Eh bien, mon cher prince. Gênes et Lucques ne sont plus que des apanages, delle proprietà, de la famille Buonaparte” fa dire Lev Tolstoj nell’incipit di Guerra e Pace ad Anna Pàvlovna Scherer, damigella di corte dell’imperatrice Màrija Feodòrovna, mentre accoglie un ospite durante un ricevimento che si tiene a Mosca nel giugno 1805. Lucca era rimasta uno stato autonomo dalla sua costituzione come libero Comune agli inizi del XII secolo fino all’occupazione napoleonica nel 1799, e proprio in quel giugno 1805, con la costituzione del Principato di Lucca e Piombino assegnato alla sorella di Napoleone, Elisa, e al suo consorte Felice Baciocchi, passava effettivamente nelle mani della famille Bonaparte.

In assoluto il maggior esempio europeo di cinta muraria di epoca moderna che si sia conservata completamente integra, le mura di Lucca nella loro forma attuale furono costruite a partire dagli inizi del XVI secolo, quando l’introduzione delle armi da fuoco aveva cambiato radicalmente le tecniche di guerra e reso insufficienti le fortificazioni medievali. Per la città si trattava della terza cerchia di mura che veniva eretta dalla sua fondazione: infatti, in epoca romana esisteva già dal 180 a.C. un perimetro fortificato con una pianta rettangolare, nella quale le due vie principali – cardo e decumano – si incrociavano e confluivano nel foro (oggi piazza San Michele, dove si trova la chiesa di San Michele, detta appunto “in foro”) e conducevano alle quattro porte della città, aperte in fondo ai due assi viari.

Il Medioevo vide un consistente sviluppo di Lucca, che rappresentava una tappa importante sulla via Francigena, percorsa da un continuo andirivieni di uomini e merci, tanto che agli inizi del XIII secolo, come ricorda un cronista del tempo, “aveva quasi più Lucca fuori di quello che avesse dentro le mura”. Fu in quell’epoca che si dette inizio alla costruzione di una nuova cerchia di mura, che non delimitava più un quadrilatero come quella di epoca romana, ma seguiva l’andamento dello sviluppo urbano, espandendosi nelle varie direzioni. I resti più significativi della cerchia medievale, in gran parte distrutta durante la costruzione delle mura rinascimentali, sono rappresentati da due porte: la porta dei Borghi e la monumentale porta San Gervasio, terminata nel 1255 e affiancata da due torrioni.

Il progetto definitivo delle mura rinascimentali, alle quali posero mano numerosi architetti nel corso di un secolo e mezzo – tanto durò l’enorme cantiere – è quello fornito nel 1589 da Alessandro Farnese, al quale si attennero i suoi successori fino al completamento dei lavori nel 1650. La struttura si articola in dodici sezioni realizzate in laterizio, alte dodici metri e larghe trenta alla base, che collegano fra loro undici baluardi; centoventiquattro pezzi d’artiglieria dislocati lungo gli oltre quattro chilometri di perimetro costituivano la potenza di fuoco difensivo, che non ebbe mai modo di essere messa alla prova.

Per l’accesso alla città erano state aperte tre monumentali porte, San Pietro, Santa Maria e San Donato; non era prevista, per ragioni strategiche, una porta in direzione di Firenze, storica nemica della Repubblica di Lucca. Solo dopo il 1805, con la nascita del Principato di Lucca e Piombino, venne aperto un varco verso Firenze con quella che prese il nome di Porta Elisa, così denominata in omaggio alla sorella di Napoleone. Il percorso sul coronamento delle mura è oggi una bellissima passeggiata alberata, ma la presenza degli alberi risale all’epoca di costruzione delle fortificazioni; lungo le scarpate interne vennero infatti piantati filari di pioppi per consolidare i terrapieni e perché la disponibilità di legname risultava utile a scopi bellici: in caso di assedio poteva costituire una riserva di legna da ardere e fornire materiale da costruzione per riparazioni provvisorie a eventuali danni prodotti dalle artiglierie nemiche.

La definitiva smilitarizzazione della cinta muraria fu decisa da Maria Luisa di Borbone, divenuta duchessa di Lucca dopo la caduta di Napoleone, e l’ampio viale che coronava il poderoso apparato difensivo venne destinato a pubblico passeggio; dopo tanti secoli, l’unico nemico da cui le mura furono chiamate a difendere almeno in parte il centro cittadino furono le acque del fiume Serchio, straripato nel novembre 1812 nella piana di Lucca: chiuse e tamponate le porte, la città superò la disastrosa alluvione con danni relativamente modesti.

Ancora oggi il circuito delle mura – con i suggestivi scorci del centro storico e la visione dall’alto di torri e campanili – rappresenta la passeggiata più frequentata e amata da cittadini e turisti, spesso animata da eventi e manifestazioni varie. Un ente apposito, l’Opera delle mura, coordina gli studi e le iniziative destinate a valorizzare un patrimonio di enorme importanza architettonica e storica e ne cura la manutenzione. In occasione dell’ultima campagna di restauro sono stati riaperti al pubblico i sotterranei di alcuni baluardi, nei quali si tengono esposizioni temporanee, mentre il complesso della cosiddetta “casa del boia” ospita il punto informativo e di accoglienza della via Francigena.

Si tratta di un’antica struttura difensiva che faceva in origine parte delle mura medioevali, così chiamata perché dagli anni Venti dell’Ottocento vi fu alloggiato il boia che i Borbone avevano fatto arrivare appositamente dalla Roma papalina: non si era infatti trovato in Lucca nessuno disposto a svolgere questa mansione, mentre nel confinante granducato di Toscana la pena di morte era stata abolita ormai da quaranta anni. E quando nel 1847 anche Lucca entrò a far parte del granducato, la ghigliottina fu bruciata e la lama venne gettata nel mare di Viareggio perché se ne perdessero ogni traccia e memoria.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. La città di Lucca in una mappa del 1593
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  2. Porta San Gervasio, eretta nel 1255, è una delle poche testimonianze della cerchia di mura costruita nel Medioevo
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  3. La vecchia Porta San Donato, costruita nel 1590, fu sostituita da quella attuale circa mezzo secolo dopo, quando venne potenziata la linea difensiva nel tratto di mura adiacenti 
    (© Donata Brugioni)
  4. Veduta dalle mura nei pressi di Porta San Donato 
    (© Donata Brugioni)
  5. Il viale alberato sul coronamento delle mura in primavera 
    (© Donata Brugioni)
  6. La basilica di San Frediano (XII-XIII secolo) vista dalle mura 
    (© Donata Brugioni)
  7. La "casa del boia", ricavata in una struttura adiacente alle mura medioevali
    (fonte)

in prima pagina:
Veduta dalle mura di Lucca verso la campagna circostante
(© Donata Brugioni)
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