Dal 1° febbraio presso il Castello Maniace di Siracusa è visitabile una mostra dedicata a due secoli di arte siciliana, Visioni d’arte in Sicilia tra Ottocento e Novecento. Sciatuzzu mio, a cura di Mery Scalisi e con l’organizzazione di Mediterranea Arte.
L’evento intende far scoprire e valorizzare le opere d’arte del territorio, vertendo sui capolavori di grandi protagonisti dell’arte italiana ed europea, dalla tradizione ottocentesca alle avanguardie novecentesche.
Il sottotitolo di “Sciatuzzu mio”, che sta in siciliano per “respiro mio”, incarna il profondo senso di intimità che lega l’artista siciliano alla sua terra, per la quale egli nutre un sentimento di affetto e attaccamento che intride ogni sua opera.
L’esposizione è organizzata in due sezioni, una dedicata all’Ottocento e l’altra al Novecento. Il fil rouge che unisce le opere ottocentesche è di certo la luce, quella che anima le scene di vita agreste, i ritratti ma anche i paesaggi, ove più realistici, ove più trasfigurati. La pittura qui riflette l’anima isolana, scandendo ritmi, luoghi e attività della sua gente.

La linea decorativa liberty ricama e impreziosisce con la sua doratura i copricapi velati delle due figure femminili in Assorta di Ettore De Maria Bergler, dove la pittura con il suo colore e le sue pennellate inizia a dominare sullo spazio e sulla figuratività, sebbene quest’ultima ancora fondante. Pennellate sempre più libere, guizzanti e fumose nel Ritratto di donna di Onofrio Tomaselli (maestro di Guttuso), seppur esso sempre aderente al reale in forme, dettagli, proporzioni: un connubio perfetto fra tradizione e apertura al nuovo.
Nei Partigiani di Pippo Rizzo la scelta di una tematica storica abbraccia la semplificazione futurista delle forme; ma neanche la storia rappresentata è scevra da contatti avanguardisti se pensiamo che il ricorso alle armi (qui impugnate dai partigiani raffigurati) per distruggere e innovare ha solleticato l’immaginario futurista.

Fausto Pirandello predilige i nudi, bagnanti flaccidi e cedevoli abbozzati nella “sanguigna” omonima, che si riagganciano a Cèzanne e a tanta pittura siciliana coeva, come Guttuso o Lia Pasqualino Noto; nudi aderenti e al contempo distanti dal visibile, sospesi in un’atmosfera da “realismo magico” che ne accentua il loro carattere fatuo.
Con Carla Accardi e il suo Bianco Nero siamo già nel metalinguismo dell’informale segnico, quell’arte che non rimanda ad altro che a sé stessa; la rappresentazione è bicromatica, essenziale come la filosofia zen poiché incentrata su grossi “marchi” calligrafici.
Echi surrealisti e dechirichiani nella metafisica Battaglia di Jean Calogero, ove i guerrieri figurano come manichini istrionici e sanguinari, simili a pupi siciliani.
Denso di nostalgia e grigiore il mesto paesaggio urbano di Piero Guccione, Senza titolo, in cui le pennellate espressive materiche si accavallano come i cumuli di cemento degli edifici rappresentati.
Rara l’acquaforte di Guttuso Altro specchio, altre brame, dal carattere torbido e grottesco, perché una donna nuda, impiccata, è avvinghiata da un’oscura figura con cappuccio.

Prosegue quindi in Sicilia una pregevole mission di rigenerazione culturale, affidata questa volta alla riscoperta e promozione del “genio” locale, che ha contribuito a scrivere la storia dell’arte degli ultimi secoli. Come afferma la stessa curatrice Mery Scalisi, “questa mostra è il mio modo di dire grazie alla Sicilia, una terra che ti prende e ti restituisce a te stesso, che ti fa sentire parte di una storia più grande”.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Ettore de Maria Bergler, Assorta, periodo di esecuzione non noto, olio su tavola, 40x29cm
  2. Pippo Rizzo, Partigiani, 1954, olio su carta, 44×61,5cm
  3. Piero Guccione, Senza titolo, 1960, olio su tela, 80x100cm
  4. Renato Guttuso, Altro specchio altre brame, 1975, acquaforte su foglio, 50x35cm

IN COPERTINA

Pippo Rizzo, Partigiani, 1954, olio su carta, 44×61,5cm

courtesy Ufficio stampa Valentina Lucia Barbagallo

Sito web: https://www.comune.siracusa.it/vivere-il-comune/eventi/visioni-darte-in-sicilia-tra-ottocento-e-novecento-sciatuzzu-miu

Dove e quando

Evento: Visioni d’arte in Sicilia tra Ottocento e Novecento. Sciatuzzu mio

Indirizzo: Castello Maniace, 51 - Siracusa
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Fino al: 12 Aprile, 2026