Bisogna cambiare per rimanere uguali
(Willem de Kooning)

Nato a Rotterdam nel 1904 ed emigrato clandestinamente negli Stati Uniti all’età di ventidue anni – in un’epoca in cui il sogno americano spingeva milioni di persone a imbarcarsi da tutti i porti europei in cerca di fortuna – Willem de Kooning entrò a far parte dell’ambiente artistico newyorkese anche grazie all’amicizia con Arshile Gorky, arrivato negli Stati Uniti dall’Armenia alcuni anni prima di lui e destinato a diventare per de Kooning – che ne ammirava la totale dedizione alla propria arte – un mentore e un punto di riferimento. Così ricorderà la prima visita allo studio di Gorky: “L’atmosfera era così bella che ebbi un senso di vertigine, e quando tornai in me ero abbastanza lucido da cogliere subito il messaggio“. Insieme a de Kooning, Gorky, Pollock, Rothko e Kline porranno le fondamenta di quell’Espressionismo Astratto che sposterà il baricentro dell’arte mondiale da Parigi a New York.

La definitiva consacrazione di de Kooning sul palcoscenico dell’arte si ha nel 1948 con la prima personale alla Egan Gallery: i critici più importanti la accolsero come una rivelazione, riconoscendo nell’originale e dirompente personalità dell’artista il ruolo di guida carismatica per la nascita e il futuro sviluppo di quella che sarà definita la “Scuola di New York” e che iniziava allora ad affacciarsi sulla scena internazionale. Comprensibile quindi lo scalpore che suscitò, appena cinque anni dopo, l’esposizione di una serie di opere figurative dai colori e dalle forme esplicitamente aggressive, intitolate Women.

Considerati da alcuni critici come un regressivo tradimento dell’espressionismo astratto, questi dipinti sollevarono l’immediato interesse del  Museum of Modern Art, che acquistò Woman I, il primo della serie, frutto di una sofferta elaborazione durata oltre un anno e mezzo. Del resto, l’artista non abbandonerà mai la figurazione e affronterà questo tema anche nei decenni successivi: mettendosi costantemente in discussione e rifiutando qualsiasi etichetta, de Kooning continua a esplorare nuovi stili, metodi e tecniche. Quando nel 1959 torna in Europa per la prima volta dopo venticinque anni dalla sua avventurosa partenza da Rotterdam, è all’apice di uno straordinario successo sia presso la critica che di mercato: in occasione della personale alla Sidney Gallery, tenutasi nella primavera di quell’anno, ha venduto tutte le opere esposte il giorno stesso dell’apertura. Un successo che per certi versi lo mette in crisi: “Adesso vendo la mia immagine” dichiara alla stampa.

Il viaggio in Europa prevede le tappe italiane di Venezia e Roma, dove tornerà dieci anni dopo: ai lunghi soggiorni in Italia è dedicata la rassegna Willem de Kooning e l’Italia, in corso a Venezia presso le Gallerie dell’Accademia dal 17 aprile al 15 settembre 2024: vi si analizza l’impatto che l’incontro con i capolavori del passato e le frequentazioni con l’ambiente artistico romano ebbero sulle opere di de Kooning realizzate negli anni successivi e quale furono complessivamente gli effetti dell’esperienza italiana sulla sua parabola creativa. A Roma, dove si ferma quattro mesi, produce un notevole numero di opere in bianco e nero su carta, cimentandosi in metodi e tecniche sperimentali: dipinge sul pavimento, mescola smalto con pietra pomice, strappa e fa collages con la carta.

Dall’incontro con la comunità artistica romana nascono legami che generano proficui scambi reciproci. In un’intervista, concessa durante il soggiorno italiano, racconta che il suo lavoro a Roma rappresenta “una preparazione per nuovi dipinti in cui vorrei fare ‘tutto’: la realtà naturale e il gesto astratto, la mia visione dell’umanità e i miei pensieri. Non voglio interessarmi a un problema preciso […] ma a tutti i problemi”. Dopo il rientro a New York, lavora a dipinti astratti di grande formato, caratterizzati da una nuova luminosità e da una struttura più aperta e distesa. Tra questi, Door to the River, A Tree in Naples e Villa Borghese sono esposti insieme per la prima volta nella mostra veneziana.

Dieci anni dopo, nell’estate del 1969, torna in Italia come ospite del Festival dei Due Mondi di Spoleto, ma trascorre quasi tutto il tempo a Roma. Qui ritrova casualmente una vecchia conoscenza, lo scultore Herzl Emanuel, sotto la cui guida sperimenta per la prima volta la creazione plastica, iniziando a modellare piccole figure in creta, dalle quali nascono tredici bronzetti. De Kooning nutre un forte interesse per le possibilità espressive del bronzo e per la realizzazione di sculture nelle quali si coniugano l’elaborazione del processo creativo, la presenza concretamente manuale dell’artista e la sua intensità psicologica. Anche nella produzione scultorea, mette continuamente in gioco il dialogo fra astrazione e figurazione.

Il disprezzo per l’arte del passato, caratteristico di varie correnti artistiche del suo tempo, non appartiene a de Kooning, che rimane sempre legato alle figure dei grandi maestri e crede nel valore del lavoro artigianale. Durante i periodi trascorsi in Italia ha modo di vedere e studiare per la prima volta molti dei capolavori di Tiziano, Tintoretto e Bernini, e descrivendo la sua impressione davanti ai dipinti nelle chiese di Roma, annota: “Ricordo tutto mezzo sospeso o proiettato nello spazio; i dipinti sembrano funzionare da qualsiasi angolazione si scelga di guardarli. Tutto il segreto sta nel liberarsi dalla forza di gravità“.

Al ritorno dall’Italia de Kooning avvia la produzione di un consistente numero di sculture nelle quali la fisicità materica si sublima attraverso l’intensità emotiva che traspare dal modellato: a Venezia queste sculture sono esposte accanto a quadri figurativi eseguiti nello stesso periodo e alle grandi astrazioni dipinte nella seconda metà degli anni Settanta. Il percorso espositivo si conclude con alcuni degli ultimi dipinti, realizzati dal 1981 al 1987: caratterizzati da tonalità chiare controbilanciate da fasce e zone di colore brillante, vi compaiono soltanto tracce di riferimenti figurativi.

La mostra in corso alle Gallerie dell’Accademia è la prima grande esposizione in Italia dedicata all’opera di de Kooning da quando fu invitato alla Biennale di Venezia esattamente settanta anni fa, e si pone l’obiettivo di comprendere meglio l’influenza che l’arte e la cultura italiana hanno avuto nell’evoluzione della sua parabola creativa. L’artista descriverà, alcuni anni dopo, il  primo incontro con la città di Roma come una sorta di folgorazione: “Sentivo di dover tornare subito a Roma, perché la città mi aveva fatto un’impressione enorme. […] Percepivo un bisogno urgente di farvi ritorno. Avevo la sensazione che fosse difficile entrare in questa splendida città, riuscire a penetrarla nel profondo senza esserne respinto. Non volevo fermarmi alle impressioni superficiali per capirla insieme ai suoi abitanti“.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Willem de Kooning in his East Hampton Studio, New York, 1971 – fotografia di Dan Budnik ©2024 The Estate of Dan Budnik. All Rights Reserved Artwork © 2024 The Willem de Kooning Foundation, SIAE
  2. Willem de Kooning: Red Man with Moustache, 1971 – Museo Nazionale Thyssen-Bornemisza, Madrid © 2024 The Willem de Kooning Foundation, SIAE
  3. Willem de Kooning: Untitled (Rome), 1959, inchiostro su carta – Fondazione Renee & Chaim Gross, New York © 2024 The Willem de Kooning Foundation, SIAE
  4. Willem de Kooning: Villa Borghese, 1960 – Museo Guggenheim Bilbao © 2024 The Willem de Kooning Foundation, SIAE
  5. Allestimento della mostra Willem de Kooning e l’Italia, Gallerie dell’Accademia, Venezia, 2024. Foto Matteo de Fina, 2024 © 2024 The Willem de Kooning Foundation, SIAE
  6. Willem de Kooning: Untitled #12, 1969 – Raymond and Patsy Nasher Collection, Nasher Sculpture Center, Dallas © 2024 The Willem de Kooning Foundation, SIAE
  7. Willem de Kooning: Pirate (Untitled II), 1981 Museo d’Arte Moderna, New York. Fondo della collezione Sidney e Harriet Janis, 1982 © 2024 The Willem de Kooning Foundation, SIAE
  8. Allestimento della mostra Willem de Kooning e l’Italia, Gallerie dell’Accademia, Venezia, 2024. Foto Matteo de Fina, 2024 © 2024 The Willem de Kooning Foundation, SIAE

in prima pagina:
Allestimento della mostra Willem de Kooning e l’Italia, Gallerie dell’Accademia, Venezia, 2024. Foto Matteo de Fina, 2024. © 2024 The Willem de Kooning Foundation, SIAE

Sito web: https://www.gallerieaccademia.it/willem-de-kooning-e-litalia

Dove e quando

Evento: Willem de Kooning e l’Italia

Indirizzo: Gallerie dell'Accademia - Campo della Carità, Dorsoduro 1050 - Venezia
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Fino al: 15 Settembre, 2024