Dal 10 marzo presso il Museo Mandralisca di Cefalù è aperta al pubblico l’esposizione “Manna dal cielo – Giorgio Vasari pittore”, grazie alla collaborazione tra la Fondazione Culturale Mandralisca e la Galleria Regionale di Palazzo Abatellis di Palermo. La mostra è inclusa nelle celebrazioni che ricordano il 210° anniversario della nascita del barone Enrico Pirajno di Mandralisca e concerne due tavole dipinte dal Vasari, poste in dialogo con la pregiata edizione del 1681 del testo vasariano Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architetti.
Le due opere provengono dalla collezione di Palazzo Abatellis, rappresentano “La caduta della manna” e sono state realizzate nel 1545 per il refettorio di Santa Maria di Monteoliveto di Napoli. Ivi il pittore aretino era stato invitato da Gianmatteo d’Aversa, generale degli Olivetani, e sostenuto da don Miniato Pitti, suo estimatore, per realizzare un ciclo decorativo dal forte intento educativo e morale. Nell’800, con la spoliazione di chiese e monasteri, le composizioni pittoriche di Monteoliveto confluirono nelle reali collezioni borboniche e le due tavole vasariane, prive del quadro centrale, giunsero a Palermo nel 1828, in quanto dono di Francesco I di Borbone per onorare la nascita della pinacoteca regia.

A proposito delle grandi rappresentazioni di Monteoliveto, scrive il Vasari nella seconda edizione delle Vite: “Vi feci sei tavole ad olio, alte sette braccia, cioè tre per testata. In tre, che sono sopra l’entrata del refettorio, è il piovere della manna al popolo ebreo, presenti Moisè et Aron che la ricogliono, nel che mi sforzai di mostrare nelle donne, negl’uomini e ne’ putti diversità d’attitudini e vestiti, e l’affetto con che ricogliono e ripongono la manna ringraziandone Dio”. Le due tavole giunte in Sicilia rappresentano infatti l’episodio biblico raccontato nell’Esodo, ossia la caduta della manna nel deserto; nella tavola di destra è raffigurato Mosè, dal corpo massiccio, che indica la manna agli astanti; tra loro ravvisiamo l’autoritratto del Vasari e probabilmente anche i ritratti dei collaboratori Raffaellino del Colle e Stefano Veltroni. Nella tavola di sinistra, uomini, donne e bambini si affaccendano, chi più compostamente, chi con celerità (l’uomo barbuto sembra raffigurato “in corsa”), nella raccolta della manna, da riporre in enormi anfore di stampo classicheggiante. Nella tavola di centro, che è andata dispersa, Mosè, Aronne e altri personaggi assistono alla caduta del “pane” provvidenziale, come si arguisce dal disegno preparatorio dell’École nationale supérieure des beaux-arts di Parigi.
I dipinti testimoniano la diffusione del manierismo fiorentino a Napoli grazie al Vasari, le cui figure assumono infatti pose sceniche prettamente “manieriste” ed espressioni dense di pathos e partecipazione, su corpi in torsione virtuosa e di stampo michelangiolesco per le anatomie corpulente e modellate. Si notano anche i timbri cromatici, peculiari del manierismo tosco-romano.

La mostra “Manna dal cielo” è un valido esempio di come la sinergia tra le istituzioni culturali possa estendere e favorire la fruizione del patrimonio artistico; ma soprattutto ribadisce, tramite la valorizzazione della conoscenza di un insigne artista e storico dell’arte italiana, come l’ambito “isolano” non debba mai essere sinonimo di “isolato”.

Didascalie immagini

  1. Giorgio Vasari, La caduta della manna, 1545, vela sx, olio su tavola; (fonte
  2. Giorgio Vasari, La caduta della manna, 1545, vela dx, olio su tavola, (fonte

IN COPERTINA
Le due tavole del Vasari in mostra, Museo Mandralisca, Cefalù

Luogo:
Museo Mandralisca, Via Mandralisca 13, Cefalù
Orario:
9,00 – 19,00 (tutti i giorni);
solo nei giorni festivi di Pasqua e lunedi’ dell’Angelo
9,00-12,30 / 15,30-19,00.
Luglio-agosto:
apertura continuata dalle ore 9,00 alle ore 23,00.

Dove e quando

Evento: Manna dal cielo. Giorgio Vasari pittore
  • Fino al: – 31 October, 2019
  • Sito web