La Fondazione Federico II presenta Lock Down, opera di Jago, nel cortile Maqueda del Palazzo Reale di Palermo. Il titolo invita a “guardare in basso” e non solo in senso letterale per il visitatore che entra nel cortile o si trova in alto tra i portici: Jago chiede anche di rivolgere concettualmente lo sguardo al mondo sommerso di umili, vinti, reietti.
L’opera è un neonato in marmo che giace al suolo, rannicchiato come un feto e rivolto verso la Cappella Palatina, luogo emblematico per l’incontro tra religioni e culture diverse; il bambino quindi incarna lo sguardo dell’arte verso i più fragili ma anche verso l’alterità, verso ciò che a volte è liquidato come estraneo e accantonato solo perché diverso: l’arte di Jago pone il visitatore dinanzi a una questione sociale e lo chiama all’ascolto dell’altro.

Tra l’opera e il contesto nasce dunque una dialettica condivisa nonostante l’apparente stridore visivo tra i due. Il bambino inoltre è così aderente al visibile da caricare l’operazione di Jago di senso e umanità: i solchi che attraversano il corpicino dell’infante ripercorrono fedelmente le pieghe delle membra raggomitolate, e le curve del modellato assecondano la distensione a terra con precisione scientifica. La durezza del marmo, che è il bianco Danby, proveniente dalle cave del Vermont, appare quindi affievolita dalla morbidezza della figura accoccolata e il naturalismo della scultura antica si coniuga alla poetica concettuale di un artista contemporaneo; artista che chiede alle sue opere di non essere solo veicoli di concetti e informazioni, ma anche spazi aperti tramite cui il visitatore possa riorganizzare e reinterpretare i dati proposti sino a far parte dell’opera stessa. Jago afferma infatti: “Produco un’immagine che ha una forma fisica, un titolo e dice inevitabilmente delle cose, ma sto imparando nel tempo a sbilanciarmi sempre meno su quelli che sono i miei significati. Perché la ricchezza è quella di poter dare all’altro, attraverso la propria opera, uno spazio di intervento. Mi piace pensare che un’opera di valore sia capace di ospitare i contenuti degli altri”.

L’opera – prosegue Jago riguardo il dialogo tra Lock Down e Palazzo Reale – può avere la capacità di sottolineare le caratteristiche dello spazio che la circonda ma è sicuramente assoggettata al valore, alla storia e al racconto che quel luogo, inevitabilmente, impone sull’opera stessa. È un po’ come quando noi esseri umani ci troviamo a frequentare dei luoghi e ci sentiamo condizionati dagli stessi. La relazione della mia opera con Palazzo Reale è esattamente come quello che ogni visitatore può provare all’interno di questi spazi. È il rapporto di chi ha la possibilità di farsi opera d’arte. Viaggiare, muoversi, frequentare quegli ambienti, infatti, vuol dire diventare opera d’arte. Questo è il grande privilegio che questi spazi, regalati dal tempo e magnificamente custoditi, hanno la forza di concederci”.

Inizialmente l’opera di Jago, concepita nel 2020, era stata collocata in Piazza del Plebiscito a Napoli, durante il periodo da cui prende il titolo, quello del lockdown; successivamente fu esposta nel deserto di Al Haniya negli Emirati Arabi Uniti con il titolo di Look Here e subì un atto vandalico. Originariamente infatti faceva parte dell’opera una catena di ferro, che rappresentava il cordone ombelicale, ora quindi non più presente. Nel 2023 l’installazione di Jago fu riportata in Italia e collocata di fronte al Colosseo. Oggi è nel seicentesco cortile Maqueda e ciò, come ricorda anche la direttrice generale della Fondazione Federico II, Patrizia Monterosso, è spunto propulsivo di tutela e valorizzazione della bellezza.
Jago è incantato dal capoluogo siciliano, tanto da affermare: “Sono spaventato dai luoghi di cui credo di potermi innamorare e Palermo è uno di questi. Sarò in grado di poter condividere le sensazioni che mi trasmette al termine di questa esperienza di installazione perché avrò modo di approfondirle, ma temo che la mia frequentazione sarà accompagnata da un sentimento di sofferenza perché ciò accade quando ti innamori di un luogo e devi lasciarlo. E sono sicuro che di Palermo mi innamorerò facilmente”.

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  1. Jago, Lock Down
  2. Jago, Lock Down, vista dall’alto
  3. Jago, Lock Down, vista dal basso
  4. Jago, Lock Down tra i portici

IN COPERTINA

Jago, Lock Down

Orari

dal lunedì al sabato
dalle ore 8:30 alle ore 16:30;
domenica e giorni festivi
dalle ore 8:30 alle ore 12:30

Sito web: https://www.jagopalazzoreale.it

Dove e quando

Evento: Lock Down

Indirizzo: Palazzo Reale - Piazza del Parlamento, 1 - Palermo
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Fino al: 03 Giugno, 2024