Il prossimo 16 marzo, per un’uscita evento di soli tre giorni fino al 18 marzo, Lucky Red riporterà nelle sale italiane Barry Lyndon di Stanley Kubrick in una versione restaurata in 4k; un’occasione per ammirare di nuovo nelle dimensioni ideali l’affascinante bellezza di questo affresco storico.
Oggi il nome di Stanley Kubrick è diventato leggendario sinonimo del cineasta-autore completo dei propri film, assumendo i contorni del mito e facendo completamente dimenticare una certa freddezza critica con cui sono state accolte quasi sempre le sue opere all’uscita sugli schermi, accompagnate da stroncature difficili oggi da immaginare, ma che grazie al successo che il pubblico gli ha subito tributato sono state consegnate alla storia e poi, giustamente, riconosciute come i capolavori che sono; Barry Lyndon è uno di quei titoli maltrattati all’esordio.
Trasposizione cinematografica del romanzo Le memorie di Barry Lyndon dell’autore satirico di epoca vittoriana William Makepeace Thackeray, il film sostituisce la voce narrante in prima persona del protagonista – millantatore che spesso scade nel ridicolo – presente nel romanzo, con un narratore in terza persona che accompagna l’intero arco narrativo, anticipando i fatti e creando così una certa suspence; stratagemma deciso da Stanley Kubrick, autore anche dell’adattamento, nell’intento di conservare nel film quella vena di amara ironia che accompagna il racconto originale delle avventure di Redmond Barry, giovane irlandese ingenuo e sentimentale, traviato da cattive frequentazioni, che si trasforma in uno spietato arrivista dedito totalmente a una scalata sociale senza scrupoli.

L’intento di Kubrick era fin dall’inizio quello di realizzare un vero e proprio ‘documentario’ sul XVIII secolo, perciò nella preparazione del film raccolse grandi quantità di materiale sulle opere dei pittori dell’epoca – Thomas Gainsborough, William Hogarth, Joshua Reynolds, Antoine Watteau, tra gli altri, e in particolare il polacco Daniel Chadowiecki, anche incisore – come punto di riferimento per ricreare nei minimi particolari ogni dettaglio, arrivando a studiare anche oggetti che non sarebbero mai apparsi sullo schermo.

Lo stile visivo adottato è fatto soprattutto di campi lunghi, lenti zoom indietro a riprodurre particolari composizioni, che richiamano i modelli pittorici, e riprese con la macchina a spalla effettuate dallo stesso Kubrick, incredibili per equilibrio e stabilità dell’inquadratura, poco mossa anche in assenza della steadycam che fu inventata solo cinque anni dopo per la lavorazione di Shining. L’uso poi della sola luce naturale, creò un modello imprescindibile per tutti i cineasti che si sono confrontati successivamente con il film d’epoca.

Per filmare l’atmosfera notturna di allora, con interni al lume di candela, Kubrick si procurò lenti che la tedesca Zeiss aveva creato per le fotografie satellitari della Nasa e le fece montare adattandole alla sua macchina da presa; il risultato è di una bellezza ancora oggi ineguagliabile. Ryan O’Neal interpreta il protagonista, vacuo e superficiale, capace di tenerezza quanto di altrettanta crudeltà. Marisa Berenson, dopo Morte a Venezia di Luchino Visconti e Cabaret di Bob Fosse, è una meravigliosa lady Lyndon.

La malinconica parabola esistenziale di un uomo capace di conquistare una fortuna, ma altrettanto – per gli stessi motivi – incapace di conservarla, mosso da un’ambizione di emergere senza pari, ebbe sette candidature agli Oscar vincendo quattro statuette: alla splendida fotografia di John Alcott, alla scenografia di Ken Adam, all’adattamento musicale di Leonard Rosenman e ai costumi della svedese Ulla-Britt Søderlund con Milena Canonero, che aveva esordito nel cinema con il precedente film di Kubrick: Arancia meccanica.

Girato interamente in luoghi reali tra Irlanda, Gran Bretagna e Germania, senza ricostruzioni in studio, Barry Lyndon di Stanley Kubrick a più di cinquant’anni dalla sua realizzazione è, e rimarrà sempre, un notevole ritratto d’epoca del tutto immune al passare del tempo. Un capolavoro, da non perdere.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana dell’edizione in 4k
  2. Ryan O’Neal è l’arrampicatore sociale Redmond Barry
  3. Il sublime gusto pittorico della messa in scena di un’epoca
  4. Marisa Berenson è la bellissima lady Lyndon
  5. Le straordinarie sequenze al lume di candela
  6. I costumi della svedese Ulla-Britt Søderlund e della nostra Milena Canonero
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    © 1975 Warner Bros Inc.

IN COPERTINA

Ryan O’Neal è Redmond Barry, poi Barry Lyndon
© 1975 Warner Bros Inc.

courtesy Ufficio stampa Lucky Red

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Barry Lyndon
  • Regia: Stanley Kubrick
  • Con: Ryan O’Neal, Marisa Berenson, Patrick Magee, Hardy Kruger, Steven Berkoff, Gay Hamilton, Marie Kean, Diana Koerner, Murray Melvin, Frank Middlemass, Andre Morell, Arthur O’Sullivan, Godfrey Quigley, Leonard Rossiter, Philip Stone, Leon Vitali, John Bindon, Roger Booth, Billy Boyle, Jonathan Cecil, Peter Cellier, Geoffrey Chater, Anthony Dawes, Patrick Dawson, Bernard Hepton, Anthony Herrick, Barry Jackson, Wolf Kahler, Patrick Laffan, Hans Meyer, Ferdy Mayne, David Morley, Liam Redmond, Pat Roach, Dominic Savage, Frederick Schiller, George Sewell, Anthony Sharp, John Sharp, Roy Spencer, John Sullivan, Harry Towb, Michael Hordern,
  • Soggetto: William Makepeace Thackeray dal suo romanzo omonimo
  • Sceneggiatura: Stanley Kubrick
  • Fotografia: John Alcott
  • Musica, adattamento e direzione: Leonard Rosenman su brani di Johann Sebastian Bach, Frederick the Great, Georg Friedrich Handel, Wolfgang Amadeus Mozart, Giovanni Paisiello, Franz Schubert, Antonio Vivaldi
  • Montaggio: Tony Lawson
  • Scenografia: Ken Adam
  • Costumi: Ulla-Britt Søderlund, Milena Canonero
  • Produzione: Stanley Kubrick in associazione Bernard Williams per Warner Bros Inc.
  • Genere: Storico
  • Origine: Gran Bretagna, 1975
  • Durata: 185′ minuti