Firenze1944-45 Danni di Guerra

di Cinzia Colzi // pubblicato il 19 Settembre, 2007

L'evento di oggi non é solo?culturale, ma?scolpito nella memoria di chi ha vissuto il secondo conflitto mondiale. Per noi, nati dopo, dimostrazione indelebile, tanto significativa, forse già "dentro" perché storia fiorentina raccontata.

In una sede prestigiosissima, la?Sala del Camino del Gabinetto Disegni e Stampe della Galleria degli Uffizi,
é ospitata la mostra:?
?Firenze 1944-45 Danni di guerra?
un percorso dove le immagini testimoniano le vicende subite della città in quel periodo?maledetto.

Bombardamenti, rovine, distruzione e ricostruzione: tutto?documentato nelle fotografie scattate dal personale del Gabinetto Fotografico negli anni 1940-45? dove, lo scatto?in condizioni?spesso precarie, rende maggiormente?l'impatto?suggestivo e immediato.

L'orrore della guerra,?ma?anche l?attenzione a non creare ulteriori danni?a opere d?arte e monumenti. La?volontà é solo quella di andare avanti?con fierezza e forza d?animo.

Un discorso?in tre momenti fondamentali: la protezione delle opere d?arte dopo l?entrata in guerra dello Stato italiano; la testimonianza dei danni subiti dalla città di Firenze e dalle opere d?arte durante i bombardamenti che si sono succeduti, soprattutto quello della notte del 4 agosto 1944 e infine la documentazione dei lavori di ricostruzione.

La storia ci ricorda, dopo l'ingresso italiano in guerra del 10 giugno 1940, nei musei e chiese fiorentine e toscane si rece necessario adottare misure di protezione delle opere d?arte.
Le prime e immediate attenzioni dedicate a quelle mobili di musei, chiese e collezioni private, esposte ai rischi di bombardamenti.
Fu deciso di trasferirle in rifugi più o meno lontani dalla città, mentre per tutte le opere non rimovibili (affreschi, portali scolpiti, fontane, tombe, decorazioni ad intaglio sulle facciate)fu predisposta protezione in loco.
Dopo tutti i tentativi per ottenere a Firenze il riconoscimento di città aperta, il 30 luglio 1944 fu emanata un?ordinanza di sgombero della zona attorno ai ponti e la notte tra il 3 e il 4 agosto i tedeschi in ritirata presero la decisione strategica di distruggere i ponti, risparmiando solo Ponte Vecchio.



Sotto?i colpi delle mine tedesche, andò irrimediabilmente perduto il tessuto urbanistico medievale costituito da numerosi antichi palazzi e case-torri, distribuiti principalmente lungo le vie Guicciardini, in Oltrarno, e Por Santa Maria, sulla sponda opposta del fiume.
La mostra si sofferma sui danni ai ponti, il?Ponte Santa Trinita in particolare, e alle strade adiacenti Ponte Vecchio (Por Santa Maria e lungarno Acciaioli).

Dopo la liberazione dell?agosto?1944, partì subito l'attività di recupero?e?riparazione dei danni.
Si? pensa all'immediata?ricostruzione dei ponti e?per quello di?Santa Trinita viene deciso di?rifarlo ?dov?era e com?era?, esemplare?la sua storia?per?il lungo lavoro di recupero e restauro delle pietre e dei piloni.?
Infatti, dopo i bombardamenti, grandi pezzi delle statue delle Stagioni degli scultori Francavilla, Caccini e Landini che decoravano il ponte furono ritrovati nella riva nord dalla parte degli Uffizi e a sud della riva opposta.
I pezzi principali dell?Autunno?apparvero sotto cumuli di macerie nel letto del fiume.
Prima delle piogge di settembre fu ritrovato uno dei cartigli e la testa dell?Autunno.
A parte alcuni frammenti, l?Autunno si ruppe in cinque parti, l?Estate e l?Inverno in quattro parti ciascuno.
La Primavera, più delicata, si scompose in innumerevoli frammenti.?
L?unico pezzo ancora mancante era la testa della Primavera, che era stata vista sui lungarni il 10 agosoto, poi sparita.
Fu recuperata casualmente dal fondo dell?Arno il 7 ottobre 1961, nel corso dei lavori di manutenzione del greto del fiume, divenendo?il simbolo, l?icona, della ricostruzione e, proprio con questa?sua immagine,?si chiude la mostra.

Un particolare grazie alla dottoressa Marilena Tamassia per aver progettato e realizzato questo splendido allestimento, visitabile gratuitamente fino al prossimo 25 novembre,?tutti i giorni?con orario 9.00-18.30, escluso il lunedì.
Il catalogo é edito da?Sillabe.

 

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