Dopo il grande successo milanese (che consigliamo di leggere prima di questo articolo dove abbiamo evitato ripetizioni), al Centro Saint-Bénin di Aosta è arrivata la retrospettiva dedicata a Brassaï, pseudonimo (in onore di Brassó) dell’ungherese Gyula Halász (Brașov, 9 settembre 1899 – Èze, 8 luglio 1984). “L’occhio di Parigi” anche questa mostra è stata curata da Philippe Ribeyrolles, studioso e nipote del fotografo. La retrospettiva, promossa dall’Assessorato Beni e attività culturali, Sistema educativo e Politiche per le relazioni intergenerazionali della Regione autonoma Valle d’Aosta e prodotta da Silvana Editoriale (che ha pubblicato anche il catalogo), presenta oltre centocinquanta stampe d’epoca, oltre a sculture, documenti e oggetti appartenuti al fotografo, per un approfondito sguardo sulla sua opera con particolare attenzione alle celebri immagini dedicate alla vita della capitale francese. Gli scatti dedicati alla Ville Lumière – dai quartieri operai ai grandi monumenti simbolo, dalla moda ai ritratti degli amici artisti, fino ai graffiti e alla vita notturna – sono oggi immagini iconiche che nell’immaginario collettivo identificano immediatamente il volto della città.

Parigino di adozione, è stato uno dei principali protagonisti della fotografia mondiale, definito dall’amico Henry Miller un “occhio vivente”. Celeberrime sono le sue vedute di Parigi, punteggiate dall’illuminazione pubblica talvolta in combinazione con la nebbia e caratterizzate da un aspetto quasi misterioso, che offrono una testimonianza vivida dell’atmosfera notturna che regnava nella capitale francese dell’epoca.
Brassaï viaggiò anche in tutta Europa – particolarmente in Italia e Spagna – e negli Stati Uniti, lasciando dietro di sé fotografie che portano l’impronta della sua curiosità e del suo stile. Mostra e catalogo, passano in rassegna la sua produzione, dai primi scatti vicini al movimento surrealista, alle iconiche immagini del “popolo della notte” di quella “scuola” francese, definita umanista per la presenza essenziale di donne, uomini e bambini all’interno dei suoi scatti, ma sebbene sia riduttivo riassumere il suo lavoro sotto qualsiasi aspetto.

In catalogo, oltre ai testi del Curatore e della critica Silvia Paoli, un’intervista a Gilbert Brassaï, moglie dell’artista, e apparati biografici.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Brassaï: Autoportrait, Boulevard Saint-Jacques, Paris, 1930-1932
    © Estate Brassaï Succession-Philippe Ribeyrolles
  2. Brassaï: Le Baiser, c. 1935-37
    © Estate Brassaï Succession-Philippe Ribeyrolles

(courtesy Ufficio stampa Studio ESSECI di Sergio Campagnolo)

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Centro Saint-Bénin - Via B. Festaz, 12 - Aosta
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Fino al: 09 Novembre, 2025