso

Didascalia immagini

alcuni scatti con vedute del percorso espositivo
courtesy Palazzo Ducale Genova

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Appartamento del Doge di Palazzo Ducale - Piazza Giacomo Matteotti, 9 - Genova
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Fino al: 01 Settembre, 2024