Lady macbeth 1Nord Inghilterra, 1865. La giovanissima Katherine è costretta dalla povertà della sua famiglia a sposare il figlio di mezza età del ricco possidente Boris Lester, che ha costruito la sua fortuna grazie alla rivoluzione industriale.
Letteralmente acquistata come un animale da monta la ragazza è oppressa dalla rigidità delle regole della casa, col pretesto del clima freddo a cui non è abituata le è proibito uscire, e delle convenzioni sociali che le impongono di adempiere con rigore ai doveri coniugali, assicurando un erede al patrimonio. Fin dalla prima notte di nozze Katherine deve sottostare a ordini imperativi che non ammettono repliche, subendo umiliazioni nonostante il consorte non cerchi con lei nessuna intimità carnale.
Un incidente in una delle miniere di carbone di proprietà della famiglia costringe il marito Alexander a una partenza improvvisa, seguito il giorno successivo dal padre richiamato a Londra da affari improrogabili; Katherine imprevedibilmente si trova sola con la servitù, padrona dei suoi movimenti, finalmente libera dagli sguardi inquisitori e dal controllo dei suoi avidi e meschini carcerieri.
Ha inizio così una battaglia individuale della donna contro ogni restrizione imposta dalla condizione femminile del tempo, una lotta per la sopravvivenza che farà emergere un’insospettata determinazione, intrisa di crudeltà, a non retrocedere davanti a niente pur d’affermare la propria libertà.
Lady macbeth 2
Esordio nel lungometraggio dell’affermato regista teatrale William Oldroyd, Lady Macbeth è liberamente tratto da un racconto dello scrittore russo Nikolaj Leskov – Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk edito nel 1865 – che già aveva ispirato nel 1934 il libretto per l’opera omonima composta da Dmitrij Šostakovič e in seguito messa al bando da Stalin. La sceneggiatura firmata dall’attrice e commediografa inglese Alice Birch, vero artefice del progetto, sposta l’azione dalla Russia zarista all’Inghilterra vittoriana restando comunque fedele alla successione degli eventi nel testo originale.
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Introducendo l’inedito personaggio della serva di colore Anna, fondamentale alla struttura del film, che assorbe e sostituisce personaggi assenti di una parte conclusiva del romanzo completamente omessa sullo schermo, la sceneggiatura aggiunge riferimenti alla questione raziale e cambia completamente il finale, certo più nichilista, ma in linea coi tempi attuali e scisso da condizionamenti di ordine morale.
Il risultato è un film algido e essenziale, teso nella sua elegante estetica, che predilige inquadrature fisse senza inutili virtuosismi, capace di creare una tensione degna del miglior Alfred Hitchcock.
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La giovane Florence Pugh, classe 1996, stretta nei corsetti della protagonista – tangibile rappresentazione delle costrizioni di cui è prigioniera – incarna in modo eloquente la mutazione di Katherine da innocente vittima sacrificale a spietata carnefice senza scrupoli, imponendosi con questo ruolo iconico e carismatico all’attenzione internazionale. L’immagine di apertura ci consegna una bimba smarrita sotto il velo nuziale e conquista subito la nostra muta complicità, che non viene mai meno neppure quando la vediamo rendersi colpevole delle azioni più abiette e riprovevoli.
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Girato nel castello di Lambton e nelle contee inglesi di Northumberland e Durham, Lady Macbeth è nello spirito e nell’ambientazione vicino a classici come Cime tempestose e Jane Eyre, ma la figura femminile al centro della storia è praticamente unica nella letteratura dell’Ottocento, in cui le donne anche le più forti non si presentano mai così determinate nel combattere l’oppressione della società, finendo quasi sempre per soccombere. Nel sostituire la sete di potere del carattere shakespeariano con la soddisfazione dei sensi, il film mette in scena il ritratto di un’ossessione amorosa vittima di pulsioni selvagge incontrollabili.
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Dopo l’esordio al Toronto International Film Festival e l’anteprima italiana in concorso al Torino Film Festival, finalmente l’affascinante Lady Macbeth di William Oldroyd è arrivata nelle sale italiane con la distribuzione Teodora film. Una visione da non perdere, un’emozione visiva che lascia il segno!

Dettagli

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Lady Macbeth
  • Regia: William Oldroyd
  • Con: Florence Pugh, Christopher Fairbank, Cosmo Jarvis, Paul Hilton, Naomi Ackie, Bill Fellows, Golda Rosheuvel, Finn Burridge, Ian Conningham, Rebecca Manley, Fleur Houdijk, Kema Sikazwe, David Kirkbride, Cliff Burnett, Anton Palmer, Alan Billingham, Joseph Teague, Jack Robertson
  • Soggetto: Nikolaj Leskov dal racconto Una lady Macbeth del distretto di Mcensk
  • Sceneggiatura: Alice Birch
  • Fotografia: Ari Wegner
  • Musica: Dan Jones
  • Montaggio: Nick Emerson
  • Scenografia: Jacqueline Abrahams
  • Costumi: Holly Waddington
  • Produzione: Fodhla Cronin O'Reilly in associazione con Pete Smyth per Sixty Six Pictures & iFeatures in associazione con Creative England, BBC Films, BFI e Oldgarth Media
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Gran Bretagna, 2016
  • Durata: 89' minuti
Florence Pugh è la determinata Katherine (© 2016 iFeatures Limited) Locandina italiana Katherine, prigioniera della sua stanza e libera nella brughiera Christopher Fairbank è il suocero Boris Lester / Katherine al castello / Paul Hilton è il marito Alexander Naomi Ackie è la cameriera Anna Florence Pugh è Katherine, tra corsetti, ossessione amorosa e subdola cattiveria Tensioni tra Katherine e Boris / Cosmo Jarvis è Sebastian / William Oldroyd fotografato da Daniel Foeldes / Il regista sul set col direttore della Fotografia Ari Wegner fotografati da Laurie Sparham (© 2016 iFeatures Limited)