Sculture internazionali di grandi artisti, da Rodin a Giacometti, sono esposte a Siracusa in “Ciclopica”, a cura di Vincenzo Sanfo. L’esposizione documenta lo snodamento del concetto di scultura nel corso di ben due secoli, dall’Ottocento a oggi, in un universo popolato di figure ossute ed esili, teste multicolore, abiti-scultura a ventaglio rigonfi come bomboniere, busti neri come i pittogrammi umani dei segnali stradali, corpi realistici ma scuri e lucidi, enormi blocchi di forme colorate ed essenziali come i regoli dei bambini ma destrutturate, aperte, scomposte.

Plurimi e vari, dunque, i linguaggi formali, come la scelta tipologica dei materiali, che spazia dai più tradizionali marmo e bronzo, alla carta, alla terracotta, al poliuretano, e ancora alla plastica, alla vetroresina e a molti altri, a testimoniare l’eterogeneità dell’arte contemporanea e la molteplicità delle opportunità strumentali degli artisti di oggi.
Il percorso della mostra inizia offrendo esempi che anticipano i contenuti esposti e che rappresentano tre direzioni della scultura a livello internazionale, quelle relative ad Africa, Asia, Europa. Osserviamo infatti una testa in pietra di Buddha, risalente al XVI secolo e proveniente dalla Cina, una scultura ellenistica e un gruppo di maschere africane antiche e rituali.
Diversificata anche la provenienza geografica degli artisti in mostra, provenienti da ogni angolo del globo (Stati Uniti, Canada, America del Sud, Africa, Europa).

Tra le opere esposte, circa cento, figura Rodin con un bozzetto dei Borghesi di Calais, di provenienza francese; l’opera era nata per commemorare un episodio della guerra dei cent’anni, quando sei cittadini francesi si offrirono con il cappio al collo all’esercito inglese per liberare la città. Il gruppo scultoreo rende pienamente il significato del sacrificio compiuto (poi fortunatamente risparmiato dalla pietà della regina inglese), data l’espressività drammatica e fiera delle figure scolpite.
Inconfondibili le figure umane oblunghe e filiformi di Alberto Giacometti, come i corpi “cifrati” di Rabarama, per le membra che recano tasselli incastrati come i pezzi di un puzzle. Monumentali, e peraltro in ciò eredi dell’arte di Diego Rivera, le opere dello scultore messicano Sebastián, per cui la monumentalità è appunto strada imprescindibile per aspirare al sublime e stupire il pubblico.

Incuriosiscono le opere dell’originale artista cinese Zhang Hong Mei, ospite recentemente della Biennale di Venezia e ormai così nota da essere contesa dai collezionisti di ogni parte del mondo; ella rivisita le teste dell’Esercito di terracotta, un gruppo di statue collocate nel Mausoleo del primo imperatore Qin a Xi’an (mausoleo Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO); si tratta di un esercito simbolico, destinato a servire l’imperatore cinese. Zhang Hong Mei “squadra” i volti dei guerrieri con campiture di colori vivaci, in consonanza con la riflessione peculiare della sua poetica, quella sul tema del colore: le cromie infatti possono scandire e ravvivare la vita urbana, mutare la percezione di spazi e luoghi e conferire una nuova chiave di lettura, contemporanea e sfaccettata, alle opere d’arte antiche.
Presente a Siracura è Mario Giansone, artista poco noto al grande pubblico, ma gradito a personaggi del calibro di Umberto e Gianni Agnelli, che con le sue opere arredarono il palazzo della SAI. Fu invitato alla Biennale di Venezia e Peggy Guggenheim gli richiese la donazione di un’opera, ma egli rifiutò, sancendo in modo singolare l’intimismo della sua arte; arte che privilegia la materia come strumento espressivo, come notiamo nella Pietra dell’amore, in mostra.

Molti altri gli artisti presenti in “Ciclopica”, da Marino Marini a Mimmo Paladino, Arman, Pablo Picasso, Asger Jorn, Luigi Mainolfi, Henry Moore, etc. Alcuni vengono anche riscoperti, come Franco Garelli, esponente di punta della scultura degli anni ’60 in Italia, capace di spaziare da opere in terracotta di grandi dimensioni a sculture risultanti dall’aggregazione di frammenti prelevati dalla vita quotidiana.
Davvero una ricca scorribanda artistica, dunque, quella proposta dalla città siciliana, ove la scultura è protagonista in una panoramica “ciclopica” e con una scelta di linguaggi ugualmente ampia e significativa.

Didascalie immagini

  1. Opere esposte in Ciclopica
  2. Opere esposte in Ciclopica
  3. Opere esposte in Ciclopica
  4. Opere esposte in Ciclopica

IN COPERTINA
Opere esposte in Ciclopica
[particolare]

Luogo: ex convento di San Francesco, Siracusa
Orari:
Aprile, maggio, giugno e ottobre:
da lunedì a domenica
dalle 10:00 alle 20:00.
Luglio, agosto e settembre:
da lunedì a domenica
dalle 10:00 alle 22:00
(ultimo biglietto alle 21:00)

Aggiornamento del 31 maggio 2019
La mostra è stata chiusa per falso
per i sospetti su due opere attribuite
al maestro Alberto Giacometti.
Astenendoci da qualsiasi commento,
attendiamo notizie dagli inquirenti
e vi aggiorneremo non appena
ce ne saranno di certe.

Aggiornamento al 5 giugno 2019:
la mostra è stata riaperta al pubblico.

 

 

Dove e quando

Evento: Ciclopica. From Rodin to Giacometti. 100 sculture dei più grandi artisti internazionali in Ortigia