Presso il Palazzo della cultura di Catania, a cura di Achille Bonito Oliva, si svolge una mostra a carattere antologico dedicata al surrealismo di Joan Miró, di cui sono selezionate circa cento opere tra dipinti, disegni, sculture, ceramiche, opere grafiche, libri e documenti provenienti da collezioni private italiane e francesi.
Tutte le opere esposte sono state realizzate nell’arco di sei decenni di carriera, dal 1924 al 1981, con un accento particolare sulle “metamorfosi artistiche” che riguardano la prima metà degli anni ’20.
L’evento catanese rappresenta il terzo atto della serie di mostre dedicate a Miró, nella fattispecie a Trieste e a Torino.

Il percorso espositivo è suddiviso in aree tematiche e cronologiche: ceramiche, poesia, litografie, pittura, manifesti, musica. Una sezione è anche dedicata alla collaborazione con la rivista “Derrière le Miroir”, edita dalla galleria Maeght, per cui l’artista realizzò opere grafiche ritenute a ragione dei capolavori; è presente anche una sezione fotografica e video inediti che raccontano la vita pubblica e privata di Miró.
La cifra mironiana, che rende le opere dell’artista catalano immediatamente riconoscibili, è quel ponte che si colloca tra l’illusione e la realtà, tra la prassi ludica del bambino e quella dell’adulto che si dibatte tra i malanni di salute e gli sconvolgimenti della guerra, muovendosi tra l’ambiente parigino e quello spagnolo.
La gioia, la luce, il calore e il gioco prevalgono nella sua pittura così come nei mosaici della Rambla barcellonese.

Il visibile di Miró, insomma, sembra riletto da occhi bambini, quelli che tracciano scarabocchi nel disegno su carta Sanse Titre, ove le membra stereotipate di figure antropomorfe sono spalmate tra segni spiralizzanti e grosse impronte di colore. Primitive e bidimensionali le figure del dipinto Deux personagges, poste di profilo come nei dipinti egizi; ma se questi ultimi volevano rappresentare uomo e cose nella loro totalità, Miró invece scarnifica il visibile per farne emergere l’essenziale. Essenza segnica, bozza, graffito, nell’arte di Miró, non dissimile dagli affreschi primigeni delle grotte di Lascaux.

Il segno si fa voluminoso sino a una cancellazione che può far fantasticare su un preludio dell’arte di Emilio Isgrò in Les essecies de la terra, dove però non sono cancellate parole ma colori e maculature. Ancora ghirigori in L’oiseau rouge II, disposti ordinatamente tra asterischi e cenni “giullareschi” a un uccello rosso.
E le forme fluttuanti della serie di Le lézard aux plumes d’or potrebbero far immaginare una gaudiosa scomposizione di figure animali, spartiti musicali, giochi di carta e matita (tris).

La mostra di Miró dunque invita oggi a gioire del colore e delle potenzialità dell’immaginazione, ricordando un artista dall’indimenticabile libertà espressiva.

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  1. © Joan Miró, Le lézard aux plumes d’or 3, 1967
    litografia, 48 x 33,5 cm
  2. © Joan Miró, Sanse Titre, 23 novembre 1937
    tecnica mista su carta, 47 x 62,2 cm
    Galerie Lelong & Co, Parigi
  3. © Joan Miró, Deux personnages, 26 ottobre 1937
    olio, guazzo e acquerello su carta, 46 x 62 cm
    Galerie Lelong & Co, Parigi
  4. © Joan Miró, Les Essecies de la Terra, 1968
    inchiostro e tempera su carta 35 x 50 cm
    collezione privata

In copertina un particolare di
© Joan Miró, Le lézard aux plumes d’or 3, 1967

 

Orari visita

dal lunedì al venerdì dalle ore 9:30 alle ore 19:30
sabato e domenica dalle ore 9:30 alle ore 20:00
(ultimo ingresso 30 minuti prima dell’orario di chiusura)

Sito web: https://www.navigaresrl.com/mostra/miro-la-gioia-del-colore/

Dove e quando

Evento: Mirò - la gioia del colore

Indirizzo: Palazzo della Cultura - Via Vittorio Emanuele II - Catania
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Fino al: 07 Luglio, 2024