Una importante manifestazione dedicata al Barocco si è svolta a Karlsruhe dal 14 al 28 Febbraio 2020 , la cittadina tedesca  a pochi giorni al  compleanno di  Handel  propone un festival il cui programma comprende due opere: Tolomeo , re d’Egitto e Serse, entrambe cantate in italiano con nomi altisonanti del barocco.

Tolomeo scritta nel 1728 su libretto di Nicola Francesco Haym che aveva già scritto “Giulio Cesare”, venne rappresentata la prima volta nel 1728 al Her Majesty’s Theatre di Londra, è un capolavoro di musica raffinata e canto molto impegnativo dove tutto il cast è stato all’altezza dell’impegno .
Jakub Józef Orliński , Tolomeo,controtenore, stella nascente del barocco, è stato eccezionale, con il suo timbro particolare , riconoscibile ,che non si confonde, con una dizione perfetta, senza un attimo di incertezza.
Ha reso benissimo i contrasti del cuore nel difficile rapporto di odio/amore con il  fratello Alessandro interpretato in modo corretto da un altro controtenore: Meili Li.
Il resto del cast:Seleuce-Louise Kemény, soprano, Elisa-Eléonore Pancrazi,mezzosoprano e Araspe- Morgan Pearse,baritono., ha contribuito nella giusta maniera alla riuscita dell’opera.
La regia, molto statica, è di Benjamin Lazar  sicuramente ha lasciato grande spazio a tutti gli interpreti che sono stati praticamente in scena per l’intera opera.
L’aiuto regia è di Elizabeth Calleo, le scenografie di Adeline Caron,i costumi di Alain Blanchot, trucco di Mathilde Benmoussa, video di Yann Chapotel,luci di Mael Iger e drammaturgia di Deborah Maier.
La Direzione affidata all’espertissimo Federico Maria Sardelli è stata impeccabile così come l’ensemble di musicisti, veramente di notevole bravura.
Momento da brivido, il duetto Tolomeo e Seleuce della fine del secondo atto e aria della morte (finta) di Tolomeo del terzo atto.
La superstar della serata è stata sicuramente Orliński, accolto con grandi applausi e acclamazioni da tutto il pubblico in un teatro sold out già da molti mesi fa.

Il secondo titolo, Serse, scritta nel 1738 su libretto anonimo adattato da quello di Sivio Stampiglia che aveva scritto il libretto per Giovanni Bononcini per un’opera con lo stesso titolo,a sua volta  anche Stampiglia  scrisse il libretto prendendo spunto dal libretto  di Nicolò Minato che lo scrisse per Xerses di Francesco Cavalli, venne rappresentata la prima volta nel 1738 al King’s Theatre di Londra, è un titolo piuttosto frequente nei teatri di tutta Europa, un altro capolavoro indiscusso di Handel.
Il Festival propone un cast di livello altissimo con cantanti tra i più famosi del Barocco.
Il ruolo del titolo è affidato al giovane controtenore Australiano David Hansen che oltre a possedere “le phisique du rôle” ha una voce bellissima con molte sfumature, affronta questo ruolo piuttosto ostico con grinta e tanto impegno donando al pubblico un risultato straordinario di canto e recitazione.
Arsamene è interpretato da Max Emanuel Cencic che firma anche la regia, un nome che non ha bisogno di presentazioni. E’ un cantante che da diversi anni è presente in tutti  i teatri d’Europa, nel repertorio barocco è uno dei più famosi, infatti il “suo” Arsamene è perfetto.
Come regista ha creato uno spettacolo strepitoso, vivace e fresco, senza un istante di defiance, sicuramente le persone più legate alla tradizione non la penseranno  come me per aver sviluppato  la vicenda in tempi moderni con lustrini, tripudio del colore, personaggi ambigui e complesso rock, ma lo spettacolo c’è e funziona; a giudicare dagli applausi ricevuti alla fine, è piaciuto a tutti.
Hanno collaborato per la realizzazione di questo spettacolo Rifail Ajdarpasic per la scenografia, Sarah Rolke e Wicke Naujochs per i costumi vivaci e molto colorati, David Laera per la frizzante coreografia ,Boris Kehlmann per la drammaturgia.
Ariodante è Pavel Kudinov, basso baritono, ed Elviro– Yang Xu, basso, molto bravi , le voci femminili di Romilda -Lauren Snouffer, soprano, Atalanta-Katherine Manley-soprano belle voci e brave attrici poi Amastris-Ariana Lucas, contralto, voce potentissima e straordinaria attrice comica!
Maestro del coro Marius Kehlmann che ha preparato un coro all’altezza del canto e dell’arte scenica.
Una grande bacchetta a dirigere: George Petrou, direttore Greco, un collaudato sodalizio con Cencic e grande complicità sembrano trasparire in questa esecuzione, impossibile raggiungere un così alto risultato senza un grosso lavoro affiatato di squadra.
Un’ altra località da ricordare per chi ama Handel, un festival di notevole prestigio e grande qualità. Imperdibile per gli estimatori del barocco.
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