L’irripetibile stagione de ‘Il Giornalino della Domenica’
di - pubblicato il 13 Ottobre, 2008 in Mostre
Paola Pallottino, un passato da illustratrice e un presente da studiosa dell’Illustrazione, ha ideato la più grande mostra realizzata sulla vita de “Il giornalino della Domenica”.
La Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna ne ha accolto il progetto e ha offerto i suoi spazi in Palazzo Saraceni, dove l’esibizione, che vanta la Targa d’Argento del Presidente della Repubblica, avrà luogo fino al 2 novembre.
La pubblicazione, che ha completamente rivoluzionato l’assetto del giornalismo per ragazzi, è nata da una felice intuizione del fiorentino Luigi Bertelli (1858-1920), meglio conosciuto come Vamba. Giornalista ed educatore efficace, Vamba scrisse numerosi testi per l’infanzia, uno per tutti “Il giornalino di Gian Burrasca” libro scritto nel 1907, ma che talvolta i ragazzi ancora leggono.

Il primo numero uscito il 24 giugno 1906, inaugurò un’intensa attività editoriale che si protrarrà, tra cambi di editore e riassetti, lungo sedici anni di vita, dal 1906 al 1927.
Gli intenti pedagogici del giornalino e le modalità didattiche utilizzate di volta in volta non furono mai nascoste. Tipico della prima editoria per ragazzi fu il proposito tipicamente risorgimentale di “fare gli italiani”, proposito sicuramente condiviso dal direttore Bertelli di formazione mazziniana, e risultò nel costante e dominante amor di patria che divenne progressivamente sempre più indistinto.
Il compito di educare i futuri italiani fu perseguito, nelle pagine del giornalino, attraverso rubriche, notizie di carattere storico, politico, scientifico, letterario….
I collaboratori furono tra i più illustri personaggi del tempo, basta citarne alcuni per dare l’idea della consistenza che si volle dare alla pubblicazione. Citiamo come esempi: Luigi Capuana, Edmondo De Amicis, Giovanni Pascoli, Grazia Deledda, Emilio Salgari, Matilde Serao, Scipio Slataper, Sem Benelli, Filippo T. Marinetti, Roberto Bracco e Ada Negri.
Le venticinque tappe in cui è divisa la mostra ripercorrono gli aspetti salienti dell’importante azione editoriale.
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Fin dal principio il giornalino si qualificò, oltre per il suo alto intento educativo e per i suoi densi contenuti culturali, anche per la sua strepitosa qualità grafica.
Dall’inizio del XX secolo, infatti, la diffusione di riviste stampate con moderni procedimenti fotolitografici aveva accorciato di molto le distanze tra artisti e illustratori.
È però inedita questa grande attenzione rivolta alla qualità grafica dell’editoria infantile, il giornalino della domenica fu tra i pionieri del genere.
Bertelli, in arte Vamba ( nome tratto dall’ Ivanohe di Walter Scott. Vamba era il buffone del re che umiliò il re stesso), non si rivolse a semplici disegnatori per ragazzi, bensì assoldò alcuni tra i caricaturisti più scanzonati del tempo.
Tra le storiche “colonne” della rivista ricordiamo i grafici: Ugo Finozzi, Filiberto Scarpelli, Umberto Brunelleschi, Antonio Rubino.
Oltre a loro si susseguirono nei sedici anni di vita del giornalino altri 230 artisti, di nazionalità e formazioni eterogenee.
Vari concorsi sanciti dalla rivista per le sue copertine inaugurarono una stagione di mostre per le illustrazioni in varie manifestazioni degne di nota, tra le quali la Biennale di Arti decorative di Monza 1923.
Le illustrazioni, ironiche ed eleganti, ma anche decise e forti, si calarono perfettamente nel tessuto artistico del tempo.
Una prima fase d’impronta modernista di matrice liberty muta, all’incirca nel biennio 1918-1920, verso una definitiva affermazione del nuovo gusto decò.
Una serie di curiosi “reperti” d’epoca, copertine, illustrazioni, lettere, oggetti, ha il compito di dipanare in un inedito itinerario visivo la storia del giornalino.
Di notevole interesse e piacevole fruizione la sezione con ventidue bozzetti originali esposti in mostra accanto al corrispettivo esito a stampa. Le illustrazioni, uscite dalle mani e dalle menti di quindici artisti, sono per lo più tempere e acquerelli ideati nell’arco cronologico che va dal 1906 al 1922.

Uno splendido acquerello su carta capace di riprodurre la matericità del pastello, opera di Plinio Nomellini illustra una copertina del 1906 dedicata all’opera, che trova spazio al suo interno, di Giovanni Pascoli “La cunella”.
Assolutamente notevoli i due esemplari del 1908 di mano di Antonio Rubino che, nella geometria delle forme sintetiche ma evocative, paiono tuttora a chi parla, anche se di molte generazioni posteriore, molto attuali.
Un ricco catalogo illustrato, edito da Bononia University Press, riproduce cento fra le più rappresentative copertine, illustrazioni e caricature, ed è attualmente lo strumento di studio più aggiornato e approfondito relativo alle vicende del giornalino.
Ingresso gratuito
Bologna, Palazzo Saraceni
Didascalie immagini in ordine di pubblicazione:
- Filiberto Scarpelli, Copertina del primo numero de
Il Giornalino della Domenica, Firenze, 1 giugno 1906.
- Antonio Rubino, Personaggi con ombrello e lumaca,
Archivio Storico Giunti Editore
- Plinio Novellini, La Cunella,
Museo di Casa Pascoli, Comune di Barga