– di Lina Maria Jaramillo Vargas –
[segue] Nel corso del nostro studio, ragionando sul fatto che da un certo momento in poi, durante il Rinascimento, c’è una nuova geometria che investe l’architettura, la scultura, la pittura, le stoffe, procurando cambiamento anche nel gusto, si evince che la prospettiva che conta è quella della legge proporzionale che lega fra sé le parti nello spazio architettonico e pittorico, che tendenzialmente fa riferimento a proporzioni semplici.

Per il secondo gioiello a forma di croce analizzato, come si vede nelle immagini sopra, la geometrizzazione indica che il raggio del cerchio minore sta tre volte nella lunghezza delle diagonali, cioè in un rapporto 1:3 e in un rapporto 1:2 rispetto al raggio del cerchio grande, come negli schemi precedenti si hanno alla base dei numeri semplici che fanno pensare a formule di aggregazione e proporzionalità.
Sono state individuate ulteriori corrispondenze sia a livello architettonico che pittorico decorativo: la pianta della sagrestia della chiesa di Santo Spirito a Firenze – progetto di Giuliano da San Gallo con interventi successivi di Simone del Pollaiolo detto il Cronaca, degli anni 1489 / 1496 circa – per la forma architettonica, mentre sul piano pittorico e decorativo il pavimento della cappella del Cardinale di Portogallo, realizzata da Bernardo Rossellino dal 1460, nella chiesa di San Miniato al Monte a Firenze, che ritroviamo anche a Napoli nella chiesa di Sant’Anna dei Lombardi del 1475-1490 sempre opera di Bernardo Rossellino e Benedetto da Maiano.

Inoltre, a livello pittorico, troviamo la stessa forma nel dipinto che raffigura l’immagine di San Biagio, esposta nell’omonima cappella della chiesa di Santissima Annunziata a Firenze, in cui nella veste del santo si può osservare il monile avente funzione di fermaglio che chiude il piviale e che si ripete anche nella decorazione dei guanti.

Altri gioielli che si inseriscono in questo ragionamento sono stati individuati nella miniatura del Libro d’Ore di Lorenzo de’ Medici del 1485, in cui Francesco Rosselli lavorò con altri miniatori (Ashb. 1874 Biblioteca Medicea Laurenziana) e nella Primavera di Sandro Botticelli; dove è presente un prezioso con una struttura che può essere descritta come la congiunzione di due quadrati ruotati a quarantacinque gradi, che creano una figura a stella, realizzata sotto forma di foglia di quercia in cui sono disposte quattro perle a delineare in maniera quasi subliminale il profilo di una croce con una pietra centrale incastonata. Questa struttura geometrizzata può essere confrontata con il piano della città ideale creata da Antonio Averulino (Filarete), compiutamente teorizzata in Sforzinda, inserita in una cinta muraria a forma di stella a otto punte e resa nota dal trattato di architettura dedicato a Francesco Sforza del 1460-1464.

Come si evince quelle individuate sono forme che tornano sovente, frutto dell’aggregazione di figure geometriche semplici che fanno riferimento a formule adottate a vari livelli nelle arti con leggi di progettazione, che possono essere sviluppate sia in grande scala, nella finitura superficiale, come nelle dimensioni più piccole della miniatura. Da qui nasce l’idea che esistessero dei modelli circolanti tra gli artisti che indicavano anche elementi di moda del momento e loro possibili mutazioni nel tempo.
Tale ipotesi comunque ha bisogno di maggiori studi, magari su un campionario più esteso di codici miniati realizzati anche da altri miniatori dell’epoca, per studiare più approfonditamente gli schemi strutturali dei gioielli.