Invade gli spazi di Palazzo Strozzi con una grande ed importante mostra, che include una nuova e monumentale opera per il cortile rinascimentale del Palazzo: Anselm Kiefer, uno dei più importanti artisti tra XX e XXI secolo, fino al 21 luglio a Firenze.

Sono angeli caduti e cacciati dal Paradiso per essersi ribellati a Dio quelli della mostra curata da Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi. Anselm Kiefer. Angeli caduti, tra lavori storici e produzioni recenti, è un percorso che si muove tra pittura, scultura, installazione e fotografia; fatto di introspezione, spiritualità e connessioni tra passato, presente e futuro.

Celebre per una profonda ricerca sui temi della memoria, del mito, della storia, della letteratura e della filosofia, Kiefer, settantanove anni, tedesco trapiantato in Francia, nel suo studio a due passi da Parigi ha ricostruito in scala tutte le stanze di Palazzo Strozzi per poter decidere al millimetro le opere da portare a Firenze. Ecco il risultato.
L’apertura è trionfale: una prima mastodontica installazione – sette metri per otto – realizzata con i materiali più diversi presenta una preziosissima foglia d’oro e in basso abiti comuni.
Basta alzare di poco lo sguardo per trovare San Michele – il cui nome è scritto in alto a destra in ebraico – con il dito alzato che caccia, come recitano i testi dell’Apocalisse, gli angeli ribelli dal Paradiso.
Per quest’opera – che riflette la lotta tra il bene e il male, tra spirito e materia – l’artista ha raccontato di essersi ispirato a un quadro di Luca Giordano visto al Museo di Cadice, in Spagna.

Dove gli “angeli caduti” sono gli angeli cacciati dal Paradiso, l’immagine simbolica che rappresenta l’intera umanità, lì c’è il punto di partenza della mostra di Palazzo Strozzi: allegorie, figure e forme che riflettono sull’identità, la poesia, le vicende storiche, i diversi pensieri filosofici. Come diversi i materiali e le tecniche con cui Kiefer crea lavori destinati a diventare celebri, a portarsi dietro quella presenza fisica e tattile in grado di stabilire una connessione immediata con il pubblico.

Al primo piano un lavoro in bianco e nero dell’artista che risale a parecchi anni fa, Sol Invictus del 1995, e poi i girasoli non sono gialli ma ormai neri, con i semi maturi che cadono addosso a un uomo sdraiato. E ancora girasoli ma questa volta che celebrano la luce e la vita, lì dove tutto è dorato: è in questo oro che troviamo il ciclo di opere che Kiefer ha dedicato a Marco Aurelio Antonino, detto Eliogabalo, giovane e controverso imperatore romano del terzo secolo che avrebbe voluto introdurre a Roma il culto del dio Sole.

Il cuore dell’esposizione è (forse) in una scenografica installazione dal titolo Verstraihlte Bilder, Dipinti irradiati: sessantacinque opere realizzate tra la metà degli anni Ottanta e il 2023 che occupano l’intera stanza, ed anche il soffitto, riflesse in un tavolo centrale come in un vortice colorato di immagini. Lavori imponenti dove è possibile cogliere il simbolo delle radiazioni: Kiefer ha sottoposto lo strato pittorico delle tele a vere e proprie radiazioni chimiche che, negli anni, stanno facendo scolorire e deteriorare le opere. Un lavoro che va avanti nel tempo e che le porterà forse a scomparire.

Quella che sembra poi una teca grigia, all’occhio attento si rivela un paesaggio disseminato di denti, una veste e un serpente, in alto appeso al vetro di copertura un pezzo di piombo gocciolante. Piombo e metalli sono tra i materiali preferiti da Kiefer, una sorta di alchimista, demiurgo contemporaneo. I denti sul fondo rimandano alla leggenda degli Argonauti e a ciò che succede a certi uomini quando perdono la rotta: sono condannati al nulla.
Luccicanti poi appaiono dei carciofi che l’artista fissa in una pittura in foglia d’oro in riferimento a Cynara, una delle ninfe di cui, secondo la mitologia, Zeus si innamora. Non corrisposto dalla giovane, la trasforma in un carciofo.
Kiefer adora il mito antico, come la filosofia, come la religione. Per lui l’arte è una perpetua forma di trasformazione e metamorfosi, un continuo divenire.

Grazie al lavoro alchemico, a cui l’artista è profondamente legato, le materie grezze come piombo, cera, semi, terra, fiori, sabbia e cenere vengono plasmate in opere imponenti e ammalianti. Strati visivi diversi, così come diverse le sedimentazioni, offrono più di una lettura a chi le guarda e rivelano sempre nuovi dettagli dell’arte di un’artista che non smette mai di esaltare la bellezza.

Ogni sua opera è un viaggio, una destinazione dove si desidera sempre tornare.
La mostra è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi e accompagnata da un catalogo edito da Marsilio Arte.

Dettagli

Didascalia immagini

Installation view
Anselm Kiefer. Angeli caduti”, Palazzo Strozzi, Firenze, 2024. Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio Ⓒ Anselm Kiefer

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Palazzo Strozzi - Piazza degli Strozzi - Firenze
[Guarda su Google Maps]

Fino al: 21 Luglio, 2024