Boston, Martha Weiss e il suo compagno Sean Carson stanno per diventare genitori del loro primo figlio, con assistenza a domicilio hanno optato per una nascita tra le mura domestiche per togliere all’evento quella valenza medicale che molti, in questi casi, ritengono innaturale.
È la sera del travaglio quando Barbara, l’ostetrica che ha seguito da vicino tutta la gravidanza, raggiunta al telefono li informa di essere bloccata altrove da impreviste difficoltà con un altro parto e invia sul posto la collega Eva, che la coppia ha incontrato una sola volta proprio in prospettiva di una tale evenienza.
Con molta fatica dopo ore concitate cariche di tensione una bambina viene finalmente alla luce, ma improvvise complicazioni rendono inutile ogni soccorso, incluso l’arrivo dell’ambulanza chiamata forse con troppe esitazioni che si sono rivelate fatali. Mentre il mondo fuori scatena un processo mediatico criminalizzando l’ostetrica accusata di negligenza criminale, Martha dovrà attraversare deserti interiori sconosciuti, per trovare la strada e il modo di affrontare l’impatto distruttivo della perdita con il senso di estrema solitudine che l’accompagna, tra dolorose incomprensioni e l’inasprirsi del rapporto conflittuale con una madre istintivamente prevaricante.

Scritto dall’attrice sceneggiatrice ungherese Kata Wéber e diretto da suo marito Kornél Mundruczó, Pieces of a woman è un’opera fortemente autobiografica con cui la coppia ha voluto condividere un evento drammatico come la perdita di un figlio, con la convinzione che “l’arte possa essere la cura migliore per il dolore” e la precisa consapevolezza che il compito di un’operazione di questo tipo è rappresentare situazioni e sentimenti universali, non la cronaca dettagliata di un vissuto personale.

Un unico estenuante piano sequenza di venticinque minuti racconta i drammatici momenti del parto rendendoci testimoni diretti degli eventi, trascinandoci emotivamente nell’isolamento di Martha costretta a subire sguardi pietosi e abbracci non richiesti, molestie inconsapevoli mosse dalle migliori intenzioni. Un isolamento amplificato in molte sequenze dalla splendida colonna sonora del veterano Howard Shore, autore abituale della musica di quasi tutti i film di David Cronenberg.

L’inglese Vanessa Kirby nel ruolo di Martha ha vinto il premio alla miglior interpretazione femminile della 77ª Mostra del Cinema di Venezia dove Pieces of a woman ha fatto il suo esordio in concorso ed è candidata al Golden Globe, ma superlative sono anche le prove di altri membri del cast, come Shia LaBeouf che porta le sue intemperanze al personaggio di Sean dando vita alla sua miglior interpretazione e una grande Ellen Burstyn a incarnare la vulnerabile durezza di una madre forgiata dalla vita.

Concentrando il racconto nell’arco temporale di un anno, Pieces of a woman mostra evidente la sua origine, il suo essere fatto di materia pulsante che vibra di verità vissuta anche nei piccoli particolari, dall’importanza che assume un nome quando è tutto ciò che resta al valore simbolico attribuito al seme di una mela; un film perfino commovente nel mostrare anche come un dolore così forte, dopo tanta distruzione, possa cambiare le prospettive mitigando conflitti fin lì sempre pronti a esplodere.

Pieces of a woman di Kornél Mundruczó racconta sentimenti incompatibili con la rigidità delle convenzioni e in attesa che le sale possano riaprire i battenti è disponibile nel catalogo Netflix.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. I difficili momenti del travaglio domestico
  3. Isolamento e ricerca di ciò che è perduto
  4. Abbracci e parole molesti
  5. Vanessa Kirby è Martha / Shia LaBeouf è Sean / Elle Burstyn la madre
  6. Conseguenze fisiche e psichiche / La parte legale / Molly Parker è Eva

© 2020 Holding Pieces, LLC

IN COPERTINA
Vanessa Kirby è Martha
© 2020 Holding Pieces, LLC

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Pieces of a woman
  • Regia: Kornél Mundruczó
  • Con: Vanessa Kirby, Shia LaBeouf, Molly Parker, Sarah Snook, Iliza Shlesinger, Benny Safdie, Jimmie Fails, Ellen Burstyn, Steven McCarthy, Tyrone Benskin, Frank Schorpion, Harry Standjofski, Domenic Di Rosa, Juliette Casagrande, Gayle Garfinkle, Vanessa Smythe, Nick Walker, Sean Tucker, Alain Dahan, Joelle Jeremie, Noel Burton, Timothy Kingsbury, Sonia Bérubé, Alex De La Cruz, Letitia Brookes, Eric Davis, Olivia Lyle, Bonnie Mak, Lyne St-Pierre, Kathleen-Mireille Pepperall, Lilie-Marlène Couture, Andre Morris-Mowatt, Leisa Reid, Nadia Catino, Daniel Manhalter, Ellie Albertine Haare, Adam Shoucair
  • Sceneggiatura: Kata Wéber
  • Fotografia: Benjamin Loeb
  • Musica: Howard Shore
  • Montaggio: Dávid Jancsó
  • Scenografia: Sylvain Lemaître
  • Costumi: Rachel Dainer-Best, Véronique Marchessault
  • Produzione: Kevin Turen, Ashley Levinson e Aaron Ryder in coproduzione con Paul Barbeau per Bron Studios e Little Lamb in associazione con Creative Wealth Media e Proton Cinema
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Canada / Ungheria, 2020
  • Durata: 128' minuti

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