In corso presso il Parco archeologico di Selinunte la mostra Pericolo estinzione, di Stefano Bombardieri e a cura di Anna Lisa Ghirardi. L’esposizione riflette sulla crisi ecologica mettendo strettamente in simbiosi la rappresentazione dell’uomo e della natura, in un dialogo costante con il contesto archeologico.
In vari punti del Parco sono collocate quindici sculture monumentali che rappresentano animali, bambini e totem verticali, realizzati in vetroresina e polistirene resinato. Sembrerebbero rivestire una mera funzione decorativa ed estetica, ma sono altresì media narrativi, strumenti di un’indagine che interroga lo spettatore sull’attualità.

La personale di Bombardieri oltrepassa la tematica del pericolo estinzione delle specie animali: in ballo c’è anche la vita dell’essere umano e la sua capacità di proteggere e di proteggersi; la sua etica deve essere infatti profondamente ridiscussa e ribaltata, poiché le sue azioni determinano conseguenze distruttive.
L’essere umano è fragile e vulnerabile come il rinoceronte, forte e al tempo stesso attaccabile: è l’animale totemico dell’artista, l’alter ego che infatti viene presentato, o meglio imprigionato, in Bagaglio rinoceronte, che tratta il tema della migrazione e del trasporto di esseri viventi. Il rinoceronte è intrappolato in una rete anche in RPC – Rhino Petrol Company: le corde lo avvinghiano e i barili lo schiacciano, avvilendolo, e denunciando quindi un sistema basato sullo sfruttamento sconsiderato delle risorse.
Gorilla 723 ha un display digitale al collo che mostra il countdown verso l’estinzione, perché non ci resta un tempo illimitato per agire.

Totem è invece una colonna simbolica, alta sei metri, in cui Bombardieri costruisce strati di narrazione, veri e propri livelli di esperienza universale: il rocco di colonna e il capitello alla base rimandano alla memoria storica e filosofica; la testa barbuta che li sovrasta rimanda alle statue classiche e si pone come simbolo di scissione tra razionalità e immaginazione; l’incudine sopra incarna la capacità umana di plasmare la materia, mentre il rinoceronte rimanda alle nostre responsabilità ecologiche. Terminano la colonna una sfera, allusione al globo terrestre, e un fossile, visto come portatore della memoria biologica della Terra e metafora di resistenza e sopravvivenza.

In Struzzo Rubik uno struzzo nasconde la testa dentro un cubo: non vuole evitare la realtà nascondendosi dentro la sabbia, ma capire un rompicapo e risolverlo. Bombardieri infatti, muovendosi come sempre tra gioco e indagine, tra leggerezza e riflessione, cita il cubo magico di Rubik, tra i giocattoli più venduti al mondo.
Una speranza si accende e rinasce insieme alla bambina che solleva goffamente un elefante o il bambino che gli racconta le pagine di un libro. I bambini sono infatti gli unici esseri umani trattati dall’artista, poiché per lui l’immaginazione e l’ottimismo, qualità peculiari dell’infanzia, consentono di superare ogni avversità. Quindi in Elia e l’elefante e Marta e l’elefante due piccoli protagonisti riescono persino a sollevare un pachiderma, mentre Elefante con bambino è la versione scultorea di una fotografia di Gregory Colbert, in cui un infante legge un libro al grosso animale; Colbert infatti ha colto un momento di simbiosi tra l’umanità e la natura, indicando una via di pacificazione e aprendo uno spazio di ascolto, stupore e rinnovamento.
Ecco dunque come il vento di un tempo antico, intriso del respiro del mare e sospeso nelle vestigia antiche, si sposa a Selinunte con il richiamo alla cura, al recupero, alla salvezza del pianeta.
