Il Cioccolato. Dai Maya al XX Secolo
di - pubblicato il 07 Novembre, 2008 in Mostre
Alla Fondazione Ferrero di Alba, una bellissima mostra dedicata a tutti gli amanti del cioccolato.. che sono davvero tanti, a giudicare dalle rassegne che sempre più vengono dedicate a questa grande delizia.
La mostra parte dai lontani Maya, nella giungla equatoriale, laddove dalla raccolta dei semi della pianta del cacao si comincia a ricavare il cacahuati, la bevanda considerata degli dei.
Entrando si percepiscono suoni e profumi tipici della giungla che ricreano l'atmosfera di quei tempi. Gli Aztechi lo chiamavano acqua amara ma ne andavano pazzi. Nello Yucatan, dove vivevano i Maya i semi di cacao venivano addirittura usati come moneta e unità di misura per le tasse. Le fave di cacao più piccole si usavano per la cioccolata dell'imperatore.
Il cacao aveva anche significato religioso e veniva donato dallo sposo alla sposa il giorno delle nozze. A Cristoforo Colombo la cioccolata non piacque (forse non era di buona qualità..) mentre Hernàn Cortès, che fu il primo a definirla “bevanda degli dei”, la raccomandò a Carlo V.
In Europa, precisamente in Spagna, la cioccolata si diffonde come bevanda quasi medicinale e, dopo la dolcificazione, diverrà invece una bevanda alla moda da degustare, a cui nobili e borghesi non potranno più rinunciare; ammessa dai Papi anche nei periodi di digiuno, perchè bevanda benefica e tonificante. 
In Italia la cioccolata arrivo nel '600, forse grazie a Caterina d'Austria, figlia di Filippo II di Spagna, sposa di Carlo Emanuele I di Savoia. Fu il commerciante Antonio Carletti a lanciare la bevanda alla corte di Cosimo III de' Medici a Firenze; mentre a Torino, Antonio Arì inaugurò nel 1678 la prima cioccolateria.
Le note di Mozart, anch'egli grande appassionato di cioccolata, accompagnano il visitatore tra importanti dipinti, argenti e porcellane di diverse manifatture europee che documentano l'affermarsi della bevanda che viene servita ad ogni ora in molte corti dell'epoca. Nel 1802 il genovese Bozelli progetta un macchinario in grado di raffinare e miscelare la pasta di cacao; dopo circa vent'anni l'olandese Van Houten, mette a punto un processo che isola il burro di cacao. Lo svizzero Daniel Peter nel 1875 crea il cioccolato al latte, mentre nel 1879 Rodolphe Lindt con la tecnica chiamata del concaggio inventa il cioccolato fondente.
Il Novecento aggiunge al mito del cacao anche la creatività e il design, e grazie a queste trasformazioni il cioccolato diverrà un desiderio esaudibile per tutti e non più un privilegio dei ricchi, nelle sue diverse forme, quali, cioccolatino, pralina e tavoletta. Col tempo il cioccolato diverrà un vero e proprio fenomeno di costume legato a marchi ben noti, e ad alcune icone del Novecento come il Bacio Perugina, i Gianduiotti, i Mon Chèri, la Nutella e così via. 
Se leggendo questo articolo vi è venuta voglia di cioccolato figuratevi se andrete a visitarla!
IL CIOCCOLATO. Dai Maya al XX Secolo fino al 18 gennaio 2009,
(giorni di chiusura 24-25-31 dicembre 2008 e 1 gennaio 2009)
chiuso il lunedì; martedì-venerdì orario 15-19, sabato, domenica e festivi orario 10-19.
Ingresso gratuito. Possibilità di accesso e servizi per i disabili
Visita e laboratorio gratuito (2 ore).
Catalogo Silavana editoriale
www.fondazioneferrero.it/
Didascalie immagini in ordine di pubblicazione
- locandina mostra
- Vaso da cioccolata, terracotta, cultura azteca postclassica,
(Musées Royaux d'Art et d'Histoire, Bruxelles, Belgio)
- Jean Béraud, La pasticceria Gloppe sugli Champs Eliysées, 1889,
olio su tavola, (Musée Carnavalet, Parigi, Francia)
- Marya Sybilla Merian, Dissertatio de Generatione et Metamorphosibus
insectorum surinamensium, Amsterdam 1719, volume in-folio, con tavole
incise e acquerellate. Biblioteca Centrale Nazionale, Firenze
- Libro de la vida que los Yndios (Codex Magliabechianum), XVII secolo,
manoscritto cartaceo con disegni a penna e ad acquerello
Biblioteca Centrale Nazionale, Firenze