Venticinque anni fa arrivava sugli schermi un’opera firmata David Lynch, ma che poco o nulla ha a che fare con l’universo misterioso e onirico, fatto di inquietanti visioni allucinate, che lo ha reso famoso: Una storia vera è uno splendido, toccante, elogio alla lentezza nato da un piccolo fatto di cronaca, diventato famoso per la sua inconsueta particolarità.
L’anziano Alvin Straight vive a Laurens nell’Iowa insieme alla figlia Rose, vedovo e reduce della Seconda Guerra Mondiale, a causa della progressiva cecità gli hanno tolto la patente di guida e problemi di deambulazione alle anche lo costringono a muoversi col supporto di due bastoni; i dottori gli hanno intimato di smettere di fumare, perché i suoi polmoni già minati da un inizio di enfisema si possono aggravare con conseguenze irreparabili, ma lui nasconde a tutti questa diagnosi e continua con le abitudini di sempre. Un giorno gli arriva la notizia che suo fratello Lyle ha avuto un infarto, vive nel Wisconsin a più di trecento miglia di distanza, ma è il momento di andare a fargli visita ad ogni costo; i due, legatissimi da ragazzi, adesso non si vedono da dieci anni e al loro ultimo incontro si sono lasciati dicendosi cose imperdonabili. L’imperativo che Alvin si pone ha il sapore di un’espiazione, perciò è determinato a compiere questo viaggio da solo, senza alcun supporto da nessuno, e l’unico mezzo di locomozione a cui può accedere è soltanto il suo piccolo falcia erba. Con la caparbietà di un uomo che ha affrontato rovesci drammatici nella vita senza mai lasciarsi piegare, Alvin porta avanti i preparativi senza dare minimamente ascolto a chi vorrebbe dissuaderlo dal suo intento, mettendosi infine su strada nella speranza di riuscire a raggiungere in tempo il fratello nella sua lontana dimora.

Una storia semplice oltre che vera – il film è dedicato alla memoria del protagonista, Alvin Straight (1920-1996) – con momenti di vibrante intensità, metafora della vita stessa in cui importante è il viaggio molto più della destinazione, con una serie di incontri che fanno emergere i ricordi di un’intera esistenza, sempre affidati al racconto verbale e alla potenza della parola, senza alcun supporto visivo che avrebbe appesantito inutilmente un’opera che vive nella sincerità delle interpretazioni.

La prova straordinaria di Richard Farnsworth nel ruolo di Alvin fu candidata all’Oscar; con una lunga carriera da stuntman alle spalle, prima di scoprire la recitazione, questa interpretazione rivela forte assonanza tra attore e personaggio: entrambi classe 1920, vivevano la medesima stagione della vita, quella vecchiaia in cui la cosa più dolorosa – a detta di Alvin – è il ricordo del vigore della gioventù, contrapposto all’accettazione dei limiti dovuti al ridursi delle forze.

Sissy Spacek nel ruolo della figlia Rose, segnata da una ferita indelebile, e un grande Harry Dean Stanton nei panni di Lyle, abitano lo schermo per una frazione di tempo ridotta, ma sono capaci di imprimere una tale verità ai loro personaggi da risultare indimenticabili. La splendida colonna sonora di Angelo Badalamenti, complice abituale di Lynch, contribuisce in modo determinante a costruire l’atmosfera rurale con la bellezza della natura e di sentimenti nobili come la solidarietà.

Inno alla pace e alla riconciliazione, Una storia vera di David Lynch oggi si può recuperare in rete solo nell’offerta Mubi, decisamente la piattaforma col catalogo più raffinato, o in dvd e Blu-ray se lo si vuole avere nella propria collezione; un’Emozione Visiva inattaccabile dallo scorrere del tempo, perché capace di considerare solo l’essenziale. Quasi un piccolo capolavoro.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Un viaggio di riconciliazione
  3. Incontri rivelatori lungo il cammino
  4. Uno straordinario Richard Farnsworth è il vecchio Alvin
  5. Sissy Spacek è Rose / Harry Dean Stanton è Lyle / Il viaggio di una vita
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    © Bim Distribuzione

IN COPERTINA

Richard Farnsworth, nella sua ultima interpretazione, è Alvin Straight
© Bim Distribuzione

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: The Straight story
  • Regia: David Lynch
  • Con: Richard Farnsworth, Sissy Spacek, Harry Dean Stanton, Everett McGill, John Farley, Kevin Farley, Jane Galloway Heitz, Joseph A. Carpenter, Donald Wiegert, Tracey Maloney, Dan Flannery, Jennifer Edwards-Hughes, Ed Grennan, Jack Walsh, Max the Wonder Dog, Gil Pearson, Barbara June Patterson, Anastasia Webb, Matt Guidry, Bill McCallum, Barbara Robertson, James Cada, Sally Wingert, Barbara Kingsley, Jim Haun, Wiley Harker, Randy Wiedenhoff, Jerry E. Anderson, Garrett Sweeney, Peter Sweeney, Tommy Fahey, Matt Fahey, Dan Fahey, Russ Reed, Leroy Swadley, Ralph Feldhacker
  • Sceneggiatura: John Roach & Mary Sweeney
  • Fotografia: Freddie Francis
  • Musica: Angelo Badalamenti
  • Montaggio: Mary Sweeney
  • Scenografia: Jack Fisk
  • Costumi: Patricia Norris
  • Produzione: Mary Sweeney e Neal Edelstein per Picture Factory con Les Films Alain Sarde, StudioCanal, Canal+, CiBy 2000, Asymmetrical Productions e Channel Four Films
  • Genere: Essenziale
  • Origine: USA / Francia, 1999
  • Durata: 112′ minuti