Tutta l’emozione che è mancata quest’anno all’hollywoodiana notte delle stelle ce l’ha regalata la serata di premiazione della 67ª edizione del premio David di Donatello, in diretta ieri sera su Rai1 dagli studi di Cinecittà, non solo per le assegnazioni in gran parte condivisibili, ma anche e soprattutto per qualche vittoria a sorpresa che ha reso tutto più vivo.

Uno spettacolo condotto con la consueta professionalità da Carlo Conti affiancato da una Drusilla Foer ormai in ascesa, con la scelta encomiabile, ribadita dal presidente dell’Accademia del Cinema Italiano Piera Detassis, di trasmettere integralmente la premiazione senza penalizzare le categorie tecniche discriminate invece agli Oscar dove, per arginare il calo di ascolti che svaluta l’entità degli introiti pubblicitari, si sono ridotti alcuni premi a momenti tagliati e fuori onda.

Venendo ai vincitori cinque statuette sono state assegnate a È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino, tra cui miglior film e miglior regia, che dall’esordio a Venezia 78 ha raccolto numerosi riconoscimenti a giro nel mondo, ma al quale almeno nella massima categoria avrei preferito il bellissimo Ariaferma di Leonardo Di Costanzo che ha ottenuto solo due riconoscimenti, per la sceneggiatura originale e per la migliore interpretazione maschile offerta da Silvio Orlando.

Terzo David in carriera su dodici candidature, l’attore partenopeo era disorientato dalla sorpresa di questa assegnazione inaspettata e ha confessato di essere stato convinto dal regista, perché lui non voleva fare il film. Migliore interpretazione femminile è stata premiata la diciassettenne Swamy Rotolo per A Chiara di Jonas Carpignano, praticamente esordiente la giovane attrice calabrese aveva partecipato in un ruolo secondario solo al precedente film dello stesso autore.

Soddisfazione anche per gli altri attori premiati come non protagonisti: Edoardo Scarpetta in Qui rido io è il figlio legittimo dell’omonimo commediografo napoletano di cui è discendente, mentre Teresa Saponangelo in È stata la mano di Dio ha incarnato la madre del regista Paolo Sorrentino; due interpretazioni che intrecciano connessioni tra finzione e realtà. Grande anche il successo per Ennio di Giuseppe Tornatore, con tre premi conquistati su cinque candidature.

Successo meritato, anche di pubblico, per il documentario che è un intimo ritratto di Ennio Morricone davvero molto partecipe e vibrante. Commovente anche ricordare i nomi degli artisti scomparsi, ma l’omaggio è stato un po’ sabotato dalla discutibilissima regia televisiva che ha scelto di dare rilievo a Drusilla Foer, che cantava Senza fine, relegando sullo sfondo i volti di chi ci ha lasciato durante l’ultimo anno, con l’ubriachezza di infelici ondulazioni della telecamera.

La gioia più grande della serata è stata il premio al regista esordiente assegnato a Laura Samani per il suo straordinario Piccolo corpo, un’opera che vive di archetipi per raccontare il viaggio drammatico di una giovane madre mancata, decisa a dare redenzione alle misere spoglie della sua bambina, in lotta contro convenzioni e credenze consolidate da un clero insensibile, affatto incline a dare spazio a sentimenti di umana pietà, che anche a lei vorrebbero imporre.

Il film che ha portato a casa più statuette è stato Freaks Out di Gabriele Mainetti, un’opera originale giustamente premiata in sei categorie tecniche: produzione, fotografia, scenografia, effetti speciali, trucco e acconciature. Dopo l’esordio con Lo chiamavano Jeeg Robot il cineasta romano anche con la sua opera seconda ha realizzato un progetto fuori norma per il nostro cinema, destinato come il precedente a diventare modello futuro per nuovi progetti.

Probabilmente questo genere di titoli deve comunque scontare il peso di un pregiudizio verso qualcosa che, se nella forma è Cinema puro per il grande schermo e per questo azzeccata si è rivelata la scelta di rifiutare le ingenti offerte delle piattaforme durante la pandemia preferendo l’uscita in sala, nel contenuto è guardato con sospetto per la sua natura di puro intrattenimento.

Come di consueto ecco a seguire elenco completo di vincitori e candidati della 67ª edizione dei premi David di Donatello 2022.

Miglior film: È stata la mano di Dio (Paolo Sorrentino e Lorenzo Mieli)
Ariaferma (Carlo Cresto-Dina e Michela Pini con Rai Cinema)
Ennio (Gianni Russo e Gabriele Costa)
Freaks Out (Andrea Occhipinti, Stefano Massenzi e Mattia Guerra con Gabriele Mainetti e Rai Cinema)
Qui rido io (Nicola Giuliano, Francesca Cima e Carlotta Calori con Rai Cinema)

Miglior regia: Paolo Sorrentino per È stata la mano di Dio
Leonardo Di Costanzo per Ariaferma
Giuseppe Tornatore per Ennio
Gabriele Mainetti per Freaks Out
Mario Martone per Qui rido io

Migliore regista esordiente: Laura Samani per Piccolo corpo
Gianluca Jodice per Il cattivo poeta
Maura Delpero per Maternal
Alessio Rigo De Righi e Matteo Zoppis per Re Granchio
Francesco Costabile per Una femmina

Miglior sceneggiatura originale: Leonardo Di Costanzo, Bruno Oliviero e Valia Santella per Ariaferma
Jonas Carpignano per A Chiara
Paolo Sorrentino per È stata la mano di Dio 
Nicola Guaglianone e Gabriele Mainetti per Freaks Out
Mario Martone e Ippolita Di Majo per Qui rido io

Migliore sceneggiatura non originale: Monica Zapelli e Donatella Di Pietrantonio per L’arminuta
Manetti Bros. e Michelangelo La Neve per Diabolik
Massimo Gaudioso, Luca Infascelli e Stefano Mordini per La scuola cattolica
Filippo Gravino, Guido Iuculano e Claudio Cupellini per La terra dei figli
Nanni Moretti, Federica Pontremoli e Valia Santella per Tre piani
Lirio Abate, Serena Brugnolo, Adriano Chiarelli e Francesco Costabile per Una femmina

Miglior produttore: Andrea Occhipinti, Stefano Massenzi e Mattia Guerra con Gabriele Mainetti e Rai Cinema per Freaks Out
Jon Coplon, Paolo Carpignano, Ryan Zacarias, Jonas Carpignano con Rai Cinema per A Chiara
Carlo Cresto-Dina e Michela Pini con Rai Cinema per Ariaferma
Paolo Sorrentino e Lorenzo Mieli per È stata la mano di Dio
Nicola Giuliano, Francesca Cima e Carlotta Calori con Rai Cinema per Qui rido io

Migliore attrice protagonista: Swamy Rotolo per A Chiara
Miriam Leone per Diabolik
Aurora Giovinazzo per Freaks Out
Rosa Palasciano per Giulia
Maria Nazionale per Qui rido io

Miglior attore protagonista: Silvio Orlando per Ariaferma
Elio Germano per America Latina
Filippo Scotti per È stata la mano di Dio
Franz Rogowski per Freaks Out
Toni Servillo per Qui rido io

Migliore attrice non protagonista: Teresa Saponangelo per È stata la mano di Dio
Luisa Ranieri per È stata la mano di Dio
Susy Del Giudice per I fratelli De Filippo
Vanessa Scalera per L’arminuta
Cristiana Dell’Anna per Qui rido io

Miglior attore non protagonista: Eduardo Scarpetta per Qui rido io
Fabrizio Ferracane per Ariaferma
Valerio Mastandrea per Diabolik
Toni Servillo per È stata la mano di Dio
Pietro Castellitto per Freaks Out

Miglior autore della fotografia: Daria D’Antonio per È stata la mano di Dio ex aequo con Michele D’Attanasio per Freaks Out
Paolo Carnera per America Latina
Luca Bigazzi per Ariaferma
Renato Berta per Qui rido io

Migliore compositore: Nicola Piovani per I fratelli De Filippo
Dan Romer, Benh Zeitlin per A Chiara
Verdena per America Latina
Pasquale Scialò per Ariaferma
Pivio & Aldo De Scalzi per Diabolik
Michele Braga, Gabriele Mainetti per Freaks Out

Miglior canzone originale: La profondità degli abissi di Manuel Agnelli da Diabolik
Faccio ‘a polka di Nicola Piovani, Dodo Gagliarde da I fratelli De Filippo
Just you
di Giuliano Taviani, Carmelo Travia da L’arminuta
Nei tuoi occhi di Francesca Michielin, Andrea Farri da Marilyn ha gli occhi neri
Piccolo corpo di Fredrika Stahl e Laura Samani da Piccolo corpo

Miglior scenografo: Massimiliano Sturiale, Ilaria Fallacara per Freaks Out
Luca Servino, Susanna Abenavoli per Ariaferma
Noemi Marchica, Maria Michela De Domenico per Diabolik
Carmine Guarino, Iole Autero per È stata la mano di Dio
Giancarlo Muselli, Carlo Rescigno, Laura Casalini, Francesco Fonda per Qui rido io

Miglior costumista: Ursula Patzak per Qui rido io
Ginevra De Carolis per Diabolik
Mariano Tufano per È stata la mano di Dio
Mary Montalto per Freaks Out
Maurizio Millenotti per I fratelli De Filippo

Miglior truccatore: Diego Prestopino, Emanuele De Luca e Davide De Luca per Freaks Out
Francesca Lodoli per Diabolik
Vincenzo Mastrantonio per È stata la mano di Dio
Maurizio Nardi per I fratelli De Filippo
Alessandro D’Anna per Qui rido io

Miglior acconciatore: Marco Perna per Freaks Out
Alberta Giuliani per 7 donne e un mistero
Giuseppina Rotolo per A Chiara
Luca Pompozzi per Diabolik
Francesco Pegoretti per I fratelli De Filippo

Migliore montatore: Massimo Quaglia, Annalisa Schillaci per Ennio
Affonso Gonçalves per A Chiara
Carlotta Cristiani per Ariaferma
Cristiano Travaglioli per È stata la mano di Dio
Jacopo Quadri per Qui rido io

Miglior suono: Gilberto Martinelli, Fabio Venturi, Gianni Pallotto per Ennio
Xavier Lavorel, Pierre Collodin, Daniela Bassani, Maxence Ciekawy per Ariaferma
Emanuele Cecere, Francesco Sabez, Silvia Moraes, Mirko Perri, Michele Mazzucco per È stata la mano di Dio
Angelo Bonanni, Diego De Santis, Davide Favargiotti, Mirko Perri, Franco Piscopo Freaks Out
Alessandro Zanon, Alessandro Palmerini, Silvia Moraes, Gianluca Gasparrini, Giancarlo Rutigliano per Qui rido io

Migliori effetti visivi: Stefano Leoni per Freaks Out
Nuccio Canino per A Classic Horror Story
Simone Silvestri per Diabolik
Rodolfo Migliari per È stata la mano di Dio
Rodolfo Migliari, Roberto Saba per La terra dei figli

Premio Costanza Mangini al miglior documentario: Ennio di Giuseppe Tornatore
Atlantide di Yuri Ancarani
Futura  di Pietro Marcello, Francesco Munzi, Alice Rohrwacher
Marx può aspettare di Marco Bellocchio
Onde radicali di Gianfranco Pannone

Miglior film straniero: Belfast (Gran Bretagna) di Kenneth Branagh
Don’t Look Up (USA) di Adam McKay
Drive My Car (Giappone) di Ryusuke Hamaguchi
Dune (USA) di Denis Villeneuve
Il Potere del Cane (Nuova Zelanda, Australia) di Jane Campion

Miglior cortometraggio: Maestrale di Nico Bonomolo
Diorama di Camilla Carè
L’ultimo spegne la luce di Tommaso Santambrogio
Notte romana di Valerio Ferrara
Pilgrims di Farnoosh Samadi e Ali Asgari

David giovani: È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino
David dello spettatore: Me contro te – il mistero della scuola incantata di Gianluca Leuzzi
David speciale: Sabrina Ferilli / Antonio Capuano
David alla carriera: Giovanna Ralli

Dettagli

Didascalie immagini

  1. L’ingresso di Cinecittà e un ritorno in presenza finalmente al completo
  2. I conduttori Drusilla Foer e Carlo Conti con il presidente dell’Accademia Piera Detassis
  3. Bruno Oliviero e Leonardo Di Costanzo sceneggiatori di Ariaferma e il regista che si congratula con Silvio Orlando
  4. La giovane Swamy Rotolo miglior attrice per A Chiara di Jonas Carpignano
  5. Edoardo Scarpetta attore non protagonista per Qui rido io di Mario Martone
  6. L’omaggio a chi se n’è andato, a parte quello dedicato a Monica Vitti, posto sullo sfondo di un numero musicale
  7. Laura Samani miglior regista esordiente con Piccolo corpo con l’abbraccio di uno dei fratelli D’Innocenzo che le hanno consegnato la statuetta
  8. Gabriele Mainetti e la squadra di produttori suoi sodali nel realizzare Freaks Out
  9. Paolo Sorrentino consegna il David Speciale a Antonio Capuano / Un’immagine da Piccolo corpo / David alla Carriera per Giovanna Ralli
  10. Paolo Sorrentino miglior regia per È stata la mano di Dio
  11. Le cinque opere prime candidate per il miglior esordio alla regia
  12. Donatella Di Pietrantonio e Monica Zapelli miglior sceneggiatura non originale per L’arminuta
  13. Teresa Saponangelo attrice non protagonista per È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino
  14. La profondità degli abissi di Manuel Agnelli da Diabolik è la miglior canzone originale
  15. Ursula Patzak premiata per i costumi di Qui rido io / Annalisa Schillaci e Massimo Quaglia vincitori per il montaggio di Ennio
  16. Giuseppe Tornatore con il David al miglior documentario per Ennio
  17. Daria D’Antonio e Michele D’Attanasio vincitori ex aequo per la fotografia, rispettivamente di È stata la mano di Dio e Freaks Out / Un’immagine di America Latina di Fabio e Damiano D’Innocenzo / Il piccolo Jude Hill con il David per Belfast di Kenneth Branagh, miglior film internazionale

IN COPERTINA

Il gruppo di È stata la mano di Dio sul palco per il gran finale della cerimonia