Si svolge a Catania la mostra che celebra il noto artista Henri de Toulouse-Lautrec, con 150 opere provenienti dall’Herakleidon Museum di Atene.

Tramite manifesti pubblicitari, disegni, litografie, illustrazioni, acquerelli, video, fotografie e arredi del tempo, rivive al Palazzo della Cultura la sfavillante Belle Époque parigina, con le vicende dei bohémiennes, la vita di teatri e locali di intrattenimento come il Moulin Rouge, degli artisti di Montmartre, delle riviste umoristiche, delle cocottes.
L’esposizione comprende 11 sezioni tematiche e si avvia presentando l’artista e la sua epoca, per poi svilupparsi in consonanza con i mutamenti storici, sociali, tecnologici e architettonici della Parigi di fine ʼ800.
La prima sezione è dedicata allo studio dell’incisione e della tecnica litografica, che rappresentarono la più alta passione artistica di Toulouse-Lautrec. Si osservi ad esempio la litografia Pour Toi!…, del 1893, in cui protagonista è il fagottista Désiré Dihau, attivo all’Opéra e parente dell’artista; l’immagine, che vede il suonatore impegnato in un assolo, divenne la copertina di uno spartito e di essa grazie alla mostra possiamo anche seguire il processo creativo che conduce all’attuazione, dal disegno preliminare alla pietra litografica, alla prima stampa e alla versione conclusiva.
Degna di nota anche la litografia a colori che rappresenta Jane Avril, ballerina soprannominata “la Melinite” per l’energia esplosiva sprigionata sulla scena; alla donna è dedicata un’intera sezione, così come ad Aristide Bruant e Yvette Guilbert, tutti protagonisti indiscussi delle notti parigine e idoli irresistibili per Toulouse-Lautrec. Ben tre sezioni sono dunque riferite alle scene notturne di Parigi, del cui star-system l’artista fu attivissimo promotore tramite una pubblicità che fece assurgere a icone gli artisti propagandati. Con la Avril, stella del cabaret parigino, egli fu così amico da indossare i suoi vestiti e farsi fotografare per gioco. La donna è ritratta mentre assiste a un caffè-concerto con aria raffinata e un distinto abito nero sul manifesto Divan Japonais o mentre si lancia in uno sfrenato can can insieme ad altre danzatrici nella Troupe de Mlle Églantine (1896).

Aristide Bruant, cabarettista e cantautore, ammirò molto i manifesti del conte, che dal canto suo scelse di immortalarlo in varie stampe e litografie, come Aristide Bruant nel suo cabaret ; ivi il cantante occupa lo spazio quasi per intero con la sua massiccia figura, sintetizzata con campiture essenziali di colore, tra cui spiccano quelle nere di cappello e mantello. Fu proprio quel linguaggio figurativo, caratterizzato dalla resa schematica e minimalista di forme e colori, a far diffondere le sue immagini a macchia d’olio e a renderlo dunque tanto celebre, poiché i manifesti sono semplici e riconoscibili anche da lontano. Il pittore infatti fa in modo che i suoi personaggi vengano ricordati mediante la focalizzazione di alcuni tratti salienti, come i guanti neri, lunghi fino al gomito, della Diseuse (“la fine dicitrice”) Yvette Guilbert. Ella, attrice e cantante, compare in un album di litografie che l’esposizione presenta per intero, insieme alla riproduzione di una rara incisione della canzone A l’hotel du numero trois, che la donna intona.
La quinta sezione comprende disegni che si collocano dal periodo adolescenziale alla maturità, a matita e a penna. Li troviamo fortemente espressivi e per questo intensi, se non mordaci. Il disegno infatti ha rappresentato per l’artista un mezzo di sfogo nel lungo periodo di staticità dovuto alle fratture (che gli procurarono il nanismo) di evasione dal tedio delle cure termali e di quelle cliniche nel periodo del ricovero a Neuilly. È la fase degli schizzi di visi, sagome, pose, caricature; in mostra, ad esempio, il ritratto del padre Adolphe o il foglio in cui Toulouse-Lautrec si autorappresenta sfacciatamente nudo.
La sesta sezione ricorda le collaborazioni con riviste satiriche, la cui rapida diffusione testimonia come il tempo della lettura si fosse piacevolmente ampliato nel corso della Belle Époque. Il gossip di giornali come Le Rire smaschera impietosamente l’universo politico e militare, se non anche i divi dei locali parigini. Il conte, nella fattispecie, realizza delle vignette per l’anarchica L’Escaramouche, in cui sorprende vedervi attaccato persino il padre mentre sta sbafandosi un panino con ingordigia, accompagnato dalla didascalia “Un rozzo! Un autentico rozzo!”.

La settima è la sezione dedicata al divertissement degli intrattenimenti parigini, dagli spettacoli del Moulin Rouge ai concerti dell’Opéra, al cabaret e alle tragedie greche. L’artista infatti affermava di star sempre bene in teatro, qualunque fosse lo spettacolo, poiché da esso ne discendevano comunque gioia e diletto. Per quanto concerne dunque le scene teatrali, in cui in genere l’artista si rifà alle xilografie giapponesi e ai palchi teatrali di Daumier, in mostra ammiriamo le brillanti litografie per la raccolta Le café concert.
L’ottava sezione si intitola, non a caso, Cavalli e cavalieri, poiché il padre di Toulouse-Lautrec era dedito alla caccia e a lunghe passeggiate con il cavallo; il figlio condusse un’infanzia idilliaca tra i vari castelli di famiglia, circondato da amici e cavalli e per questi ultimi ebbe una passione così grande da far esclamare all’amico editore Thadée Natanson che “Henri amava gli animali meno delle donne ma più degli uomini”. Nella sezione compaiono anche disegni del periodo adolescenziale, che rivelano come l’artista fosse molto vicino alla condizione di enfant prodige, mentre altri disegni ancora, dedicati ai cavalli, sono realizzati per ottenere la dimissione dalla clinica per malati mentali. Ricordiamo in particolare The pony Philibert, in cui il pittore celebra il cavallo che lo trainava su un calesse per le vie di Parigi negli ultimi due anni di vita, quando le condizioni di salute dell’uomo erano ormai precarie.
La nona sezione ripercorre l’impegno editoriale di Toulouse-Lautrec, che nonostante le notti di bagordi si metteva al lavoro con energia e lucidità, per le riviste umoristiche come per le copertine di spartiti musicali e testi pregiati; si pensi ad esempio alle illustrazioni e alle litografie per la copertina del libro di Au Pied du Sinaï di Georges Clemencau (futuro presidente della Repubblica) che descriveva la vita nelle comunità ebraiche di vari paesi d’Europa.

La decima ricorda le frequentazioni con poeti, editori e altri intellettuali, come i direttori della rivista letteraria Revue Blanche, per cui il conte disegnò il manifesto in cui compare la sfarzosa Misia Natanson, moglie dell’editore; l’undicesima sezione, infine, riporta alla mente proprio le parole di quest’ultimo: “Signora, operaia, ballerina o ragazza, appena in presenza di una donna l’intelligenza di Lautrec si mette al lavoro”. L’artista infatti amò osservare per ore le donne, che fossero cantanti e attrici dalla seduttività forzata o prostitute delle maison closes, e le rappresentò senza moralismi e pregiudizi; nessun presupposto documentario o caricaturale, solo motivazioni contemplative, riflessive e probabilmente nostalgiche, come nel caso della donna incontrata su una nave e mai più ritrovata, La passeggera della cabina 54.
Le immagini di Toulouse-Lautrec sono dunque emblema e specchio di un’epoca trascorsa, che a sua volta a esse è indiscutibilmente legata e che insieme a quelle pregevoli opere d’arte non possiamo fare a meno di ricordare.
Dettagli
Didascalie immagini
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Henri de Toulouse-Lautrec, Jane Avril, 1893, litografia a colori, 124x91,5 cm
© Herakleidon Museum, Athens, Greece.
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Henri de Toulouse-Lautrec, Troupe de Mlle Églantine, 1896, litografia a colori, 61,7x80,4 cm
© Herakleidon Museum, Athens, Greece.
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Henri de Toulouse-Lautrec, Il fantino, 1899, litografia a colori, 51,1x35,5 cm
© Herakleidon Museum, Athens, Greece.
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Henri de Toulouse-Lautrec, La Revue Blanche, 1895, litografia a colori, 125,5x91,2 cm
© Herakleidon Museum, Athens, Greece.
© Herakleidon Museum, Athens, Greece.
© Herakleidon Museum, Athens, Greece.
© Herakleidon Museum, Athens, Greece.
© Herakleidon Museum, Athens, Greece.
IN COPERTINA
Henri de Toulouse-Lautrec, Troupe de Mlle Églantine, 1896, litografia a colori, 61,7x80,4 cm
© Herakleidon Museum, Athens, Greece.
[particolare]
Orari:
da lunedì a domenica, 10.00 - 20.00.
Dove e quando