Tra le mostre di inizio autunno, forse, l’attesa maggiore è per quella di Palazzo Reale, l’importante retrospettiva, la prima in Italia, di Leonora Carrington (Lancashire, 6 aprile 1917 – Città del Messico, 25 maggio 2011). Con oltre sessanta opere offrirà al visitatore l’interessante scoperta della produzione artistica e l’identità intellettuale con radici celtiche che, partendo dalla contea inglese, visse a Firenze, Parigi, nel sud della Francia, in Spagna, a New York e, infine, in Messico, dove si stabilì definitivamente e dove è stata a lungo celebrata come una delle artiste più importanti, accanto a Frida Kahlo e Remedios Varo.
Figura tra le più singolari e visionarie del Novecento, attraverso un articolato percorso tra dipinti, disegni, fotografie e materiali d’archivio, la mostra ne esplorerà l’intero arco creativo, cercando di restituirle lo spazio che merita all’interno della storia dell’arte moderna e contemporanea. Il progetto, a cura di Tere Arcq e Carlos Martín, si presenta in continuità con la retrospettiva dedicata a Leonor Fini (sempre con la curatela dei due studiosi, prorogata e chiusa lo scorso 20 luglio dopo quasi sei mesi di esposizione). Fini e Carrington: entrambe legate, anche se con modalità diversisime, al movimento del Surrealismo, rivoluzionarie e anticonformiste.

Di Leonora Carrington verrà riunito un nucleo di opere provenienti da importanti istituzioni internazionali e collezioni private, per palesarne la poliedricità e, dopo Milano, la mostra proseguirà per Parigi al Musée du Luxembourg.
Pittrice, scultrice, scrittrice, drammaturga e pioniera del pensiero femminista ed ecologista, la sua opera, sorprendentemente attuale, mescola sogno e realtà, magia e politica, mito e psicologia, dando forma a un mondo complesso e multiforme che sfugge a ogni categorizzazione.
Artista senza confini, transnazionale ed extraterritoriale, madre, esule, intellettuale radicale e instancabile esploratrice della coscienza, la sua ricerca trova forti risonanze nelle tematiche attuali. Ha avuto un eco postumo specialmente dopo la sua inclusione nella Biennale di Venezia del 2022, che ha preso come titolo e motto un suo racconto, “Il latte dei sogni” e, l’intento dei curatori, è proseguire quel percorso di affermazione e riconoscimento, celebrandola tra le figure più influenti del Ventesimo secolo per la capacità di dialogare con le nuove generazioni e stimolarne riflessioni profonde sul ruolo dell’arte e della conoscenza. Il percorso renderà accessibile quel caleidoscopico artistico e la spiccata personalità attraverso un’attenta selezione di creazioni molteplici ed eterogenee.

Il nostro Paaese è stato una tappa decisiva nella sua formazione, in particolare, nella Firenze dei primi anni Trenta consolidò la decisione di dedicarsi all’arte e assorbì influenze pittoriche essenziali, che rimarranno sempre nel suo immaginario, come quelle dei pittori del Trecento e del Quattrocento, fondamentali in tutta la carriera.
Saranno affrontate tematiche che spaziano dal corpo femminile alla psiche umana, dal folklore alle strutture del potere, rivelando la capacità di anticipare questioni al centro dell’attuale dibattito culturale. Le sue creature fantastiche, i simboli alchemici, le figure mitologiche, diventano strumenti per indagare la condizione umana, aprendo nuove possibilità di lettura del presente.
Cosmopolita, apolide, sopravvissuta alla guerra e all’internamento psichiatrico, alla malattia mentale e all’esilio, i primi anni della sua vita vennero segnati dalla fuga: dopo essere riuscita a studiare in Italia, nonostante l’opposizione del padre, entrò in contatto con i surrealisti fuggendo con loro dal controllo soffocante del padre e dalla violenza della guerra e, in Messico, ricostruirà la propria identità e la sua arte.

Poco prima dell’inizio del suo soggiorno in Messico, era stata ricoverata in un ospedale psichiatrico a Santander, nella Spagna del primo franchismo, dove aveva subito trattamenti traumatici in condizioni disumane – esperienza raccontata nello straordinario Down Below – e sia il lavoro, che la vita, riflettono una profonda resilienza e capacità di trasformazione sapendo convertire trauma e dolore in creatività e denuncia.
È stata anche una pioniera dell’ecofemminismo fondendo, nel suo lavoro, la difesa della natura e dei diritti delle donne evidenziando e denunciando, l’atteggiamento predatorio dell’uomo, promuovendo l’autonomia femminile e il rispetto della vita in tutte le sue forme, attraverso personalissime metafore della fertilità. Inoltre, ha sempre difeso, un “femminismo della coscienza“, consapevole e inclusivo di tutti i generi, in una visione armonica del mondo ispirata ai principi dell’alchimia.
L’immaginazione si dispiega nelle sue storie come un territorio sconfinato, dove il fantastico e l’onirico si combinano con elementi di favola e fiaba. Storie popolate da animali parlanti, metamorfosi inaspettate e scenari in cui, apparentemente, l’assurdo convive con il quotidiano, come nell’universo del suo tanto ammirato Lewis Carroll.
Carrington usa la logica intuitiva delle storie per bambini, in cui la trasformazione e la libertà sono possibili, sfidando le norme della realtà e della morale tradizionale. Racconti e dipinti mostrano creature ibride, ragazze che dialogano con le iene, alberi che inseguono giovani e regine che fanno il bagno nel latte di capra. Trasforma le fiabe in spazi di ribellione e critica, dove umorismo, orrore e magia si mescolano per sovvertire i ruoli di genere e le gerarchie sociali. Con tali modalità, l’immaginazione non è solo fuga, ma un atto di creazione e resilienza.

Le correnti esoteriche di tutta la storia, le mitologie cadute nell’oblio e le arti divinatorie sono argomenti che la interessarono in quanto considerati una via alternativa per accedere all’inconscio e agli enigmi umani e della natura. In Messico, insieme alla pittrice spagnola Remedios Varo e alla fotografa ungherese Kati Horna, si addentrò nel mondo della magia, inteso – da tutte e tre – come strumento per il recupero dei poteri femminili “proibiti”. I libri di magia, alchimia, astrologia e tarocchi occupano un posto privilegiato nella sua biblioteca, oltre a fornirle iconografie che userà più e più volte nel suo lavoro, cercando di restituire a questi saperi il posto che è stato loro rubato nel corso della storia.
Ha anche eplorato il concetto di matriarcato partendo da uno spazio domestico (la cucina) e da uno dei saperi proibiti del passato (l’alchimia) come assi spaziali, creativi e simbolici. Nelle sue opere, la cucina si trasforma in uno luogo di potere e rituale femminile, dove la preparazione del cibo diventa un atto magico e alchemico (considervava la cucina un laboratorio e un altare dove le donne, figure centrali e matriarcali, compiono processi di trasformazione, mescolando ingredienti e saperi ancestrali, mentre condividono confidenze in uno spazio sicuro). Il suo ricettario, e i suoi dipinti, fondono la cucina con il misticismo, evidenziando l’importanza della creatività, della spiritualità e dell’autonomia femminile nella sfera domestica e artistica.

Sottinteso, solo dopo averlo visitato, vi raconteremo del percorso espositivo che verrà articolato in cinque nuclei, alcuni cronologici, altri tematici, ciascuno dedicato a un momento cruciale del viaggio artistico ed esistenziale di Leonora.

Dettagli

La mostra è promossa dal Comune di Milano-Cultura, prodotta da Palazzo Reale, MondoMostre, Civita Mostre e Musei con Electa, rientra nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026

Didascalie immagini opere Leonora Carrington

(courtesy Ufficio Stampa Civita Mostre e Musei)

  1. Sisters of the Moon, Fantasia, 1933
    Colori ad acqua, grafite e inchiostro su carta, 25 x 18 cm.
    collezione privata, foto: courtesy Gallery Wendi Norris, San Francisco
  2. La joie de patinage, 1941
    Olio su tela, 45.7 x 60.9 cm.
    Madrid, Collection Peréz Simón
  3. Levitasium,1950
    Olio su tela, 55.2 x 30.1 cm.
    Frahm Collection pc : Christie’s
  4. Sous la rose des vents (Under the Compass Rose), 1955
    Olio su tela, 54.6 x 33.7 cm.
    Dallas Museum of Art, The Eugene and Margaret McDermott Art Fund, Inc., 2022.22.McD

In copertina

lo sguardo di Leonora Carrington
particolare tratto dalla copertina del libro
“The surreal life of Leonora Carrington” di Joanna Moorhea
(fonte)

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Palazzo Reale - Piazza del Duomo, 12 - Milano
[Guarda su Google Maps]

Date: 20 Settembre, 2025 - 11 Gennaio, 2026