La prima edizione del Festival Barocco di Zurigo propone una vera rarità: Scylla et Glaucus di Jean-Marie Leclair, l’unica opera scritta dal compositore francese, che venne rappresentata la prima volta nel 1746 all’Opéra National di Parigi, con il libretto firmato d’Albaret ispirato a Le metamorfosi di Ovidio.

La vicenda narra del pastore Glaucus che viene trasformato in un Dio marino e si innamora della ninfa Scylla che, però, lo rifiuta. Glauco allora chiede aiuto alla maga Circé senza poter prevedere che quest’ultima si innamorerà di lui e, non essendo ricambiata, in preda al furore trasforma la ninfa in un mostro marino.
Il regista Claus Guth ha immaginato un collegio dove Glaucus è uno studente innamorato di Scylla, una compagna di scuola che non ricambia l’interesse, così si rivolge a un’insegnante per chiedere aiuto per questo amore difficile, senza immaginare che l’insegnante prova un sentimento per lui.

Quindi un allestimento moderno, ma in linea con lo sviluppo della vicenda, un bella sinergia con Etienne Pluss che ha curato le scenografie e con Sommer Ulrikson, che ha collaborato con entrambi.
I bellissimi e coloratissimi costumi di Ursula Kudrna hanno allietato la visione di questo spettacolo, reso ancor più piacevole dalle luci utilizzate con vera maestria da Martin Gebhardt e dalla drammaturgia di Yvonne Gebauer e Reeger Romano.

I tre personaggi principali hanno preso vita in altrettante bellissime interpretazioni. Chiara Skerath, soprano nella parte di Circé, molto convincente nel personaggio della donna matura; straordinaria nei momenti di furore che alimentano la sua smania di vendetta, ottimo anche il canto.
Elsa Benoit, soprano, nel ruolo di Scylla, bella presenza scenica e ottima cantante, ha dato una prova eccezionale.
Anthony Gregory, tenore, è Glaucus, bravissimo interprete del ragazzo conteso da una donna matura mentre lui è innamorato di un’altra, piacevolissima interpretazione e utilizzo della voce con grande capacità.

Importanti anche i personaggi collaterali, per la completa riuscita dello spettacolo: Gwendoline Blondeel, soprano, nel ruolo di Témire e Jehanne Amzal soprano, nella veste di Dorine, molto preparate.
Sulla scena anche i ballerini Emma Bas González, Pietro Cono Genova, Sara Peña e Maren Kathrin Sauer che hanno danzato con grande destrezza, insieme ai bravissimi mimi dell’associazione delle comparse del Teatro dell’Opera di Zurigo.
La splendida direzione era affidata a Emmanuelle Haïm, che ha diretto con efficacia e determinazione l’ensemble che lei stessa fondato nel 2000 Il Concerto d’Astrée, conosciuto in tutto il mondo per il repertorio barocco.

Fantastico il coro dell’Accademia di canto di Zurigo preparato da Alice Lapasin Zorzit e Richard Wilberforce, che ha cantato in maniera molto soddisfacente.
Una magnifica serata quella del 29 marzo, con pubblico entusiasta e molto caloroso per un’opera veramente rara che merita sicuramente più diffusione.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Scylla
  2. Glaucus
  3. Scylla,Glaucus e Circé
  4. Scylla e Glaucus
  5. I bellissimi costumi colorati

foto © Monika Rittershaus

courtesy Loredana Wohlfahrt – presseassistentin Operhaus Zürich