Vincitore a Cannes 77 di due riconoscimenti – Premio della Giuria e alla Miglior interpretazione femminile, assegnato alle quattro attrici principali tutte insieme – Emilia Pérez è il nuovo bellissimo film di Jacques Audiard, forse il più grande cineasta francese contemporaneo in attività, che di titolo in titolo ha dato vita a opere diverse tra loro e tuttavia attraversate da un comune cuore pulsante. Fin dall’esordio trent’anni fa con Regarde les hommes tomber – disgraziatamente ancora inedito in Italia – la paternità e la violenza dei padri, intesi come generazioni precedenti, da cui lottano per liberarsi i suoi personaggi, sono temi che come un fiume carsico scorrono sotterranei e ricorrenti in tutta la sua intera, splendida, filmografia.
In questo decimo lungometraggio firmato Audiard, l’azione si svolge a Città del Messico dove Rita Mora Castro è un avvocato in carriera, giovane, determinata e ambiziosa che lavora in uno studio legale. Col suo lavoro contribuisce a far assolvere ricchi uxoricidi violenti, mistificando i fatti fino a farli passare per suicidio, in un ambiente compiacente che svuota di senso qualsiasi valore etico di giustizia e verità. Una sera, improvvisamente, dopo l’ultima amara vittoria, riceve una chiamata al suo numero privato; la voce di uno sconosciuto afferma di avere un lavoro per lei che la farà diventare ricca, ma deve cogliere al volo questa occasione andando a un appuntamento in strada, immediatamente e senza sapere nulla di più. Incappucciata e portata via con la stessa dinamica di un rapimento, Rita è condotta nel rifugio segreto del narcotrafficante Manitas Del Monte, il nuovo cliente pronto a informarla sull’incarico che le ha riservato, ma venire a conoscenza della missione ne implica l’incondizionata preventiva accettazione, senza alcuna riserva.

Inizia così, con già tre brani e relativi numeri musicali in questo incipit, un musical moderno che mischiando molti generi differenti – dal dramma alla telenovelas, dalla commedia al noir – sposa il melodramma con un racconto di cui si sconsigliano ulteriori approfondimenti prima della visione, per non rovinare i molteplici colpi di scena. Nato da un’intuizione che il regista ha preso dal romanzo Écoute di Boris Razon, il film ne rielabora con estrema libertà i personaggi mettendoli in musica.

Raccontando il tentativo di fuga del personaggio protagonista dalla violenza in cui è cresciuta – la Emilia Pérez del titolo – il film affronta temi talmente caldi e attuali della nostra contemporaneità da risultare a tratti persino abusati, dalla lotta per l’emancipazione femminile a una riflessione sull’identità di genere, tessendo anche il ritratto impietoso di una società in cui domina pervasivo il denaro, tra collusioni di una politica corrotta e l’ipocrisia di uomini ricchi, avidi e criminali.

Girato prevalentemente in studio Emilia Pérez, oltre a mischiare i generi sul piano narrativo, da un punto di vista formale fonde in modo originale ballo e gestualità, dando continuità a canto e recitazione, creando una certa ‘naturalezza’ dei personaggi. Contributo decisivo per raggiungere tale risultato, l’affiatamento tra le quattro interpreti principali – Zoe Saldaña/Rita, Karla Sofía Gascón/Emilia, Selena Gomez/Jessi e Adriana Paz/Epifanía – giustamente premiate tutte insieme.

La musica originale composta da Clément Ducol unita ai testi che il musicista ha scritto con la compagna, la cantante francese Camille, insieme ai passi di danza disegnati dal coreografo belga Damien Jalet, danno vita a momenti di puro Cinema in cui la macchina da presa stessa sembra danzare con i ballerini al centro della scena; il numero musicale forse più potente, certo quello che più s’imprime nella memoria come un momento iconico, è quello relativo al brano El Mal.

Dopo i premi ricevuti a Cannes 77, le cinque statuette vinte agli European Film Awards tra cui quella al miglior film, adesso Emilia Pérez di Jacques Audiard con dieci candidature è il film più nominato ai Golden Globe – il secondo ne ha soltanto sette – e con queste credenziali si presenta alla porta degli Oscar. Sarà nelle sale italiane il prossimo 9 gennaio distribuito da Lucky Red.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Un incontro col Destino
  3. Frammenti di un musical contemporaneo
  4. Amore come mezzo per affrancarsi dalla violenza
  5. Zoe Saldaña è Rita / Karla Sofía Gascón è Emilia / Selena Gomez è Jessi
  6. Adriana Paz è Epifanía / La già iconica sequenza di El Mal / L’ultimo numero musicale
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    courtesy Ufficio stampa Lucky Red
    © 2024 Page 114 / Why Not Productions / Pathé Films / France 2 Cinéma

IN COPERTINA

Zoe Saldaña è l’avvocato Rita Mora Castro
© 2024 Page 114 / Why Not Productions / Pathé Films / France 2 Cinéma

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Emilia Pérez
  • Regia: Jacques Audiard
  • Con: Zoe Saldaña, Karla Sofía Gascón, Adriana Paz, Selena Gomez, Edgar Ramirez, Mark Ivanir, Eduardo Aladro, Emiliano Hasan, Gaël Murguia-Fur, Tirso Pietriga, Xiomara Melissa Ahumada Quito, Magali Brito, Jarib dit Javier Zagoya Montiel, Sébastien Fruit, Alejandra Reyes, Anabel Lopez, Daniel Velasco-Acosta, James Gerard, Braulio Gómez Bernal, Stéphane Ly-Cuong, Tulika Srivastava, Johanna Rebolledo Marin, Alejandra Ambrosi, Karla Lazo, Gabriela Ceceña, Lucile Chriqui, Sarah Gfeller, Luis Gabriel Gonzalez, Loïc Percheron Lazo, Rosario Zamora, Nathalie Saucedo, Marysol Cordourier, Monica Ortiz, Alonso Venegas Flores, Ana Laura Fortuit, Jonas Paz-Benavides, Tiphanie Ham, Benjamin Díaz Espinoza, Holly-Rose Clegg, Kalvin Winson, Lou Justine Moua Nedellec, Michael Charny, Mohammed Ali Ismail, Katie Valentine, Zelda Rittner, Eric Geynes, Silvia Herraiz, Ángel Romero, Eduardo Lubo, Manuel Sol Mateo, Théo Guarin, Lucas Varoclier
  • Sceneggiatura: Jacques Audiard con la collaborazione di Thomas Bidegain
  • Fotografia: Paul Guilhaume
  • Musica e canzoni: Clément Ducol & Camille
  • Coreografie: Damien Jalet
  • Montaggio: Juliette Welfling
  • Scenografia: Emmanuelle Duplay
  • Costumi: Virginie Montel
  • Produzione: Pascal Caucheteux, Jacques Audiard e Valérie Schermann in coproduzione con Ardavan Safee, Jean-Pierre Dardenne e Luc Dardenne in associazione con David Taghioff, Masha Magonova e Jeremy Levinson con Vincent Maraval, Delphine Tomson, Gary Farkas e Nicolas Celis per Page 114 e Why Not Productions in coproduzione con Pathé, France 2 Cinéma e Saint Laurent di Anthony Vaccarello e in associazione con Library Pictures International con il sostegno di Canal+ e la partecipazione di Ciné+ con France Televisions e il supporto del Centre National du Cinéma et de l’Image Animée, della Région Île-de-France in associazione con Logical Content Ventures, The Veterans, Vixens, Pimienta Films, Les Films du Fleuve e Casa Kafka Pictures
  • Genere: Musicale
  • Origine: Francia, 2024
  • Durata: 132′ minuti