L’Opernhaus di Zurigo propone nel cartellone 2023/2024 fino al 16 gennaio 2024 otto repliche per un titolo del periodo barocco: Platée di Jean-Philippe Rameau.
L’opera fu scritta nel 1745 in occasione delle nozze del figlio di Luigi XV di Francia, su libretto di Adrien-Joseph Le Valois d’Orville ispirato dalla commedia Platéeou Junon jalouse di Jacques Autreau, tratta dalla Periegesi della Grecia di Pausania.
La prima andò in scena a Versailles al Théâtre de la Grande Écurie, una seconda versione venne proposta nel 1749 all’Académie Royale de Musique di Parigi.
Al centro della vicenda c’è la ninfa Platée che, ormai non più giovane, viene strumentalizzata per placare le ire funeste di Giunone, gelosa di suo marito Giove il quale illude la ninfa di volerla sposare organizzando, con tutta una serie di bizzarri personaggi, la finta festa di matrimonio; fino al momento dell’arrivo della moglie, che dopo una breve arrabbiatura si rende conto della infondatezza della sua gelosia.
I due coniugi si riconciliano mentre a Platée subisce la derisione da parte di tutti.
Le vocalità di questa produzione sono diverse da quelle utilizzate all’origine dell’opera, nel senso che i tre controtenori previsti all’epoca del debutto qui sono sostituiti da tre tenori, compreso il ruolo del titolo.

Il ricco cast comprende: Platée, Mattia Vidal, tenore, ha reso benissimo il suo ruolo cantando perfettamente senza la minima incertezza; Giove, Evan Hughes, basso baritono, grande presenza scenica e bellissimo timbro; Giunone, Katia Ledoux, contralto, non poteva essere più perfetta per il ruolo della moglie rosa dalla gelosia, sia per il canto che per la recitazione; Satiro/Cithéron, Renato Dolcini, baritono, annunciato non in perfetta forma fisica, ha dimostrato tutta la sua professionalità cantando in maniera corretta; Tespi, Alasdair Kent, tenore, ottima interpretazione; Mercure, Nathan Haller, tenore, in perfetta sintonia con il ruolo; La Folie, Maria Bevan, soprano, bellissima voce e ottima attrice; Momus, Theo Hoffmann, baritono, pienamente all’altezza del ruolo sia vocalmente che nella presenza  scenica; Clarine/Thalie, Anna El-Khashem, soprano e Amore, Tania Lorenzo, soprano, hanno cantato in maniera decisamente straordinaria i loro rispettivi ruoli; Menadi, Soyoung Lee e Selena Colombera, soprani, entrambe perfette.

La direzione musicale è affidata a Emmanuelle Haïm, che vanta una ricca esperienza, sia come clavicembalista che come direttrice d’orchestra, e numerose collaborazioni con importanti nomi barocchisti.
Dirige con sicurezza e ardore l’Orchestra La Scintilla che non ha bisogno di presentazione, visto che da circa venticinque anni collabora con i più alti esponenti della musica barocca.
Il Coro dell’Opera di Zurigo diretto dal Maestro Janko Kastelic si è distinto ,come sempre, per grande bravura.

Quella di Jetske Mijnssen è una regia moderna che funziona benissimo, rende in maniera efficace il come essere convincenti per prendersi gioco di una persona debole, ma con un finale che lascia pensare come spesso giocare con i sentimenti è come scherzare con il fuoco; ciò che inizia per scherzo può finire per ferire seriamente. Lo spettacolo si è arricchito  grazie anche alle scenografie di Ben Baur, i costumi di Hannah Clark, le luci di Bernd Purkrabek, le coreografie di Kinsun Chan e la drammaturgia di Kathrin Brunner.
I complimenti vanno anche ai ballerini, che hanno valorizzato con la loro danza il ricco palcoscenico.

Teatro quasi esaurito, il 10 dicembre per la prima di quest’opera raramente rappresentata, il pubblico ha apprezzato tantissimo tutti gli artisti con lunghi applausi, anche per la regista e tutti i collaboratori all’uscita sul palco.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina dello spettacolo
  2. Il protagonista
    foto © Toni Suter
  3. Platée e l’ingannatore Giove
    foto © Toni Suter
  4. Giunone infuriata
    foto © Toni Suter
  5. I preparativi per le (finte) nozze
    foto © Toni Suter