Anche quest’anno si è consumato il rito di assegnazione degli Oscar con una cerimonia piuttosto noiosa, fatta dei consueti siparietti che aspirerebbero alla comicità e costringono i presenti a fingere divertimento, con propaganda bellica limitata per fortuna soltanto all’ipocrita richiesta di un attimo di silenzio – si era ventilata la possibilità di un inopportuno messaggio da parte dell’attuale presidente ucraino – e con un eccesso di stucchevole buonismo, dilagato purtroppo anche nella scelta dei vincitori.

Un tripudio di buoni sentimenti politicamente corretti ha portato il modesto filmetto I segni del cuore di Siân Heder, senza nulla togliere al messaggio di cui è portatore, a prevalere nella massima categoria sul ritratto complesso di una virilità tossica de Il potere del cane di Jane Campion, vero sconfitto della serata con dodici nominations e la sola statuetta alla regia, finalmente assegnata alla cineasta neozelandese, unica donna a ricevere la seconda candidatura dopo quella per Lezioni di piano.

I segni del cuore mette a segno tutte e tre le sue candidature, vincendo anche per sceneggiatura non originale adattamento dal film francese La famiglia Bélier e attore non protagonista Troy Kotsur, nel ruolo del padre pescatore sordomuto della protagonista; interpretazione di tutto rispetto, a cui tuttavia avrei preferito il ritratto della determinazione incarnato dal giovane Kodi Smit-McPhee nei panni di Peter in Il potere del cane, giocato tutto su piccoli dettagli estremamente significanti.

Altro titolo che pur avendo solo due candidature le ha portate a casa entrambe è Gli occhi di Tammy Faye che ha trionfato, più che meritatamente, per il trucco e l’interpretazione femminile di Jessica Chastain nel ruolo della protagonista; l’attrice californiana mettendo a segno la terza nomination della sua carriera, nel discorso di ringraziamento ha posto l’attenzione sulle difficoltà che negli ultimi due anni hanno alzato pericolosamente il tasso dei suicidi, colpendo anche la sua famiglia.

Un richiamo all’importanza di proteggere i propri cari che ha trovato spazio anche nei ringraziamenti di Will Smith, miglior attore per Una famiglia vincente – King Richard, che nell’interpretare il padre delle sorelle Williams ha incarnato un uomo intento a difendere la famiglia da tutto il mondo e ha mostrato inedita fragilità scusandosi, in qualche modo, per aver assestato un colpo al comico Chris Rock – il momento più vivo della serata – reo di una battuta infelice su sua moglie Jada Pinkett Smith.

Il colossal fantascientifico Dune di Denis Villeneuve su dieci candidature conquista ben sei statuette tecniche, meritate per la raffinatezza della visione, anche se alla colonna sonora di Hans Zimmer – spesso eccessiva e invadente – avrei preferito la partitura di Alberto Iglesias per Madres paralelas. Deludente anche il premio al lungometraggio di animazione assegnato a Encanto, esasperante nel senso di noia che sa procurare, a cui avrei preferito Luca di Enrico Casarosa o uno qualsiasi degli altri.

Disappunto anche col premio ai costumi che, oltre a non essere andato al nostro Massimo Cantini Parrini per Cyrano, ha visto trionfare un film davvero insulso come Crudelia – inutile tentativo di bissare il successo di Joker inventando storie strampalate su un altro iconico cattivo – e a cui erano di gran lunga preferibili gli abiti di Dune, quelli anni ’40 de La fiera delle illusioni o dei ’50 di West Side Story che con sette candidature ha prevalso solo per l’attrice non protagonista Ariana DeBose, Anita.

A seguire come di consueto vincitori e candidati della 94a edizione degli Academy Awards, relativi ai film della stagione 2021.

Miglior film: I segni del cuore (Philippe Rousselet, Fabrice Gianfermi e Patrick Wachsberger produttori)
Belfast (Laura Berwick, Kenneth Branagh, Becca Kovacik e Tamar Thomas produttori)
Don’t Look Up (Adam McKay e Kevin Messick produttori)
Drive My Car (Teruhisa Yamamoto produttore)
Dune (Mary Parent, Denis Villeneuve e Cale Boyter produttori)
Una famiglia vincente – King Richard (Tim White, Trevor White e Will Smith produttori)
Licorice Pizza (Sara Murphy, Adam Somner e Paul Thomas Anderson produttori)
La fiera delle illusioni (Guillermo del Toro, J. Miles Dale e Bradley Cooper produttori)
Il potere del cane (Jane Campion, Tanya Seghatchian, Emile Sherman, Iain Canning e Roger Frappier produttori)
West Side Story (Steven Spielberg e Kristie Macosko Krieger produttori)

Miglior regia: Jane Campion per Il potere del cane
Kenneth Branagh per Belfast
Ryusuke Hamaguchi per Drive My Car
Paul Thomas Anderson per Licorice Pizza
Steven Spielberg per West Side Story

Migliore attrice: Jessica Chastain in Gli occhi di Tammy Faye
Olivia Colman in La figlia oscura
Penélope Cruz in Madres paralelas
Nicole Kidman in A proposito dei Ricardo
Kristen Stewart in Spencer

Migliore attore: Will Smith in Una famiglia vincente – King Richard
Javier Bardem in A proposito dei Ricardo
Benedict Cumberbatch in Il potere del cane
Andrew Garfield in Tick, Tick… Boom!
Denzel Washington in La tragedia di Macbeth

Migliore attrice non protagonista: Ariana DeBose in West Side Story
Jessie Buckley in La figlia oscura
Judi Dench in Belfast
Kirsten Dunst in Il potere del cane
Aunjanue Ellis in Una famiglia vincente – King Richard

Migliore attore non protagonista: Troy Kotsur in I segni del cuore
Ciarán Hinds in Belfast
Jesse Plemons in Il potere del cane
J.K. Simmons in A proposito dei Ricardo
Kodi Smit-McPhee in Il potere del cane

Migliore sceneggiatura originale: Kenneth Branagh per Belfast
Adam McKay e David Sirota per Don’t Look Up
Zach Baylin per Una famiglia vincente – King Richard
Paul Thomas Anderson per Licorice Pizza
Eskil Vogt e Joachim Trier per La persona peggiore del mondo

Migliore sceneggiatura non originale: Siân Heder per I segni del cuore
Ryusuke Hamaguchi e Takamasa Oe per Drive My Car
Jon Spaihts, Denis Villeneuve e Eric Roth per Dune
Maggie Gyllenhaal per La figlia oscura
Jane Campion per Il potere del cane

Miglior fotografia: Greig Fraser per Dune
Dan Laustsen per La fiera delle illusioni
Ari Wegner per Il potere del cane
Bruno Delbonnel per La tragedia di Macbeth
Janusz Kaminski per West Side Story

Miglior montaggio: Joe Walker per Dune
Hank Corwin per Don’t Look Up
Pamela Martin per Una famiglia vincente – King Richard
Peter Sciberras per Il potere del cane
Myron Kerstein e Andrew Weisblum per Tick, Tick… Boom!

Miglior scenografia: Patrice Vermette e Zsuzsanna Sipos per Dune
Tamara Deverell e Shane Vieau per La fiera delle illusioni
Grant Major e Amber Richards per Il potere del cane
Stefan Dechant e Nancy Haigh per La tragedia di Macbeth
Adam Stockhausen e Rena DeAngelo per West Side Story

Migliori costumi: Jenny Beavan per Crudelia
Massimo Cantini Parrini e Jacqueline Durran per Cyrano
Jacqueline West e Robert Morgan per Dune
Luis Sequeira per La fiera delle illusioni
Paul Tazewell per West Side Story

Miglior colonna sonora originale: Hans Zimmer per Dune
Nicholas Britell per Don’t Look Up
Germaine Franco per Encanto
Alberto Iglesias per Madres paralelas
Jonny Greenwood per Il potere del cane

Miglior canzone originale: No time to die di Billie Eilish e Finneas O’Connell da 007 No time to die
Be alive di Dixon e Beyoncé Knowles-Carter da Una famiglia vincente – King Richard
Dos oruguitas di Lin-Manuel Miranda da Encanto
Down to joy di Van Morrison da Belfast
Somehow you do di Diane Warren da Quattro buone giornate

Miglior trucco e acconciature: Linda Dowds, Stephanie Ingram e Justin Raleigh per Gli occhi di Tammy Faye
Mike Marino, Stacey Morris e Carla Farmer per Il principe cerca figlio
Nadia Stacey, Naomi Donne e Julia Vernon per Crudelia
Donald Mowat, Love Larson e Eva von Bahr per Dune
Göran Lundström, Anna Carin Lock e Frederic Aspiras per House of Gucci

Miglior sonoro: Mac Ruth, Mark Mangini, Theo Green, Doug Hemphill e Ron Bartlett per Dune
Denise Yarde, Simon Chase, James Mather e Niv Adiri per Belfast
Simon Hayes, Oliver Tarney, James Harrison, Paul Massey e Mark Taylor per 007 No time to die
Richard Flynn, Robert Mackenzie e Tara Webb per Il potere del cane
Tod A. Maitland, Gary Rydstrom, Brian Chumney, Andy Nelson e Shawn Murphy per West Side Story

Migliori effetti speciali: Paul Lambert, Tristan Myles, Brian Connor e Gerd Nefzer per Dune
Swen Gillberg, Bryan Grill, Nikos Kalaitzidis e Dan Sudick per Free Guy – eroe per gioco
Charlie Noble, Joel Green, Jonathan Fawkner e Chris Corbould per 007 No time to die
Christopher Townsend, Joe Farrell, Sean Noel Walker e Dan Oliver per Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli
Kelly Port, Chris Waegner, Scott Edelstein e Dan Sudick per Spider-Man: No way home

Miglior film d’animazione: Encanto (Jared Bush, Byron Howard, Yvett Merino e Clark Spencer produttori)
Flee (Jonas Poher Rasmussen, Monica Hellström, Signe Byrge Sørensen e Charlotte De La Gournerie produttori)
Luca (Enrico Casarosa e Andrea Warren produttori)
I Mitchell contro le macchine (Mike Rianda, Phil Lord, Christopher Miller e Kurt Albrecht produttori)
Raya e l’ultimo drago (Don Hall, Carlos López Estrada, Osnat Shurer e Peter Del Vecho produttori)

Miglior cortometraggio d’animazione: The windshield wiper di Alberto Mielgo
Affairs of the art di Joanna Quinn
Bestia di Hugo Covarrubias
Boxballet di Anton Dyakov
Un pettirosso di nome Patty di Dan Ojari e Mikey Please

Miglior film internazionale: Drive My Car (Giappone) di Ryusuke Hamaguchi
Flee (Danimarca) di Jonas Poher Rasmussen
È stata la mano di Dio (Italia) di Paolo Sorrentino
Lunana – A yak in the classroom (Bhutan) di Pawo Choyning Dorji
La persona peggiore del mondo (Norvegia) di Joachim Trier

Miglior documentario: Summer of soul …or, when the revolution could not be televised (Ahmir “Questlove” Thompson, Joseph Patel, Robert Fyvolent e David Dinerstein produttori)
Ascension (Jessica Kingdon, Kira Simon-Kennedy e Nathan Truesdell produttori)
Attica (Stanley Nelson e Traci A. Curry produttori)
Flee (Jonas Poher Rasmussen, Monica Hellström, Signe Byrge Sørensen e Charlotte De La Gournerie produttori)
Writing with fire (Rintu Thomas e Sushmit Ghosh produttori)

Miglior cortometraggio documentario: The queen of basketball di Ben Proudfoot
Audible di Matthew Ogens
Lead me home di Pedro Kos e Jon Shenk
Three songs for Benazir di Elizabeth Mirzaei e Gulistan Mirzaei
When we were bullies di Jay Rosenblatt

Miglior cortometraggio: The long goodbye di Aneil Karia
Ala Kachuu – take and run di Maria Brendle
Sukienka / The dress di Tadeusz Łysiak
On my mind di Martin Strange-Hansen
Please hold di K.D. Dávila

Oscar alla carriera:
Liv Ullmann
Samuel L. Jackson
Danny Glover

Dettagli

 

Didascalie immagini

  1. Celebrità sul tappeto rosso: Jesse Plemons, Kirsten Dunst, Kristen Stewart e Penelope Cruz
  2. Jane Campion miglior regista per il meraviglioso Il potere del cane
  3. Troy Kotsur migliore non protagonista e Siân Heder miglior adattamento per I segni del cuore
  4. Jessica Chastain miglior attrice per Gli occhi di Tammy Faye ringrazia il collega Andrew Garfield
  5. Will Smith miglior attore per Una famiglia vincente – King Richard riceve l’Oscar dal trio di Pulp Fiction: John Travolta, Samuel L. Jackson e Uma Thurman
  6. Gli scenografi Patrice Vermette e Zsuzsanna Sipos, con l’autore della fotografia Greig Fraser e il montatore Joe Walker sono tre dei sei premi tecnici assegnati al raffinato Dune
  7. Ariana DeBose migliore non protagonista per il ruolo di Anita in West Side Story di Steven Spielberg
  8. Locandine dei dieci titoli candidati a miglior film
  9. Kodi Smit-McPhee straordinario nel ruolo di Peter in Il potere del cane
  10. Kenneth Branagh col primo Oscar in carriera per la sceneggiatura originale di Belfast
  11. Tra i grandi che quest’anno ci hanno lasciato: Ivan Reitman, Jean-Marc Vallée, Charles Grodin, Dean Stockwell, Douglas Trumbull, William Hurt, Richard Donner e Lina Wertmüller
  12. I magnifici costumi di Massimo Cantini Parrini per il Cyrano di Joe Wright
  13. Un’immagine del documentario Attica / Regista e produttori del bellissimo Summer of soul… miglior documentario / Un fotogramma del cortometraggio Please hold, straordinaria metafora politica
  14. Il giapponese Ryusuke Hamaguchi con l’Oscar al film internazionale per il suo Drive my car / I fratelli Finneas O’Connell e Billie Eilish vincitori per la canzone 007 No time to die dal film omonimo
  15. Il cortometraggio russo Boxballet di Anton Dyakov

IN COPERTINA

Jane Campion, Oscar alla regia per Il potere del cane