Through my window al MNAF
di // pubblicato il 01 Dicembre, 2011
Da oggi il Museo Nazionale Alinari della Fotografia ospita Through my window, la prima mostra italiana dell'artista coreano Ahae che dalla scorsa primavera sta girando tutte le più importanti capitali internazionali, da New York a Londra, da Praga a Mosca.
L'esposizione propone 40 fotografie selezionate tra oltre un milione di scatti che Ahae ha realizzato negli ultimi due anni dalla medesima finestra del suo studio in Corea dove vive e lavora che si affaccia in un parco naturale incontaminato.
Un lavoro immane caratterizzato da una pazienza certosina e da una dedizione e una cura quasi ossessive del dettaglio.

L'artista coreano concentra la sua attenzione e fa rivivere il mondo naturale che lo circonda esaltandone la luce e i colori e la loro trasformazione conseguente all'avvicendarsi delle stagioni ed ai movimenti del sole e della luna.
Le sue immagini da cui emerge una profonda sensibilità artistica, ci ricordano molto da vicino le scene di una celebre pellicola del grande cineasta coreano Kim Ki-duk, “Primavera, Estate, Autunno, Inverno..e ancora Primavera”, dove ciascuna stagione rappresenta un momento significativo della vita del giovane protagonista.
Così come il regista, Ahae ci conduce con i suoi scatti attraverso il lento mutamento delle quattro stagioni. Ma le sue fotografie – dove l'uomo non compare mai - sono prive di filtri e manipolazioni tecnologiche perché la sua intenzione è quella di mostrare il paesaggio che si trova di fronte e gli animali che lo abitano, nella maniera più naturale possibile senza alcuna alterazione, facendo così emergere la bellezza e l'armonia del mondo.

Milan Knizak, l'ex Direttore Generale della Galleria Nazionale di Praga, che ha ospitato la mostra nel mese di agosto, ha scritto che le fotografie di Ahae sono “un omaggio alla natura, ma non contengono slogan ecologisti provocatori o vuoti. Si limitano a mostrare il mondo com'è nella realtà: fragile e grandioso, umile e coraggioso, sempre sublime”.
In questo scenario l'uomo, che è ridotto a mero osservatore, guardando gli scatti dell'artista coreano si riconcilia con la natura e viene indotto a rallentare i propri ritmi riuscendo così a cogliere sfumature a prima vista impercettibili, come le onde di uno stagno, la forma delle nuvole, un capriolo d'acqua che sbuca da un cespuglio.

Le immagini in mostra costituiscono senza dubbio un richiamo, un invito a prenderci cura della natura. Ahae infatti è anche un imprenditore che da anni gestisce alcune aziende biologiche ed ha sempre fatto tutto il possibile affinché le sue attività non fossero in conflitto con la conservazione dell'ambiente.