
Un luogo sospeso in un’atmosfera fuori dal tempo ben sintetizzata dal titolo Ariaferma, è il nuovo film di Leonardo Di Costanzo nelle sale italiane con Vision Distribuzione dal prossimo 14 ottobre.
Il carcere di Mortana isolato nelle campagne in una zona imprecisata del territorio italiano sta per essere dismesso, l’intera popolazione carceraria è stata ricollocata in altri istituti di pena e la sua direttrice già assegnata ad altra struttura detentiva, quando giunge una notizia imprevista a intralciare il processo di definitiva chiusura; nel carcere di Albegna un’ispezione ha rilevato negatività che impediscono il trasferimento degli uomini là destinati, si tratta di dodici detenuti tra cui l’ergastolano Carmine Lagioia e un pericoloso boss, l’anziano Arzano, emarginato dagli altri carcerati che lo ritengono un infame.
Prima di andarsene la direttrice afferma convinta che l’ostacolo sarà rimosso velocemente, una questione di pochi giorni probabilmente a suo dire, e assegna il comando all’ispettore Gaetano Gargiulo, ufficiale di polizia penitenziaria con esperienza e anzianità di servizio all’altezza del compito richiesto. Soltanto una quindicina di agenti compongono il presidio costretto a rimanere in attesa insieme ai prigionieri, una situazione delicata per l’insicurezza e la tensione crescente generate dalla scarsità numerica dei sorveglianti, dal malumore dei sorvegliati per la sospensione di ogni attività – dalla preparazione di pasti freschi in cucina al ricevimento dei parenti in visita – e dalla vastità dell’antico palazzo ottocentesco sede dell’istituto di reclusione. Per ovviare a quest’ultimo problema, i prigionieri sono trasferiti nelle celle intorno alla zona centrale del complesso e, nell’attesa imposta dalle circostanze, si assottigliano le distanze, la rigidità delle regole sembra perdere di senso mentre gli stati d’animo accomunano gli uomini confondendone i ruoli.

© 2021 Tempesta Srl / Amka Films Productions / RSI Radiotelevisione Svizzera
Terzo lungometraggio di finzione per Leonardo Di Costanzo dopo L’intervallo e L’intrusa, anche in Ariaferma come per i titoli precedenti stupisce la carica di verità che il cineasta sa imprimere a ogni progetto; nato professionalmente in ambito documentario – bellissimo Odessa firmato insieme a Bruno Oliviero – il regista ha utilizzato come interpreti persone comuni vicine alle realtà raccontate e solo adesso per la prima volta ha diretto in questo nuovo film grandi attori professionisti.

© 2021 Tempesta Srl / Amka Films Productions / RSI Radiotelevisione Svizzera
Una scelta necessaria probabilmente che vista l’impostazione del racconto, unità di luogo per un esiguo numero di interpreti, ha sventato fin dall’inizio i rischi di un sapore teatrale che avrebbe tolto sincerità. Ecco allora Toni Servillo nel ruolo dell’ispettore Gaetano Gargiulo e Silvio Orlando in quelli dell’ergastolano Carmine Lagioia, entrambi straordinari nell’offrire prove inedite rispetto a tutto ciò che hanno affrontato prima nelle loro carriere, incarnando rispettivamente malavitosi e intellettuali.

© 2021 Tempesta Srl / Amka Films Productions / RSI Radiotelevisione Svizzera
Pregiate interpretazioni anche dai comprimari di alto livello: Fabrizio Ferracane è l’ispettore Coletti, che non condivide il conflitto di Gargiulo tra dovere e umanità; Salvatore Striano, che proprio in carcere ha scoperto la recitazione e si è fatto notare con Cesare deve morire di Paolo e Vittorio Taviani, è il compagno di cella di Lagioia; il giovane esordiente Pietro Giuliano incarna lo straziante candore del recluso Fantaccini, vittima del suo essere nato e vissuto in situazioni travagliate.

© 2021 Tempesta Srl / Amka Films Productions / RSI Radiotelevisione Svizzera
La colonna sonora originale di Pasquale Scialò utilizzando anche battiti di mano come strumento in partitura, amplifica il senso di umanità di un’opera che chiama a interrogarsi su questioni irrisolte nella nostra società, che dovrebbe ripensare i metodi di condanna dei reati; riflessioni necessarie per metterci tutti al sicuro da abusi e violenza di Stato, che con i pestaggi nel carcere di Santa Maria Capo a Vetere, causa della morte di un detenuto algerino, sono tornati ancora di stringente attualità.

© 2021 Tempesta Srl / Amka Films Productions / RSI Radiotelevisione Svizzera
Presentato fuori concorso alla 78ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia dove non avrebbe sfigurato in competizione, Araferma trae ispirazione anche dal documentario Cattività di Bruno Oliviero, che firma qui la sceneggiatura insieme al regista e a Valia Santella, e da situazioni che hanno stupito gli autori per la convivialità che si instaura tra personale di sorveglianza e detenuti, situazioni che trovano eco nella sequenza della cena in assenza di corrente durante un temporale.

© 2021 Tempesta Srl / Amka Films Productions / RSI Radiotelevisione Svizzera
Girato nel carcere di San Sebastiano a Sassari, Ariaferma di Leonardo Di Costanzo si nutre anche di vibrazioni invisibili inevitabilmente impresse in luoghi di pena come questo, un’opera che riflette sul senso del rapporto tra giustizia e castigo, sulla necessaria natura di recupero che dovrebbe avere ogni forma di condanna per avere senso.