L’umanità sta combattendo contro il Covid-19 e, il rischio pandemico, sembra vanificare anche i lievi progressi della lotta alle mutilazioni genitali femminili.
Oggi, in occasione della “Giornata internazionale della tolleranza zero nei confronti della mutilazione genitale femminile“, la nostra Associazione, insieme alla Compagnia Teatrale Attori & Convenuti – con la quale, da anni, condividiamo l’impegno in difesa dei diritti umani – sottolineiamo l’entità di questa piaga umana.
La mutilazione (MGF) comprende tutte le pratiche volte alla rimozione, parziale o totale, degli organi genitali esterni della donna o altre pratiche lesive degli organi non dovute a motivi medici. La MGF è un tradedia mondiale e il Veccgio continenete non ne è escluso per la stima che, soltanto in tredici paesi europei, 180 000 ragazze siano a rischio di mutilazione e, sempre nella sola Europa, oltre seicentomila donne vivono le conseguenze della mutilazione.
La pratica su bambine e ragazze, dall’infanzia ai quindici anni, giustificata con motivazioni culturali, religiose o sociali, è una forma di abuso sui minori, di violenza contro le donne e le ragazze con danni fisici e psicologici, sia nel breve che nel lungo periodo.
 

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