Grazie a un progetto congiunto tra l’Università di Catania e il Parco archeologico di Catania e della Valle dell’Aci, ha aperto al pubblico per la prima volta a Catania il Portico dell’atleta, ipogeo scoperto negli anni Novanta sotto la storica via Crociferi. Quest’ultima è già nota per il suo pregio, poiché custodisce chiese e altri edifici barocchi riconosciuti come “Patrimoni dell’umanità”, oltre a essere stata scenario del film Storia di una capinera.

Le parti greco-romane della città infatti sono state nel tempo stravolte da eruzioni e terremoti, ma anche oggetto di lavori di ricerca, recupero e fruizione da parte delle istituzioni locali.
Il Portico dell’atleta è stato letto dagli archeologi come un monumentale criptoportico, cioè un corridoio aperto seminterrato, tipico dell’architettura romana, accessibile da una piccola porta sotto la scalinata Alessi e costruito sul declivio sud-est della collina di Montevergine (l’area più antica della città di Catania, abitata sin dall’epoca preistorica). Probabilmente doveva far parte di un più ampio edificio pubblico ed è stato in uso dal I al VI secolo d.C.

Il corridoio, scandito da nicchie ed esedre, è caratterizzato da un percorso a mosaico e all’interno è esposta la Statua dell’atleta, torso marmoreo di un giovane ritrovato nella nicchia murata dello stesso sito nel 1989. Si attendono le indagini petrografiche sul marmo e quelle archeometriche, quindi la datazione approssimativa dell’opera è del I sec. d.C. Lo scultore ripercorre fedelmente l’anatomia umana, che possiamo apprezzare nonostante le parti tronche: le forme corporee del giovane infatti sono verosimili e molto naturalistiche in tutte le loro fattezze, dalla muscolatura all’incarnato morbido e liscio valorizzato dal marmo candido e levigato. Nel I secolo d.C. spesso la produzione scultorea si basava sulla riproduzione in marmo di sculture greche, generalmente in bronzo, dell’epoca classica; l’atleta potrebbe rappresentare un esempio di tale consuetudine, ma ciò non ne inficia le eccellenti qualità e la valenza storico-artistica.

Nei prossimi mesi il Parco archeologico di Catania svolgerà interventi di restauro sul Portico e sull’Atleta e i cantieri saranno aperti all’osservazione del pubblico durante le visite ordinarie.
Il Portico dell’atleta riflette dunque l’evoluzione urbanistica di Catania antica e il ruolo polifunzionale dei criptoportici romani, veri e propri spazi scenografici, tecnici e rappresentativi, in grado di regolare dislivelli, accogliere flussi o ospitare attività pubbliche e private.
Poiché il contesto archeologico non è completo in tutte le sue parti e considerati anche i numerosi interventi per il riuso degli spazi nel tempo, si è pensato di renderlo più leggibile tramite un’apposita ricostruzione virtuale immersiva, con immagini dinamiche, comprensive anche di decorazioni parietali, musive e scultoree, e un narratore che guida il visitatore in un suggestivo viaggio nel tempo, dalla Catania greca fino a quella romana.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Portico dell’Atleta, la statua
    foto Melamedia
  2. L’atleta
    foto Melamedia
  3. Portico dell’Atleta, un’immagine degli ambienti sotto la via Crociferi
    foto Daniele Malfitana

IN COPERTINA

Portico dell’Atleta, la statua
foto Melamedia

courtesy Ufficio stampa Unict, Mariano Campo
Ufficio Stampa “Parco Archeologico di Catania e della Valle dell’Aci”
Melamedia | Carmela Grasso

Visite

martedì e giovedì
15:00 – 18:00

Sito web: https://parchiarcheologici.regione.sicilia.it/blog/catania-torna-alla-luce-il-portico-dellatleta/

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Catania, cortile Alessi
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