A sette anni dal bellissimo esordio nel lungometraggio con Lady Macbeth il cineasta britannico William Oldroyd firma un noir di grande atmosfera che, come fosse secondo tassello di un’ipotetica poetica, ha molti punti in comune con il titolo precedente: una figura femminile forte, complessa e ricca di sfaccettature al centro del racconto, nient’affatto scevra da cupe zone d’ombra interiori, oltre all’origine letteraria del materiale; il primo film è adattamento cinematografico del racconto russo Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk (1865) di Nikolaj Leskov, mentre Eileen porta sullo schermo l’omonimo romanzo della letteratura contemporanea – edito nel 2015 – scritto dalla bostoniana Ottessa Moshfegh.
In una piccola città del Massachusetts la ventiquattrenne Eileen Dunlop vive un’esistenza priva di calore umano, sognando ad occhi aperti l’amplesso che la liberi dal fardello della sua verginità e l’occasione di dare libero sfogo a pulsioni naturali doverosamente represse – come la morale perbenista degli anni ’60 esige – che cercano compensazione nella sua propensione per i dolci. Orfana di madre, la giovane vive col padre, ex poliziotto alcolizzato con un’accesa avversione per i detestati vicini luterani, da quando la sorella maggiore Joanie ha preso marito, è andata a vivere lontano e non vuole neanche parlare al genitore.
Impiegata negli uffici del vicino carcere minorile di Moorehead, la ragazza vede l’intero suo universo illuminarsi quando l’anziano dottor Frye è sostituito dalla dottoressa Rebecca St. John, la nuova psicologa dell’istituto. Bella come una diva, elegante e alla moda, la nuova arrivata pare muoversi disinvolta in quel mondo maschile e maschilista, incarnando un modello perfetto di emancipazione.

La neozelandese Thomasin McKenzie, che ha iniziato la carriera a dodici anni, nel ruolo di Eileen offre l’interpretazione fin qui più efficace di sempre, dando forma agli intenti emulatori che il suo personaggio nutre nei confronti dell’altra donna più matura. Biondissima, Anne Hathaway nel ruolo di Rebecca, incarna un’intera generazione, rivelando nel suo aspetto il prototipo di un’epoca e nell’abbigliamento una presunta appartenenza, sentimentale più che reale, al jet set.

Deliberatamente realizzato come una pellicola del periodo storico in cui si svolge l’azione – in ogni minimo dettagli del suo aspetto, dalla grafica dei titoli di testa all’anacronistico fermo immagine per quelli di coda – Eileen è la cronaca di una prigionia emotiva, ma soprattutto un thriller crudele, che spiazza le attese ad ogni imprevisto snodo narrativo. L’autrice del romanzo, che firma l’adattamento con Luke Goebel, voleva ottenere una tensione molto hitchcockiana.

In particolare il modello di riferimento è stato Rebecca, il primo film americano di Hitchcock, l’ambientazione invernale e l’atmosfera di provincia sono splendida, opprimente analoga alternativa alla claustrofobica villa in cui aleggiava ingombrante la presenza della ‘prima moglie’ di Maxim de Winter; il segreto all’origine della colpa per l’omicida Lee Polk, giovane detenuto interpretato da Sam Nivola, può essere messo in parallelo con il segreto della governante nel classico di sir Alfred.

Adesso, dopo l’esordio al Sundance Film Festival di Park City, Eileen di William Oldroyd è finalmente nelle sale italiane distribuito da Lucky Red.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Eileen schiva e in disparte, si muove in secondo piano anelando passione
  3. L’australiana Thomasin McKenzie è Eileen / La newyorkese Anne Hathaway è Rebecca
  4. L’estetica démodé del film / Shia Whigham è il padre alcolizzato della protagonista
  5. Sam Nivola è il giovane Lee Polk
    © Lucky Red

IN COPERTINA

Anne Hathaway e Thomasin McKenzie sono Rebecca St. John e Eileen Dunlop
© Lucky Red

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Eileen
  • Regia: William Oldroyd
  • Con: Thomasin McKenzie, Shea Whigham, Marin Ireland, Owen Teague, Anne Hathaway, Peter McRobbie, Siobhan Fallon Hogan, Sam Nivola, Tonye Patano, Jefferson White, William Hill, Peter Von Berg, Patrick Noonan, Alexander Jameson, Patrick Ryan Wood, Gavin Barfield, Spencer Barnes, Mason Pettograsso, Mark Havlis, Willie C. Carpenter, Brendan Burke, Julian Gavilanes, Joel Marsh Garland, Louis Vanaria, Lawrence Arancio
  • Soggetto: Ottessa Moshfegh dal suo romanzo omonimo
  • Sceneggiatura: Luke Goebel & Ottessa Moshfegh
  • Fotografia: Ari Wegner
  • Musica: Richard Reed Parry
  • Montaggio: Nick Emerson
  • Scenografia: Craig Lathrop
  • Costumi: Olga Mill
  • Produzione: Anthony Bregman, Stefanie Azpiazu e Peter Cron con Luke Goebel, Ottessa Moshfegh e William Oldroyd in coproduzione con Johnny Holland per Fifth Season, Film 4, Likely Story e Omniscent Films
  • Genere: Noir
  • Origine: USA / Regno Unito, 2023
  • Durata: 97′ minuti