Le molte vite di Lee Miller è il titolo di un libro di Antony Penrose, testo ispiratore del film su questa donna, forte e determinata, che nella sua vita è stata appunto molte cose differenti. Da produttrice Kate Winslet ha inseguito questo progetto per otto anni, acquisendo i diritti e commissionando la stesura della sceneggiatura, prima di ingaggiare alla regia Ellen Kuras, già affermata autrice della fotografia conosciuta sul set del bellissimo Se mi lasci ti cancello di Michel Gondry, che dopo tanto lavoro nel mondo delle serie televisive fa qui il suo esordio alla regia di un lungometraggio per il grande schermo.
Nata a Poughkeepsie vicino New York nel 1907, Elizabeth “Lee” Miller inizia ancora giovanissima una carriera da fotomodella, trasferendosi poi a Parigi e studiando fotografia surrealista con Man Ray. Curiosa sperimentatrice, sarà la prima a scoprire l’applicazione in camera oscura della tecnica fotografica detta ‘solarizzazione’ di cui a lungo il noto maestro della fotografia si prenderà il merito; è il segno dei tempi, in cui alle donne sono imposti molti limiti, ma Lee non sarà mai disposta ad avere il permesso degli uomini per muoversi nel mondo e vivere la sua vita. Il film non è e non vuole essere una biografia in senso tradizionale, ma si concentra nel racconto di una decade determinante nel percorso esistenziale di questa donna, quando è stata corrispondente dal fronte durante la Seconda Guerra Mondiale per l’edizione londinese di Vogue. Lee Miller portò avanti una missione come fotografa di guerra con l’intento di rivelare al mondo orrori ancora sconosciuti, assumendosi un peso morale che pagherà con un prezzo personale enorme, quando le cose terribili di cui fu testimone – sarà tra i primi a documentare l’esistenza dei campi di sterminio a Buchenwald e Dachau – causarono danni al suo equilibrio mentale, nell’ultimo periodo della sua vita.

Introducendo lo stratagemma del giovane Tony – interpretato da Josh O’Connor – che intervista l’anziana Lee a casa sua alla fine della sua vita nel 1977, il film si struttura partendo dal primo incontro con Roland Penrose, pittore surrealista e mercante d’arte – cui dà corpo Alexander Skarsgård – che Lee seguì a Londra diventandone la moglie; poi, passando in rassegna eventi cruciali della sua esistenza, arriva fino all’immediato dopoguerra e alla lotta contro la censura e silenzio.

Perché vera e propria censura, col pretesto di voler risparmiare l’orrore all’opinione pubblica inglese, fu il divieto di pubblicare immagini ritenute troppo crude: foto delle cataste di morti nei lager, che Vogue pubblicò a New York dove le spedì la caporedattrice londinese Audrey Withers – una splendida Andrea Riseborough – ma anche inquietanti immagini delle famiglie naziste di Lipsia, che si uccisero col cianuro, con genitori fanatici che all’avanzare del nemico imposero la fine anche ai loro figli.

L’attore comico Andy Samberg, protagonista del divertente Palm Spring – vivi come se non ci fosse un domani di Max Barbakow, affronta forse per la prima volta un registro drammatico nel ruolo di Davy Scherman, corrispondente di Life al fronte, amico e complice di Lee Miller in tante situazioni, come quando si introdussero nella casa di Hitler a Monaco di Baviera, diventata una specie di circolo degli ufficiali alleati dopo l’invasione della Germania, e arrivarono a scattare la foto storica di Lee nella vasca da bagno del Führer.

Girato in gran parte tra Ungheria e Croazia, dove le rovine ancora presenti degli anni ’90 sono state chiamate a ‘interpretare’ la distruzione dell’ultima Guerra Mondiale, Lee Miller è un film che vanta nomi importanti anche nei ruoli di secondo piano; nel gruppo di amici francesi convinti propugnatori del surrealismo, Marion Cotillard è la duchessa Solange D’Ayen, editor di importanti riviste come l’edizione francese di Vogue, e Noémie Merlant è Nusch Eluard, icona surrealista e modella di Picasso.

Lee Miller di Ellen Kuras è un solido dramma sull’importanza della memoria storica, sul patrimonio collettivo che rappresenta anche per le generazioni a venire, con un inatteso colpo di scena finale che amplifica il riconoscimento del sacrificio di questa donna straordinaria; è adesso nelle sale italiane distribuito da Vertice 360.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Kate Winslet è Lee Miller
  3. Josh O’Connor è Tony, il giovane intervistatore dell’anziana Lee / Alexander Skarsgård è Roland Penrose
  4. Una splendida Andrea Riseborough è Audrey Withers, caporedattore di Vogue / Le immagini che hanno raccontato l’orrore e il fanatismo al mondo, con le vittime dei lager e intere famiglie naziste, minori compresi, costrette al suicidio dalla violenza dell’ideologia
  5. Andy Samberg è l’amico e sodale  Davy Scherman, corrispondente di Life al fronte / La famosa foto nella vasca di Hitler nella ricostruzione cinematografica e nello scatto originale di allora
  6. Marion Cotillard e Noémie Merlant sono le amiche francesi di Leè, rispettivamente la duchessa Solange D’Ayen e la modella Nusch Eluard
    courtesy Ufficio stampa Studio Punto e Virgola per Vertice 360
    © 2023 Brouhaha Entertainment / Juggle Films

IN COPERTINA

Una straordinaria Kate Winslet è Lee Miller sullo schermo per Ellen Kuras
© 2023 Brouhaha Entertainment / Juggle Films

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Lee
  • Regia: Ellen Kuras
  • Con: Kate Winslet, Josh O’Connor, Andrea Riseborough, Andy Samberg, Alexander Skarsgård, Marion Cotillard, Noémie Merlant, Vincent Colombe, Patrick Mille, Zita Hanrot, Arinzé Kene, Samuel Barnett, James Murray, Enrique Arce, Camilla Aiko, Seán Duggan, Marinko Prga, Orlando Seale, Harriet Leitch, Claire Lavernhe, Caroline Lena Olsson, Vanesa Glodjo, Ena Kurtalic, Toni Gojanovic, Tom Panay, Ian Dunnett Jnr, Riley Neldam, Patrick McCullough, Katalin Ruzsik, Joe Anders, Anita Major, Sanchia McCormack, Botond Bartus, Dávid Fecske, Lotti Kővári, Ágnes Fekete, Jazmin Elizabeth, Levente Pupics, Ádám Boncz
  • Soggetto: Lem Dobbs, Marion Hume e John Collee basato sul libro Le molte vite di Lee Miller di Antony Penrose
  • Sceneggiatura: Liz Hannah, Marion Hume e John Collee
  • Fotografia: Pawel Edelman
  • Musica: Alexandre Desplat
  • Montaggio: Mikkel E. G. Nielsen
  • Scenografia: Gemma Jackson
  • Costumi: Michael O’Connor
  • Produzione: Kete Solomon e Kate Winslet con Troy Lum e Andrew Mason insieme a Marie Savare e Lauren Hantz in coproduzione con Darin McLeod e Ildikó Kemény con David Minkowski e in associazione con Marion Hume per Brouhaha Entertainment e Juggle Films con MS Participations, Rocket Science, HMP Productions e Sky in associazione con Pasaca Entertainment in associazione con 55 Films e Vogue Studios
  • Genere: Storico
  • Origine: Regno Unito, 2023
  • Durata: 117′ minuti