In prossimità dell’otto marzo, fra le ristampe di Abscondita, nella collana Miniature, anche un pregevole volumetto di Anna Banti edito dieci anni fa, “Quando anche le donne si misero a dipingere“, contenente dodici «ritratti» di artiste: Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana, Fede Galizia, Elisabetta Sirani, Rosalba Carriera, Giulia Lama, Berthe Morisot, Maria Bashkirtseva, Suzanne Valadon, Marie Laurencin, Edita Walterowna Broglio, Vanessa Bell.
In epoca di comunicazione Twitter, la peculariatità espressiva del libro è tale da renderlo quanto mai attuale. Infatti, l’autrice, talvolta in poche righe fulminanti, riesce a far emergere sia la cifra artistica che la vita di ognuna.
«Non credo facile stabilire quando le donne si siano messe a dipingere: anche il caso, marginalissimo, di una monaca miniatrice è una pura ipotesi. Il Trecento fiorentino, se a qualcuno gli frullasse per il capo, la respingerebbe come suggestione diabolica. Magari carico di prole femminile, mai che un pittore pensasse a farsi macinare i colori da una figlioletta.
Pensate: una Laudomia di Bicci, una Ginevra di Fredi? Vengono i brividi solo a pensarlo. E, per carità, nessun nome femminile fra i contemporanei di Pollaiolo, di Botticelli.
L’avvento di Michelangelo cancellò del tutto la donna e altrettanto seguì coi suoi discepoli diretti o indiretti: basta pensare al Pontormo, al Rosso, caratteri lunatici, spauracchi delle pareti domestiche.
(…)
Fu sulla metà del secolo sedicesimo che qualche cosa cambiò: certi padri cominciarono a vezzeggiare le loro bambinette, che, furbette, non tardarono a profittarne».

Dettagli

Anna Banti
Quando anche le donne
si misero a dipingere

pagine 112
Abscondita, collana Miniature
Isbn 9788884169037

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