Il tesoro della Cappella Palatina si svela al pubblico nella mostra “Thesaurus” al Palazzo Reale di Palermo, in un corpus di cinquantasei raffinati reperti. Così la Fondazione Federico II valorizza il magniloquente patrimonio del Palazzo dei Normanni, oltre a omaggiare la memoria del collaboratore Vlado Zoric, studioso scomparso nel 2021 e amante della Sicilia.

Non ha mai smesso di brillare, neanche dopo nove secoli, la pregiata eredità del re Ruggero II, che nell’arte ha condensato apporti culturali e religiosi ibridi, frutto di maestranze diverse; a ragione non si può che parlare quindi di “Tesoro delle civiltà mediterranee”. Un tesoro, ancora noto a pochi, che è custode di storia e che accresce il pregio del sito Unesco.
I reperti sono accuratamente selezionati per farsi portatori di un messaggio identitario e conoscitivo; come afferma il Presidente della Fondazione Federico II, Gaetano Galvagno: “I manufatti oggetto della mostra narrano storie di tempi lontani e di evidenze di grandi accadimenti culturali che hanno reso la Sicilia centro nevralgico del Mediterraneo […] La mostra Thesaurus, al di là del pregio estetico, è testimonianza di un patrimonio da custodire, far conoscere e preservare per l’umanità”.

In mostra un cofanetto rettangolare del secolo XII, in cui coesistono iconografie islamiche e cristiane e per questo in pendant con il soffitto a muqarnas della Cappella Palatina.
Il cofanetto di foggia ellittica, dei secoli XII-XIII, ha un raro coperchio bombato ed è un unicum per ornamentazione nel periodo medievale; consta di un’epigrafe con iscrizioni arabe in naskhi ed è di matrice siculo-islamica.
Ritroviamo la cultura bizantina, invece, nel cofanetto di foggia rettangolare con chiusura a scorritoio in legno rivestito in avorio, secoli IX-XI. Anche qui è ricordato il soffitto a muqarnas e nella fattispecie le sue sezioni stellate, corrispondenti agli spazi contornati da fiori di otto petali, stilizzati, che inquadrano i personaggi rappresentati.
Il Cofano X, poi, ha rivelato al suo interno il primo sigillo mesopotamico in Europa; fu scoperto solo nel 1981, quando il sacerdote-archeologo del capitolo palatino, Benedetto Rocco, trovò una chiave arrugginita e con essa aprì il cofanetto. Emerse dunque un piccolo sigillo cilindrico di aragonite risalente probabilmente al terzo millennio a.C.

Esposta anche la bolla regia di Ruggero II, in piombo e di trentacinque millimetri, con un’immagine del re tuttavia molto nitida e particolareggiata.
La vasca battesimale, del 1135, proviene dalla chiesa del SS. Salvatore di Messina. Lo scultore è Gandolfo, attivo durante il regno di Ruggero II.
Altro reperto di quella fucina cosmopolita che fu il Palazzo Reale palermitano è l’acquasantiera in marmo (XII-XIII secolo), i cui inserti musivi richiamano gli arabo-normanni con motivi geometrici della Cappella Palatina o della Sala di Ruggero.
In mostra troviamo anche due opere di Mimmo Paladino, che della cultura siciliana subisce il fascino; opere che portano l’appellativo dell’illuminato Federico II di Svevia: una scultura in bronzo e un quadro ottagonale intitolati Stupor Mundi.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Mimmo Paladino, Stupor Mundi, 2011, olio su tela
  2. Cofano arabo con inscrizioni Naskhi, XII-XIII sec.
  3. Sigillo mesopotamico cilindrico, terzo millennio a.C.
  4. Madonna (Odigitria) Aghiosoritissa, prima metà del sec. XII

IN COPERTINA

Mimmo Paladino, Stupor Mundi, 2011, olio su tela

Sito web: https://www.thesauruspalermo.it

Dove e quando

Evento: Thesaurus

Indirizzo: Palazzo Reale, Piazza del Parlamento, 1 - Palermo
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Fino al: 30 Settembre, 2024