Marocco, una giovane donna in avanzato stato di gravidanza si aggira sola per le strade della Medina di Casablanca, si propone come lavorante in un salone di bellezza, ha esperienza a suo dire anche con il taglio dei capelli, ma quando – dopo aver strappato l’accordo per una prova iniziale – la richiesta di poter passare la notte nel negozio le fa perdere ogni vantaggio, viene cacciata via.
Samia, questo il suo nome, continua l’estenuante porta a porta, sfidando sguardi ostili che rendono palese un giudizio malevolo, secondo una morale che non sembra aver mai fatto i conti con la vita. …finché incontra gli occhi innocenti della piccola Warda affacciata a una finestra, la bimba con la sincera spontaneità dei suoi pochi anni ha il sorriso dell’accoglienza, ma sua madre Abla che da sola gestisce una pasticceria di specialità marocchine fatte in casa oppone il suo rifiuto alla sconosciuta.
Esausta anche per il peso fisico della nuova vita che cresce dentro di lei, la ragazza si ferma a lungo sui gradini davanti alla bottega di dolci mettendo a dura prova la madre della bambina, che tenta in ogni modo d’imporsi una durezza che non le appartiene.
Infine a notte ormai inoltrata, con i rumori per strada che amplificano i morsi della coscienza, Abla apre la sua casa a Samia concedendole riparo per una sola notte, ma il destino è al lavoro con le sue trame imperscrutabili, generando una contrapposizione che cambierà la vita di entrambe.

Dopo alcuni cortometraggi e un documentario, con Adam la giornalista marocchina Maryam Touzani fa l’esordio nel lungometraggio di finzione portando sullo schermo una sua sceneggiatura originale, elaborata lungamente negli anni e scaturita dall’incontro doloroso – quando la cineasta era bambina e viveva a Tangeri, la sua città natale – con una ragazza sconosciuta nelle stesse condizioni particolari di Samia, che i suoi genitori avevano accolto per pochi giorni e che rimase settimane fino al parto.

Presentato nella selezione ufficiale della sezione Un certain regard all’ultima edizione del Festival di Cannes 2019, Adam è un’opera profondamente femminile non tanto per la presenza preponderante di donne attive alla sua creazione – oltre a regia e sceneggiatura, anche fotografia, montaggio, costumi e scenografia – quanto per lo spirito di una storia costruita sull’incontro-confronto di forti figure femminili che relegano la presenza maschile a un ruolo secondario e marginale sullo sfondo.

Adam è la storia dell’incontro di due solitudini, oppresse da codici sociali imposti da millenni che costringono le donne a un conflitto interiore con la pretesa di reprimere i più sani istinti naturali, ma che nulla può davanti alla forza indomabile della vita. Il film rende visivamente il senso di come tutto si colora dei nostri sentimenti, offrendo una visione intima – dalla casa di Abla con la sola finestra da cui si vendono i dolci aperta sul mondo – della condizione femminile in un Paese di tradizione islamica.

Supportato da interpretazioni davvero intense e partecipi, finalmente Adam di Maryam Touzani è adesso disponibile nelle sale italiane distribuito da Movie Inspired.

Dettagli

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Il peregrinare di Samia si ferma davanti alla casa di Abla
  3. Nisrin Erradi è Samia
  4. Lubna Azabal è Abla
  5. Finestra sul mondo / La piccola Douae Belkhaouda è Warda / Un’impossibile conflitto interiore

© 2019 Ali n’ Productions / Les Films du nouveau monde / Artemis Productions

IN COPERTINA
Samia seduta al di là della strada davanti alla casa di Abla
© 2019 Ali n’ Productions / Les Films du nouveau monde / Artemis Productions

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Adam
  • Regia: Maryam Touzani
  • Con: : Lubna Azabal, Nisrin Erradi, Douae Belkhaouda, Aziz Hattab, Hasna Tamtaoui, Nadia Khoulati, Fatiha El Yaccubi, Abderrahin Berradi, Fatima Naji, Fatima Mousstahsan, Naima Ouggad, Hasnaa Faik, Milouda Bounceur, Fouad Jahir, Fatiha El Idrissi, Hanza Souidek, Fatna Dachi, Aziz Bourggine, Musthapha Quarch, Loubna Khoulati, Nouhaila Ben Moumou, Abdelhadi Ihssan, Amine Aboudrar, Hassan Shiza, Fatina Yahya, Ghizlane Sannouti, Ghizlane Jouhari, Mounia El Mckimel, Azzeddine El Khalfi, Taha Benaim, Nourreddine Madrir Soubai, Rajae Madi, Aicha Noua, Mohamed Khalil El Inan
  • Sceneggiatura: Maryam Touzani con la collaborazione di Nabil Ayouch
  • Fotografia: Virginie Surdej
  • Montaggio: Julie Naas
  • Scenografia: Pilar Peredo
  • Costumi: Ayda Diouri
  • Produzione: Nabil Ayouch in coproduzione con Amine Benjelloun e Patrick Quinet per Ali n’ Productions, Les Films du nouveau monde e Artemis Productions con la partecipazione di Canal+ e Ciné+ in coproduzione con RTBF (televisione belga), VOO & Be tv con Shelter Prod con il sostegno del Centre Cinématographique Marocain
  • Genere: Femminile
  • Origine: Marocco / Belgio, 2019
  • Durata: 98' minuti

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