L’Accademia del Cinema Europeo non si è arresa alle restrizioni imposte dalla pandemia e, rinviato al 2022 il galà che doveva svolgersi nella capitale islandese Reykjavík, ha comunque provveduto a celebrare il rito d’assegnazione degli EFA European Film Award da Berlino – con diverse trasmissioni, da martedì 8 a sabato 12 dicembre – e con i candidati collegati in via digitale a distanza.

La diretta della serata finale era visibile in rete su RaiPlay, ma il pubblico è rimasto ostaggio dei commentatori Laura Delli Colli e Alberto Farina che per tutta la serata hanno dato prova di un certo provincialismo, un campanilismo esasperato che li ha spinti a parlare dei candidati italiani anche quando erano ‘di scena’ altri Paesi, ostacolando l’ascolto della cerimonia con la complicità della regia che staccava a lungo il collegamento dalla Germania per ‘deliziarci’ con salottini, magari interessanti, ma fuori luogo.

Tutto ciò, forse, alimentato per le molte candidature italiane andate a vuoto, mentre la Danimarca in gara con un solo film – Un altro giro di Thomas Vinterberg – ha portato a casa quattro tra le statuette principali: miglior Film Europeo, regista, attore e sceneggiatura. Il film, tra i ‘griffati’ Festival di Cannes che quest’anno non si è potuto tenere, è un’opera particolare con un tema che potrebbe facilmente presentare criticità, ma non per l’autore de Il sospetto che ama andare controcorrente.

Mad Mikkelsen, attore europeo 2020 per la seconda volta diretto da Vinterberg, è un professore che insieme a tre amici e colleghi decide di testare la teoria di un filosofo, per cui un 5% di tasso alcolico sempre presente nell’organismo durante la giornata aiuta a vivere meglio, insegnando ai propri studenti a bere. Il regista danese ha dedicato la vittoria alla figlia Ida, scomparsa a diciannove anni in un incidente stradale, che nel film avrebbe dovuto avere un piccolo ruolo cambiato poi al maschile.

Nelle categorie tecniche annunciate, come di consueto, senza candidati in competizione, ma col solo nome del vincitore, ha trionfato Volevo nascondermi di Giorgio Diritti per i costumi di Ursula Patzak e la fotografia di Matteo Cocco; anche il premio per il montaggio è andato a una produzione italiana, assegnato a Maria Fantastica Valmori per Il varco, che costruisce il viaggio verso il fronte ucraino di un soldato italiano nel 1941 mischiando immagini pubbliche e private d’epoca con nuove riprese.

Ma la soddisfazione più grande è arrivata con la vittoria dell’esordiente Carlo Sironi come rivelazione europea 2020, il suo Sole – presentato nella sezione Orizzonti a Venezia 76 – è un film molto bello e commovente nell’accompagnare la (finta) coppia protagonista verso una più matura consapevolezza di sé e del ruolo cui aspirare nella vita, in rapporto ai parenti ma anche in rapporto alla società; un film che è ingiustamente passato un po’ in sordina da noi e che meriterebbe di essere recuperato.

Molto interessante anche il premio per il Contributo Europeo al Cinema Mondiale, assegnato al cineasta irlandese Mark Cousins già autore dei quindici episodi che compongono The story of film: an odyssey per il suo altrettanto fluviale Women make film: a new road movie through Cinema, della durata di quattordici ore; come si evince dal titolo, un viaggio alternativo nel Cinema mondiale attraverso le opere realizzate da donne troppo spesso messe in ombra dall’ostracismo maschilista.

Un lavoro documentale prezioso che tenta un risarcimento tardivo, ma necessario, segno tangibile dei tempi che cambiano anche per l’Accademia del Cinema Europeo con il presidente Wim Wenders, in carica dal 1996, che ha passato il testimone alla collega Agnieszka Holland. La legittima ricerca di parità tra i sessi però può esprimersi anche con eccessi sinceramente discutibili, dal prossimo anno è stata infatti annunciata un’unica categoria per gli attori, che vedrà in gara insieme uomini e donne.

Molti i film di valore quest’anno rimasti senza riconoscimenti e purtroppo ancora invisibili per il pubblico di casa nostra, dal crudele The painted bird di Václav Marhoul che al momento non ha distribuzione italiana al bellissimo Corpus Christi di Jan Komasa, la cui uscita dello scorso ottobre è stata rinviata a causa della forzata chiusura delle sale. Come di consueto a seguire elenco completo di tutti i candidati, categoria per categoria, con i riconoscimenti assegnati.

Vincitori e candidati del 33° European Film Award:

Miglior film Europeo: Un Altro Giro – Druk (Danimarca, Paesi Bassi, Svezia) di Thomas Vinterberg
Berlin Alexanderplatz (Germania, Paesi Bassi) di Burhan Qurbani
Corpus Christi (Polonia, Francia) di Jan Komasa
Martin Eden (Italia, Francia) di Pietro Marcello
The painted bird – Nabarvené ptáče (Repubblica Ceca, Ucraina, Slovenia) di Václav Marhoul
Undine: un amore per sempre (Germania, Francia) di Christian Petzold

Miglior commedia Europea: Un anno con Godot (Francia) di Emmanuel Courcol
Ventajas de viajar en tren (Spagna, Francia) di Aritz Moreno
Teräsleidit (Finlandia) di Pamela Tola

Miglior rivelazione Europea – Premio Fipresci: Sole (Italia, Polonia) di Carlo Sironi
Full Moon / Pun Mjesec (Bosnia ed Erzegovina) di Nermin Hamzagic
Gagarine (Francia) di Fanny Liatard & Jérémy Trouilh
Instinct (Paesi Bassi) di Halina Reijn
Isaac / Izaokas (Lituania) di Jurgis Matulevičius
Jumbo (Francia, Belgio, Lussemburgo) di Zoé Wittock

Miglior documentario Europeo: Colectiv (Romania, Lussemburgo) di Alexander Nanau
Acasă (Romania, Germania, Finlandia) di Radu Ciorniciuc
Gunda (Norvegia, USA) di Victor Kossakovsky
Petite fille (Francia) di Sébastien Lifshitz
Saudi runaway (Svizzera) di Susanne Regina Meures
The cave (Danimarca, USA, Germania, Qatar, Francia, Regno Unito) di Feras Fayyad

Miglior film d’animazione Europeo: Josep (Francia, Belgio, Spagna) di Aurel
Calamity (Francia, Danimarca) di Rémy Chayé
Klaus – I segreti del Natale (Spagna) di Sergio Pablos
The nose or the cospiracy of Mavericks (Russia) di Andrey Khrzhanovsky

Miglior cortometraggio Europeo: All cats are grey in the dark (Svizzera) di Lasse Linder
Genius loci (Francia) di Adrien Mérigeau
Past perfect (Portogallo) di Jorge Jácome
Sun dog (Belgio, Russia) di Jorge Jácome
Tio Tomás, a contabilidade dos dias (Portogallo, Canada, Francia) di Regina Pessoa

Miglior regista Europeo: Thomas Vinterberg per Un Altro Giro – Druk
Agnieszka Holland per Charlatan
Jan Komasa per Corpus Christi
Maria Sødahl per Hope / Håp
Pietro Marcello per Martin Eden
François Ozon per Été 85

Miglior attrice Europea: Paula Beer per Undine: un amore per sempre
Ane Dahl Torp per Charter
Natasha Berezhnaya per Dau. Natasha
Andrea Bræin Hovig per Hope / Håp
Marta Nieto per Madre
Nina Hoss per Schwesterlein

Miglior attore Europeo: Mads Mikkelsen per Un altro giro – Druk
Bartosz Bielenia per Corpus Christi
Viggo Mortensen per Falling
Goran Bogdan per Otac [padre]
Elio Germano per Volevo nascondermi
Luca Marinelli per Martin Eden

Miglior sceneggiatore Europeo: Thomas Vinterberg e Tobias Lindholm per Un altro giro – Druk
Costa Gavras per Adults in the room
Damiano D’Innocenzo e Fabio D’Innocenzo per Favolacce
Martin Behnke, Burhan Qurbani per Berlin Alexanderplatz
Mateusz Pacewicz per Corpus Christi
Pietro Marcello e Maurizio Braucci per Martin Eden

Premio Carlo Di Palma alla Migliore fotografia Europea: Matteo Cocco per Volevo nascondermi

Migliore montaggio Europeo: Maria Fantastica Valmori per Il varco

Miglior scenografia Europea: Cristina Casali per La vita straordinaria di David Copperfield

Migliori costumi Europei: Ursula Patzak per Volevo nascondermi

Miglior trucco e acconciature Europei: Yolanda Piña, Félix Terrero & Nacho Diaz per La trincea infinita

Migliore colonna sonora Europea: Dascha Dauenhauer per Berlin Alexanderplatz

Miglior suono Europeo: Yolande Decarsin per Petite fille

Migliori effetti visivi Europei: Iñaki Madariaga per Il buco

Premio Eurimages alla miglior co-produzione europea: Luís Urbano (Portogallo)

Miglior contributo europeo al cinema mondiale: Women make film: a new road movie through Cinema di Mark Cousins

Premio EUFA European University Film Award: Saudi runaway (Svizzera) di Susanne Regina Meures
Un altro giro – Druk (Danimarca, Paesi Bassi, Svezia) di Thomas Vinterberg
Berlin Alexanderplatz (Germania, Paesi Bassi) di Burhan Qurbani
Corpus Christi (Polonia, Francia) di Jan Komasa
Slalom (Francia) di Charlène Favier

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Logo grafico della 33ª edizione / La statuetta dello European Film Award
  2. I candidati in collegamento / Il presentatore della serata finale Steven Gätjen
  3. Il regista Thomas Vinterberg, il suo Un altro giro – Druk ha vinto quattro statuette
  4. Mad Mikkelsen attore europeo per Un altro giro – Druk
  5. I premiati nelle categorie tecniche / Il varco di Michele Manzolini & Federico Ferrone
  6. Rivelazione europea 2020: Sole di Carlo Sironi
  7. Women make film: a new road movie through Cinema di Mark Cousins
  8. Wim Wenders / Agnieszka Holland
  9. The painted bird – Nabarvené ptáče di Václav Marhoul
  10. Mateusz Pacewicz candidato per la sceneggiatura di Corpus Christi
  11. Documentario Europeo: Colectiv di Alexander Nanau
  12. Film d’animazione Europeo: Josep di Aurel / Cortometraggio Europeo: All cats are grey in the dark di Lasse Linder
  13. Attrice Europea 2020: Paula Beer per Undine: un amore per sempre
  14. Elio Germano in Volevo nascondermi / I candidati come Attore Europeo 2020 / Luca Marinelli in Martin Eden
  15. Damiano e Fabio D’Innocenzo candidati per la sceneggiatura di Favolacce / Il premio EUFA European University Film Award / Saudi runaway di Susanne Regina Meures

IN COPERTINA
L’ambita statuetta dello European Film Award