È in mostra presso il Palazzo Reale di Palermo Tesori impressionisti: Monet e la Normandia, a cura di Alain Tapié, in occasione del centenario della morte di Monet, a centocinquant’anni dall’Impressionismo e nel trentennale della Fondazione Federico II.
Con opere di Monet, Renoir, Corot, Géricault, Courbet e molti altri, l’esposizione celebra il legame tra i Normanni e la Sicilia, proprio nel cuore del mondo norreno; è organizzata in cinque sezioni e comprende anche tre installazioni che con video proiezioni e intelligenza artificiale avvolgono lo spettatore in un’immersione sensoriale integrata.

Il movimento impressionista viene ripercorso dalla mostra sin dalla nascita, dal momento in cui alcuni pittori non graditi al sistema decisero di esporre nella galleria parigina dell’amico Nadar, nel 1874.
Le opere provengono dalla Collezione Peindre en Normandie, dal MuMa di Le Havre e da collezionisti privati e portano nella culla italiana dei Normanni gli umori dei paesaggi di Francia, delle sue valli floride, di luci sfaccettate, di coste e campagne verdeggianti e fiorite.
“Questa mostra non è solo un evento artistico. – dichiara Hervé Morin, Presidente della Regione Normandia – S’inscrive in una storia comune dei popoli europei. Dalla luce impressionista alle pietre medievali, dalla pittura alle epopee, la Normandia racconta sé stessa, orgogliosa del suo passato e proiettata verso il futuro. A Palermo come altrove, invita a un viaggio sensibile e intellettuale tra arte, memoria e diplomazia, per continuare a brillare in Europa e nel mondo”.

Le cinque sezioni sono: Fattoria Saint-Siméon, che fu il luogo d’incontro e di confronto degli artisti sulla costa normanna; In riva al mare, villeggiatura, incentrata su rappresentazioni di litorali, falesie, porti, barche, bagni al mare; In riva al mare, lavoro si focalizza sulla durezza delle fatiche quotidiane di pescatori e lavandaie; Terra normanna riporta pittoreschi frammenti di ambienti naturali normanni che hanno ispirato gli impressionisti; Lungo la Senna, infine, rievoca respiri ed effluvi del fiume parigino.
In mostra ecco quindi Il mare a Fécamp di Claude Monet, principale rappresentante di una pittura en plen air così amata da dichiarare: “Non ho mai avuto un atelier e non capisco come qualcuno possa rinchiudersi in una stanza”. L’artista rifiuta le luci artificiali degli interni per dare spazio al vigore del mare ondoso, alla luce naturale e alle vibrazioni atmosferiche; la spuma marittima infatti si infrange contro lo sperone roccioso di Fécamp mescolandosi con le pennellate chiare e rapide del cielo plumbeo, riproducendo pienamente l’impressione del momento.

Nello stesso luogo si svolge la Passeggiata al porto di Fécamp con la bassa marea di Berthe Morisot, che offusca il porto normanno visitato durante le sue vacanze con un’aria caliginosa che evoca senza descrivere e affascina come un velo conturbante che sfuma e unifica le figure, dalle scogliere alle barche in secca. Anche lei, come Monet, vuole raccontare il paesaggio costiero nelle sue variazioni luminose e climatiche.
Sono invece i Covoni di fieno e cieli che rapiscono lo sguardo di Jules Louis Rame, che fa ricorso a una pittura materica e legnosa come una corteccia, a colori brillanti e accesi come il giallo della paglia, a pennellate ampie e movimentate come le impressioni fugaci di un momento.
Pastello invece i colori del tenue Tramonto, veduta di Guernsey di Auguste Renoir, che trasfigura il paesaggio marino in una veduta quasi astratta, dominata solo da un’atmosfera che avvolge e dissolve le forme costiere; qui il mare è protagonista assoluto ma con quiete molle e soave pacatezza.

In mostra anche una video intervista ad Alain Tapié, conservatore capo onorario dei musei di Francia e direttore della Collezione Peindre en Normandie.
Afferma dunque Gaetano Galvagno, presidente della Fondazione Federico II: “La Fondazione prosegue con determinazione, anche in questo 2026, il proprio impegno nel rendere il Palazzo Reale di Palermo un centro culturale di respiro internazionale. Con la mostra dedicata all’Impressionismo offriamo al pubblico un percorso di alto valore scientifico. Un progetto capace di raccontare, secondo canoni classici e innovativi, la storia di uno tra i più importanti movimenti artistici di sempre. Scelta che unisce tutela, innovazione e apertura al mondo, rafforzando la vocazione della sede del Palazzo Reale come luogo vivo di cultura”.