A Bologna si sono concluse ieri sera le repliche di Rigoletto firmato Alessio Pizzech, al debutto al teatro felsineo, dopo il successo dello scorso settembre di Turandot – messa in scena a Nara, in Giappone – sempre con il Teatro Comunale. 
Il regista spiega: “Come gli eroi della tragedia greca anche Rigoletto è vittima del suo stesso disegno e non può fare nulla per modificare la situazione. La vendetta, tanto evocata e desiderata, cade su di lui, trasformandolo nell’eroe tragico di una modernità sorprendente, assoluta. Chiuso nella sua trama – che diventa un cerchio, una gabbia che egli costruisce attorno a sé – Rigoletto determina le vicende che portano alla morte della sua stessa figlia. Metafora delle nostre segrete repulsioni, Rigoletto incarna quel conflitto tra la maschera che indossiamo in società e ciò che più intimamente percepiamo di noi stessi e degli altri.”


1 rigoletto marco-caria-foto rocco casaluci

Avendo assistito alla prima, precedentemente all’apertura del sipario, in sala, invece che di canto o musica, molti si interrogavano se il buffone di corte Gonzaga avesse indossato le calze a rete. Dispiace constatare come, anche i teatri lirici, non possano sottrarsi al gossip e, nello specifico, di primaria importanza sapere se il protagonista sarà o meno una Drag queen


2 rigoletto marco-caria-foto rocco casaluci

Quando si alza il sipario, minacciosi ci osservano gli affreschi, e si vede Rigoletto – già durante il preludio – con mantello, berretto a sonagli, corsetto, calze e tacchi mentre si sta truccando. I nostalgici del “fritto e rifritto” prima o poi dovranno rassegnarsi alle regie moderne criticate tout court perchè necessitano di un briciolino di sforzo per la comprensione di una corte-bordello dove impera un grande letto rosso.


Una scena di 'Rigoletto' firmato Alessio Pizzech a Bologna

Il Duca, signore distinto in giacca e cravatta nella vita appare, fra le mura domestiche, in vestaglia e contornato da cortigiani che si divertono con donne-automi, o meglio bambole senza anima, pronte a soddisfare, o subire, la forza dei loro capricci.
Lo spettacolo scruta profondamente all’interno dei personaggi per cercare di cogliere l’umanità violata anche sotto la maschera del buffone soprattutto quando, tolti gli abiti da lavoro, ma non il trucco, appare nettamente l’animo dilianiato.


Una scena di 'Rigoletto' firmato Alessio Pizzech a Bologna

Gilda stessa – che fa venire in mente Barbie e guardata a vista da Giovanna che non esiterà a cederla al duca per soldi – è anche lei una bambola rotta come tutte quelle accatastate nell’armadio.
Un Rigoletto senza tempo come sottolineato nel titolo, anche nel finale dove Sparafucile e Maddalena attendono l’epilogo su una barca arrugginita.


Una scena di 'Rigoletto' firmato Alessio Pizzech a Bologna

Le scene di Davide Amidei ci conducono, dalle pitture dei palazzi mantovani dei Gonzaga, alla camera con armadio e bambole per poi approdare a una barca… tutto è sospeso nel tempo. Belli i costumi di Claudia Ricotti ed efficaci le luci di Claudio Smith.                  
La direzione ha risentiro dei problemi alle vie respiratorie del M° Renato Palumbo (alla fine, essendo molto provato, non è salito sul palco). Un plauso a Orchestra e Coro che sono sempre all’altezza della situazione.
Sul versante canoro il title du Role era affidato a un baritono conteso da molti teatri, Marco Caria, che  ha reso bene in una parte decisamente ostile e non concordo con le stonature attribuitegli. Il Duca, interpretato da Celso Albelo, ha sfoderato il suo talento e lo rivedremo interpretare Werther, sempre al TCBO, in dicembre.


Una scena di 'Rigoletto' firmato Alessio Pizzech a Bologna

Irina Lungu, che per me ha disegnato anche scenicamente una particolarissima Gilda, è stata invece criticata.
Una rivelazione la voce bella e sicura di Antonio Di Matteo che interpretava Sparaducile.
Contestatissima la regia però mi dicono, a tutte le repliche, non è mai stata oggetto dei fischi e buuu del pubblico della prima. Pur rispettando ogni differenza di gusto, ritengo  Alessio Pizzech, un professionista serio e capace che non lascia niente al caso. Certamente gli è più facile lavorare per teatri dove il pubblico è scevro da preconcetti come la scorsa estate quando, per il 40° dell’Innsbrucker Festwochen der Alten Musik, gli fu affidata la regia di “Nozze in sogno” di Pietro Antonio Cesti (battezzato ad Arezzo, 5 agossto 1623 – Firenze, 14 ottobre 1669),  spettacolo eccellente e imperdibile visto si trattava della prima ripresa dell’opera dal 1665.

Didascalie immagini

  1. Una scena di ‘Rigoletto’ firmato Alessio Pizzech a Bologna (Foto: © Rocco Casaluci -TCBO 2016)
  2. Una scena di ‘Rigoletto’ firmato Alessio Pizzech a Bologna (Foto: © Rocco Casaluci -TCBO 2016)
  3. Una scena di ‘Rigoletto’ firmato Alessio Pizzech a Bologna (Foto: © Rocco Casaluci -TCBO 2016)
  4. Una scena di ‘Rigoletto’ firmato Alessio Pizzech a Bologna (Foto: © Rocco Casaluci -TCBO 2016)
  5. Una scena di ‘Rigoletto’ firmato Alessio Pizzech a Bologna (Foto: © Rocco Casaluci -TCBO 2016)
  6. Una scena di ‘Rigoletto’ firmato Alessio Pizzech a Bologna (Foto: © Rocco Casaluci -TCBO 2016)

In copertina:
Una scena di ‘Rigoletto’ firmato Alessio Pizzech a Bologna – particolare – (Foto: © Rocco Casaluci -TCBO 2016)

RIGOLETTO
Melodramma in tre atti
Libretto di Francesco Maria Piave
Musica di Giuseppe Verdi

Direttore Renato Palumbo 
Regia Alessio Pizzech                        
Scene Davide Amadei
Costumi Carla Ricotti
Luci Claudio Schmid
Movimenti scenici Isa Traversi        
Assistente alla regia Valentina Brunetti                                 
Maestro del Coro Andrea Faidutti

Nuova produzione del TCBO

Personaggi e interpreti

  • Rigoletto Marco Caria (8, 10, 13, 15, 17 novembre) / Vladimir Stoyanov (9, 12, 16, 18 novembre)
  • Il duca di Mantova Celso Albelo (8, 10, 13, 15, 17 novembre) / Raffaele Abete (9, 12, 16, 18 novembre)
  • Gilda Irina Lungu (8, 10, 13, 15, 17 novembre) / Scilla Cristiano (9, 12, 16, 18 novembre)
  • Sparafucile Antonio Di Matteo        
  • Maddalena Rossana Rinaldi 
  • Giovanna Beste Kalender 
  • Il conte di Monterone Andrea Patucelli
  • Marullo Raffaele Pisani                                
  • Matteo Borsa Pietro Picone
  • Il conte di Ceprano Hugo Laporte
  • La contessa di Ceprano Marianna Mennitti 
  • Un usciere Michele Castagnaro
  • Un paggio Marianna Mennitti

Allievi della Scuola di Teatro di Bologna Alessandra Galante Garrone: Alfonso Di Leva, Nicolò Collivignarelli, Agostino Rocca, Vincenzo Fioretti, Luca Cerri, Matteo Baronchelli, Nicola Pensabene, Niccolò Massi, Silvia Fantoni, Corinna Bologna, Marta Ramadori, Emily Di Ronza, Sara Bertolucci, Marta Minia, Flavia Bakiu, Roberta Morelli, Chiara Davolio, Lucia Leonardi, Michela Lo Preiato, Claudia Grandinetti.