Rimasta sola a Empire, Nevada, la sessantenne Fern vede l’intera comunità cui appartiene dissolversi, le fabbriche hanno chiuso i battenti e la popolazione se n’è andata altrove in cerca di lavoro; uno spopolamento tale che ha portato perfino alla cancellazione del codice di avviamento postale della città. Senza una casa, senza una stabile occupazione, la donna si mette in viaggio su un furgone trasformandolo nella sua abitazione, spostandosi dalle Badlands del South Dakota al deserto del Nevada e fino agli Stati sulla costa nordest del Pacifico, in cerca di lavori stagionali e entrando così a far parte di una comunità invisibile che sfugge le convenzioni di una società troppo vincolata al possesso di denaro.
Aderendo, in fondo, a una tradizione nomade ereditata dai pionieri che si mossero dalla costa atlantica verso l’ignoto far-west avventurandosi in territori sconosciuti alla ricerca di una vita migliore, Fern intesse profonde relazioni con altri nomadi come Swankie, Dave o Linda May, entrando a far parte della varia umanità che si riunisce intorno a Bob Wells, un uomo che ha fatto della solidarietà una missione di vita; è una comunità dinamica che si aggrega e si dissolve secondo le stagioni, a diretto contatto con la Natura negli ampi spazi del deserto, in un luogo dell’anima dove non è necessario dirsi addio, ma ogni volta il commiato preferito è: ‘Ci vediamo per strada!

Meritatissimo Leone d’Oro alla 77ª Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, Nomadland di Chloé Zhao nasce dalla sceneggiatura originale che la cineasta cinese ha scritto ispirata dal libro Nomadland: surviving America in the 21th Century della giornalista Jessica Bruder, un’inchiesta che fotografa realtà diffuse e sotterranee presenti nella società degli Stati Uniti, con una vasta porzione di umanità decisa a sottrarsi alla ‘tirannia del dollaro‘ che sacrifica al profitto i diritti più elementari.

Nomadland è la cronaca di un viaggio di guarigione in cerca dei valori più importanti dell’esistenza, con il carico di dolore e perdita che ognuno deve necessariamente portare con sé, la riscoperta delle cose davvero importanti per dare senso compiuto al nostro vivere. Valorizzare il tempo che resta e non aver paura di regalare anche gli oggetti più cari, perseguendo l’obiettivo più alto dell’esperienza esistenziale: avvicinarsi serenamente senza paura alla soglia estrema che attende in fondo alla via.

L’attaccamento al tangibile è veleno per lo sviluppo di una propria consapevolezza e Nomadland invita a mettere in discussione modelli e priorità imposti dalla società dei consumi. Lo stile di Chloé Zhao rasenta quasi il documentario mischiando finzione e realtà, con molti attori non professionisti nomadi chiamati a interpretare sé stessi, un’operazione che accomuna il film ai due lungometraggi precedenti della regista, Songs my brothers taught me e The rider – il sogno di un cowboy.

Voluto fermamente da Frances McDormand che in veste di produttore ha opzionato il libro e affidato la stesura della sceneggiatura a Chloé Zhao dopo aver visto The rider, l’attrice già doppio premio Oscar è protagonista nel ruolo di Fern di questo road movie senza meta che in tempi incerti come quelli che stiamo vivendo, oppressi da radicali cambiamenti di cui non possiamo conoscere ancora tutte le implicazioni, si colora di riflessioni e risonanze inedite utili a ripensare il nostro vivere.

Candidato a quattro Golden Globe come miglior film drammatico, miglior sceneggiatura, miglior attrice in un film drammatico Frances McDormand e miglior regista Chloé Zhao – in questa 78ª edizione del premio per la prima volta, su cinque candidati, in lizza per il riconoscimento alla miglior regia ci sono tre donne – Nomadland è un’opera a cui auguriamo ogni fortuna, che vibra di toccante verità affrontando temi ineludibili per tutti, indipendentemente dalla propria sensibilità.

Distribuito oggi 19 febbraio nei cinema degli Stati Uniti e sulla piattaforma Hulu, in Italia Nomadland di Chloé Zhao dovrebbe essere nelle sale dal prossimo marzo, norme di contenimento permettendo, ed è senza dubbio un’Emozione visiva da non perdere.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina originale
  2. Vita nomade nei grandi spazi del nord
  3. Bob Wells e la comunità che si riunisce intorno a lui
  4. Frances McDormand è Fern
  5. Linda May e Swankie nomadi attrici non professioniste
  6. David Strathairn è Dave / Lavori stagionali / Momenti condivisi
  7. Coltivare rapporti umani comporta responsabilità

© 2020 20th Century Studios

IN COPERTINA
Frances McDormand è Fern
© 2020 20th Century Studios

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Nomadland
  • Regia: Chloé Zhao
  • Con: Frances McDormand, David Strathairn, Linda May, Swankie, Gay DeForest, Patricia Grier, Angela Reyes, Carl R. Hughes, Douglas G. Soul, Ryan Aquino, Teresa Buchanan, Karie Lynn McDermott Wilder, Brandy Wilber, Makenzie Etcheverry, Bob Wells, Annette Webb, Rachel Bannon, Bryce Bedsworth, Sherita Deni Coker, Merle Redwing, Forrest Bault, Suanne Carlson, Donnie Miller, Roxanne Bay, Matt Sfaelos, Ronald O. Zimmerman, Derek Endres, Paige Dean, Paul Winer, Derrick Janis, Greg Barber, Carol Anne Hodge, Matthew Stinson, Terry Phillip, Bradford Lee Riza, Tay Strathairn, Cat Clifford, James R. Taylor Jr, Jeremy Greenman, Ken Greenman, Melissa Smith, Warren Keith, Jeff Andrews, Paul Cunningham, Emily Jade Foley, Mike Sells, Peter Spears, Cheryl Davis
  • Soggetto: Jessica Bruder dal suo libro omonimo
  • Sceneggiatura: Chloé Zhao
  • Fotografia: Joshua James Richards
  • Musica: Ludovico Einaudi
  • Montaggio: Chloé Zhao
  • Scenografia: Joshua James Richards
  • Costumi: Hannah Peterson
  • Produzione: Frances McDormand e Peter Spears con Mollye Asher, Dan Janvey e Chloé Zhao in coproduzione con Taylor Ava Shung, Emily Jade Foley e Geoff Linville per Highwayman, Hear/Say e Cor Cordium
  • Genere: Drammatico
  • Origine: USA, 2020
  • Durata: 108' minuti

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