Nel programma di Agrigento Capitale italiana della cultura 2025 si svolge presso la Villa Aurea, fino a novembre, la mostra “Tesori d’arte dai musei nazionali”, con ventidue dipinti provenienti da tutte le regioni d’Italia; la rassegna, curata da Pierluigi Carofano, nasce infatti per celebrare la profusione dell’arte in Italia dal Quattrocento al Novecento.
Le opere provengono dai musei nazionali di varie città italiane, ma anche dai depositi museali, allo scopo di far conoscere la ricchezza sommersa di sei secoli di arte e storia, tutti da scoprire.

La mostra è anche l’ultima sessione delle tre che costituiscono il progetto “Tesori d’Italia” e che hanno avuto luogo nella stessa Villa Aurea con altre opere d’arte italiane.
In esposizione quindi capolavori quattrocenteschi come quello nel cui recto Antonello da Messina dipinge la Madonna col Bambino e un Francescano in adorazione e nel verso il Cristo in pietà; si tratta probabilmente di un’effige realizzata per la cella di un frate e ne apprezziamo i rimandi al mondo fiammingo nella tridimensionalità spaziale data dalla balaustra sotto la Vergine, da un lato, e la cornice di marmo illusionistica attorno a Cristo, dall’altro.
Quattrocentesca anche la tavola della Predica della Porziuncola del Maestro di Castel Sardo, dove riscontriamo tutte le peculiarità dei retabli da lui realizzati, come le grandi dimensioni, la preziosa ricchezza figurativa tardogotica e la minuziosità della pittura fiamminga, uniti già a una prima brezza di classicismo cinquecentesco.

Del Cinquecento, oltre a capolavori del Perugino, Sebastiano del Piombo e altri, possiamo ammirare la tavola con il Miracolo degli impiccati di Raffaello Sanzio, da poco giunta in mostra, che rappresenta uno dei miracoli attribuiti a San Nicola da Tolentino: questi avrebbe salvato dall’impiccagione i due fratelli Mizulo e Vanni da Osimo, accusati ingiustamente, sorreggendoli per quattro giorni fino allo scioglimento delle corde. L’opera è ritenuta parte della predella della pala dell’Incoronazione di San Nicola da Tolentino, costituita da tre tavole commissionate nel 1500 a Raffaello e ad Evangelista di Pian di Meleto; le tavole dovevano rappresentare scene della vita di San Nicola e un terremoto nel 1789 danneggiò gravemente l’opera, che non fu restaurata, ma divisa in parti che oggi sono collocate in varie collezioni museali, in Italia, Francia, America.

Del Seicento ammiriamo ad esempio l’olio su tela Nettuno e Coronide di Luca Giordano, che ricorda Caravaggio per l’utilizzo di forti contrasti chiaroscurali, per il punto di vista ravvicinato sui personaggi e la loro dinamicità. Del Settecento ammiriamo la Visione di San Nicola da Tolentino del molisano Nicola Maria Rossi, che come il suo maestro Solimena è catturato dalla pittura arcadica e sceglie di guardare più al mondo classico che al contemporaneo barocco.
Si giunge quindi all’Ottocento con il realistico Cane di Giuseppe Palizzi, che dà spazio alla figuratività come a una pittura dominata dal colore e dal gesto. Ancor di più il colore prorompe e domina nell’arte novecentesca di Carlo Levi, che chiude la mostra con la Santarcangelese, raffigurante la sua domestica di Sant’Arcangelo; l’artista così vuole commemorare la vita rurale lucana, ma con un linguaggio formale attento ai cambiamenti del tempo.

Un’unica mostra quindi condensa in sé ancora una volta, presso la Capitale della cultura, la valorizzazione del patrimonio artistico, gli studi storici in merito e l’identità culturale di una nazione.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Antonello da Messina, Madonna col Bambino e un Francescano in adorazione (recto), 16×11,9 cm, tempera grassa su tavola, Messina, Museo Regionale
  2. Raffaello Sanzio, Miracolo degli impiccati, 22,5×44,7 cm, olio su tavola, Urbino, Galleria Nazionale della Marche Pisa, Museo Nazionale di Palazzo Reale
  3. Luca Giordano, Nettuno e Coronide, 128×181 cm, olio su tela, Agrigento, Museo Civico (deposito permanente da Palermo, Palazzo Abatellis)
  4. Filippo Palizzi, Cane, 49×46 cm, olio su tela, Napoli, Certosa e Museo di San Martino

IN COPERTINA

Antonello da Messina, Madonna col Bambino e un Francescano in adorazione (recto), 16×11,9 cm, tempera grassa su tavola, Messina, Museo Regionale

courtesy Ufficio stampa Fabrizio Kuhne

Orari: 8:30 – 20:00 (ultimo ingresso ore 19:00)

Sito web: https://parchiarcheologici.regione.sicilia.it/valle-templi/

Dove e quando

Evento: Tesori d’arte dai musei nazionali italiani

Indirizzo: Villa Aurea - Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento
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Fino al: 30 Novembre, 2025