In cartellone al Teatro alla Scala, Roméo et Juliette, produzione del Metropolitan Opera di New York, ma nata a Salisburgo e già arrivata a Milano nel 2011. La regia, firmata da Bartlett Sher, è ora ripresa da Dan Rigazzi. Tratta da Romeo e Giulietta di William Shakespeare, l’opera in cinque atti ebbe una lunga gestazione in quanto Charles Gounod, durante il suo viaggio in Italia del 1841, decise che avrebbe scritto su i due amanti veronesi utilizzando il libretto di Felice Romani.

Però il progetto venne abbandonato per quasi un quarto di secolo e ripreso solo nel 1865, con il libretto di Jules Barbier e Michel Carré. Seppur completata in pochi mesi, Roméo et Juliette dovette attendere ancora due anni per andare in scena al Théâtre Lyrique du Châtelet di Parigi, il 27 aprile, con alcune aggiunte alla partitura.

Il successo fu immediato e tuttora è una delle opere più rappresentate del compositore che, proprio con la storia dei Montecchi e Capuleti, diede inizio a quel nuovo genere, pieno di ambivalenze e contraddizioni – successivamente chiamato ‘drame lyrique’ – e responsabile della rivoluzione estetica dell’opera d’oltralpe della seconda metà dell’Ottocento. Pervaso da influenze wagneriane, il risultato è un canto tipicamente francese, ma depurato da ogni grandiosità per lasciare spazio alla ricerca intimistica.

Un grande debutto scaligero, quello del direttore Lorenzo Viotti che a soli ventinove anni non è più una promessa, ma una realtà nel panorama musicale Internazionale. Nato in una famiglia di musicisti, ha studiato pianoforte, canto, percussioni e nel 2013 ha vinto il concorso internazionale i direzione d’orchestra di Cadaques, quello della MDR a Lipsia inoltre, nel 2017, ha vinto l’international Opera Award come direttore emergente. Una carriera in ascesa.

Sin dall’inizio dell’opera, in un crescendo di emozioni, porta a un’esecuzione di valore e ogni suo gesto infonde all’Orchestra sicurezza. Il Coro, diretto dal maestro Bruno Casoni, lo segue con particolare sintonia. Se la musica di quest’opera è bellissima, è comunque la bacchetta a fare la differenza e lo confermano gli applausi al rientro dall’unico intervallo.

Il cast di canto, dominato da Romeo (tenore) Vittorio Grigolo per tre ore sulla scena, un personaggio scenicamente e vocalmente perfetto, mai sopra le righe, con timbro e fraseggio da ricordare e spesso da apnea. La protagonista femminile, il soprano Diana Damrau, è una Juliette sempre in crescendo, credibile anche sulla scena, arriva a un finale mozzafiato.

Frere Laurant (basso/ baritono) di Nicolas Teste con timbro elegante e perfetto in scena.
Tybald (tenore) Ruzil Gatin e Paris (baritono) di Edwin Fardini bravissimi sia vocalmente che scenicamente.

Mercutio (baritono) di Mattia Olivieri, una gradita sorpresa e in ascesa rispetto allo scorso anno (ascoltato al Maggio Musicale Fiorentino in Le nozze di Figaro).
Geltrude (contralto) di Sara Mingardo con un timbro unico. Bravi anche gli altri.

Alla fine dello spettacolo applausi corali in un teatro strapieno che ha tributato la standing ovation a Vittorio Grigolo e Lorenzo Viotti. Molte uscite per tutti quasi come se il pubblico non volesse farli più andare via. Infatti, moltissimi si sono spostati all’uscita degli artisti del teatro per acclamare e ringraziare il maestro Lorenzo Viotti e i cantanti.
Didascalie immagini
alcune scene dello spettacolo
foto © Marco Brescia & Rudy Amisan
courtesy Teatro alla Scala
Roméo et Juliette
opera in cinque atti
libretto di Jules Barbier e Michel Carré
musica di Charles Gounod
Coro e Orchestra del Teatro alla Scala
Produzione The Metropolitan Opera, New York
Direttore Lorenzo Viotti
Regia Bartlett Sher
ripresa da Dan Rigazzi
Scene Michael Yeargan
Costumi Catherine Zuber
Luci Jennifer Tipton
riprese da Andrea Giretti
Maestro d’armi B.H. Barry
Movimenti coreografici Gianluca Schiavoni
Personaggi e interpreti
- Juliette Diana Damrau
Vannina Santoni (21 gen.) - Roméo Vittorio Grigolo
- Frère Laurent Nicolas Testé
Dan Paul Dumitrescu (15 gen.) - Mercutio Mattia Olivieri
- Stéphano Marina Viotti
Annalisa Stroppa (21 gen.) - Le Comte Capulet Frédéric Caton
- Tybalt Ruzil Gatin
- Benvolio Paolo Nevi*
- Gertrude Sara Mingardo
- Le Comte Paris Edwin Fardini
- Gregorio Paul Grant*
- Le Duc Jean-Vincent Blot
*Solisti dell’Accademia Teatro alla Scala
Proossime repliche
giovedì 13 febbraio 2020
domenica 16 febbraio 2020
(la recensione si riferisce alla replica di
domenica 2 febbraio 2020)
Dove e quando
Evento: Teatro alla Scala – via Filodrammatici, 2 – Milano
- Fino al: – 16 February, 2020