A proposito degli EFA, i premi dell’Accademia Europea del Cinema giunti alla 37ª edizione assegnati ieri sera a Lucerna, più volte abbiamo constatato lo scarso impatto di questi riconoscimenti ampiamente ignorati, complice la mancanza di unità linguistica nel Continente e la costituzione, di fatto, di zone ristrette al di fuori delle quali spesso i film non trovano distribuzione. Quest’anno a sorpresa e nel silenzio complice delle istituzioni, sottomesse alla propaganda di Israele, è stato importante veder dare voce a una ferma condanna dell’aggressività sionista in Medio Oriente.

Il genocidio di Gaza non ha mai ricevuto il biasimo dalle istituzioni politiche europee e il premio come miglior documentario a No other land, realizzato insieme da giovani cineasti israeliani e palestinesi, denunciando l’arroganza dello Stato sionista dà un’importante occasione di visibilità. Nel film, Israele dichiara zona di esercitazione per carri armati una parte di Palestina in cui sorgono villaggi già sulle carte nel XIX secolo, definiti abusivi dalla narrazione ufficiale e demoliti come sotto un’ipocrita parvenza di legalità.

Per l’assegnazione del premio più importante è salita sul palco l’attrice palestinese Hiam Abbass – lanciando alto un forte grido di dolore per i massacri in corso, che appaiono inarrestabili grazie al sostegno yankee – consegnandolo a Emilia Pérez di Jacques Audiard come miglior film, sugellando il trionfo di un’opera originale che ha vinto cinque premi mettendo a segno tutte le candidature ottenute: film, regista e sceneggiatore entrambi a Jacques Audiard, attrice Karla Sofia Gascón e montaggio.

Senza voler togliere alcun merito a un musical bello e imprevedibile come Emilia Pérez, avrei preferito fossero riconosciuti anche La stanza accanto di Pedro Almodóvar, Dahomey di Mati Diop o il nostro Vermiglio di Maura Delpero, anziché assistere all’accentramento di premi sullo stesso titolo che fa sorgere il dubbio, oltre gli innegabili pregi del film in questione, che sia stato dato peso – una volta di più – al cavalcare certi temi insistentemente strumentalizzati.

Meritato anche il premio al miglior attore Abou Sangare protagonista in La storia di Souleymane che vince anche per il suono, ma non mi sarebbe dispiaciuto veder riconosciuta la bella prova di Lars Eidinger nella commedia drammatica tedesca Sterben [morire] di Matthias Glasner che difficilmente troverà circolazione in Italia, senza nomi di grido e una durata di tre ore. Nessun entusiasmo per la prevedibile vittoria di Flow di Gints Zilbalodis come lungometraggio animato.

Bel momento della serata il discorso di Isabella Rossellini che, ritirando il suo premio, ha detto: “sono stata a lungo figlia di, moglie di o musa di… ma questa volta finalmente sono soltanto io”. In attesa di vedere titoli interessanti ancora invisibili da noi, ma di prossima circolazione, come The girl with the needle di Magnus von Horn vincitore per musica e scenografia con due attrici candidate – la sempre sublime Trine Dyrholm e la giovane Vic Carmen Sonne – ecco a seguire l’elenco completo di candidati e vincitori.

ps: quest’anno i candidati nelle categorie miglior documentario e miglior film d’animazione, automaticamente, potevano competere anche nella categoria miglior film per una bizzarra decisione dell’Accademia Europea del Cinema.
Miglior film Europeo: Emilia Pérez (Francia) di Jacques Audiard
Bye Bye Tibériade (Francia, Belgio, Palestina, Qatar) di Lina Soualem
Dahomey (Francia, Senegal) di Mati Diop
Dispararon al pianista (Spagna, Francia, Olanda, Portogallo, Peru) di Fernando Trueba, Javier Mariscal
El sueño de la sultana (Spagna, Germania, India) di Isabel Herguera
Flow – un mondo da salvare (Lettonia, Francia, Belgio) di Gints Zilbalodis
In limbo / W zawieszeniu (Polonia) di Alina Maksimenko
Living large / Život k sežrání (Repubblica Ceca, Francia, Slovacchia) di Kristina Dufková
No Other Land (Palestina, Norvegia) di Yuval Abraham, Rachel Szor, Basel Adra & Hamdan Ballal
Sauvages (Svizzera, Francia, Belgio) di Claude Barras
Il seme del fico sacro (Germania, Francia) di Mohammad Rasoulof
Soundtrack to a Coup d’Etat (Francia, Belgio, Olanda) di Johan Grimonprez
La stanza accanto (Spagna) di Pedro Almodóvar
The substance (Regno Unito, USA, Francia) di Coralie Fargeat
Vermiglio (Italia, Francia, Belgio) di Maura Delpero

Miglior rivelazione Europea – Premio Fipresci: Armand (Norvegia, Olanda, Germania, Svezia) di Halfdan Ullmann Tøndel
Hoard (Regno Unito) di Luna Carmoon
Kneecap (Irlanda, Regno Unito) di Rich Peppiatt
Santosh (Regno Unito, Francia, Germania) di Sandhya Suri
The new year that never came / Anul nou care n-a fost (Romania, Serbia) di Bogdan Mureșanu
Toxic / Akiplėša (Lituania) di Saulė Bliuvaitė
Miglior documentario Europeo: No Other Land (Palestina, Norvegia) di Yuval Abraham, Rachel Szor, Basel Adra & Hamdan Ballal
Bye Bye Tibériade (Francia, Belgio, Palestina, Qatar) di Lina Soualem
Dahomey (Francia, Senegal) di Mati Diop
In limbo / W zawieszeniu (Polonia) di Alina Maksimenko
Soundtrack to a Coup d’Etat (Francia, Belgio, Olanda) di Johan Grimonprez

Miglior film d’animazione Europeo: Flow – un mondo da salvare (Lettonia, Francia, Belgio) di Gints Zilbalodis
Dispararon al pianista (Spagna, Francia, Olanda, Portogallo, Peru) di Fernando Trueba, Javier Mariscal
El sueño de la sultana (Spagna, Germania, India) di Isabel Herguera
Living large / Život k sežrání (Repubblica Ceca, Francia, Slovacchia) di Kristina Dufková
Sauvages (Svizzera, Francia, Belgio) di Claude Barras
Miglior cortometraggio Europeo: Čovjek koji nije mogao šutjeti (Croazia, Francia, Bulgaria, Slovenia) di Nebojša Slijepčević
2720 (Portogallo, Svizzera) di Basil da Cunha
Clamor / Boucan (Francia) di Salomé Da Souza
La fille qui explose (Francia) di Caroline Poggi & Jonathan Vinel
Wander to wonder (Olanda, Francia, Belgio, Regno Unito) di Nina Gantz

Miglior regista Europeo: Jacques Audiard per Emilia Pérez
Andrea Arnold per Bird
Pedro Almodóvar per La stanza accanto
Mohammad Rasoulof per Il seme del fico sacro
Maura Delpero per Vermiglio
Miglior attrice Europea: Karla Sofía Gascón in Emilia Pérez
Renate Reinsve in Armand
Trine Dyrholm in The girl with the needle
Vic Carmen Sonne in The girl with the needle
Tilda Swinton in La stanza accanto

Miglior attore Europeo: Abou Sangare in La storia di Souleymane
Franz Rogowski in Bird
Ralph Fiennes in Conclave
Lars Eidinger in Dying
Daniel Craig in Queer
Miglior sceneggiatore Europeo: Jacques Audiard per Emilia Pérez
Magnus von Horn & Line Langebek per The girl with the needle
Pedro Almodóvar per La stanza accanto
Mohammad Rasoulof per Il seme del fico sacro
Coralie Fargeat per The substance

Premio Carlo Di Palma alla Migliore fotografia Europea: Benjamin Kračun per The substance
Migliore montaggio Europeo: Juliette Welfling per Emilia Pérez
Miglior scenografia Europea: Jagna Dobesz per The girl with the needle
Migliori costumi Europei: Tanja Hausner per Des Teufels Bad / The devil’s bath
Miglior trucco e acconciature Europei: Evalotte Oosterop per Ljósbrot / When the light breaks
Migliore colonna sonora Europea: Frederikke Hoffmeier per The girl with the needle
Miglior suono Europeo: Marc-Olivier Brullé, Pierre Bariaud, Charlotte Butrak, Samuel Aïchoun & Rodrigo Diaz per La storia di Souleymane
Migliori effetti visivi Europei: Bryan Jones, Pierre Procoudine-Gorsky, Chervin Shafaghi & Guillaume Le Gouez per The substance
Premio Eurimages alla miglior co-produzione europea: Labina Mitevska (Macedonia)
Miglior contributo europeo al cinema mondiale: Isabella Rossellini
Premio alla carriera: Wim Wenders

Premio del Pubblico Giovane Europeo: La vita straordinaria di Ibelin (Norvegia) di Benjamin Ree
Lars is lol (Norvegia, Danimarca) di Eirik Sæter Stordahl
Winners (Germania) di Soleen Yusef
EUFA Premio Universitario Europeo: Trei kilometri pâna la capatul lumii (Romania) di Emanuel Pârvu
April (Georgia, Francia, Italia) di Dea Kulumbegashvili
Armand (Norvegia, Olanda, Germania, Svezia) di Halfdan Ullmann Tøndel
Kneecap (Irlanda, Regno Unito) di Rich Peppiatt
Moon / Mond (Austria) di Kurdwin Ayub