Nell’opera-oratorio Oedipus Rex – ispirata alla tragedia di Sofocle, su testo in francese di Jean Cocteau tradotto in latino da Jean Daniélou – Igor Stravinskij rilesse un celebre mito che, dalla psicanalisi freudiana al teatro musicale, passando per la letteratura, le arti visive e il cinema, è divenuto emblema della ricerca di senso del Novecento e i valori, senza tempo, di tale mito, sono ancora oggi capaci di parlare ai più giovani. Edipo, intrappolato in un destino a cui non può sfuggire, inconsapevole omicida del padre e sposo della madre, finisce accecato da quella stessa verità che lo circonda, ma che non riesce a vedere: perfetto, secondo Stravinskij. Ecco allora che la scelta del latino come lingua cantata, pare vincente per mantenere un’aura di ritualità e sacralità, accanto al francese – la lingua del pubblico parigino – parlata nello spettacolo dal narratore per aiutare la comprensione della vicenda.

Stravinskij e Cocteau lavorarono all’Oedipus Rex tra il 1926 e il 1927, con l’ambizione di una realizzazione scenica parigina con i Ballets Russes di Djagilev e l’opera si forma ne La Ville Lumière del primo dopoguerra, dove la classicità trova spazio al fianco dell’ingegno avanguardistico di artisti come Diaghilev, Picasso, De Chirico, Balla, Matisse e Miró. A causa di alcune difficoltà, però, il lavoro venne eseguito in forma di concerto al Théàtre Sarah Bernhardt il 30 maggio 1927, con il compositore sul podio. La rappresentazione scenica arrivò il 23 febbraio dell’anno dopo ma a Vienna, alla Staatsoper, con la direzione di Otto Klemperer.

Oedipus Rex torna in un nuovo allestimento in programma al Comunale Nouveau fino a questa sera (la recensione si riferisce alla replica di giovedì 9 ottobre), firmato da Gabriele Lavia che, sulla sua rilettura, ha dichiarato: «Edipo Re racconta la storia di un uomo che cerca l’origine del male che contagia il mondo. E, alla fine della sua ricerca, scopre che l’origine del male è proprio l’uomo che sta cercando l’origine del male!». In questa messinscena, ideata appositamente per questo palcoscenico insieme al team creativo – composto da Alessandro Camera (scene), Andrea Viotti (costumi) e Daniele Naldi (luci) – Lavia ha volto al positivo la caratteristica bassezza del boccascena del Nouveau, in modo che non rappresenti un limite, ma, anzi, sia una componente della scelta estetico-narrativa.

«Un “luogo basso” che preme sulle teste dei protagonisti e sull’azione, che li schiaccia evidenziando ulteriormente la “peste tebana” vista come un dolore che si aggira per il palco: la malattia che viviamo oggi, […] la guerra che abbiamo a due passi da casa nostra, dove ci sono bambini senza cibo, in quel “mondo” abbandonato all’orrore. […] E per questo non ci può essere perdono. E i “vecchi” che, se sopravvissuti, si aggirano senza sapere dove andare, senza sapere come nutrirsi, come salvarsi. Quindi torniamo alla riflessione sul Male. […] Noi lo vediamo, lo subiamo ma sappiamo cos’è realmente? Pensiamo, allora, a Edipo che cerca le radici del Male e non sa che lui stesso è il Male… non è una favola così lontana. Ci riguarda tutti». Tra l’altro, Lavia ha scelto – per favorirne la comprensione – di interpretare la parte del narratore nella traduzione italiana.

Dopo la pausa estiva, la stagione ha ripreso con un titolo assente da ben cinquantasette anni (non è che, in Italia, appaia spesso in cartellone), quindi era palpabile l’attesa del pubblico che affollava il foyer per la consueta presentazione dell’opera. Sul podio Oksana Lyniv, direttore musicale del Teatro bolognese dal 2022 al 2024, prima donna a ricoprire tale carica in un teatro lirico italiano, ora considerata una delle bacchette “importanti” nel febbraio dello corso anno, ha debuttato al Metropolitan Opera di New York; ricordiamo che, il 24 e il 26 ottobre all’Auditorium Manzoni, la direttrice concluderà con Götterdämmerung la tetralogia wagneriana da lei iniziata (assolutamente da non perdere).

Oedipus Rex è preceduta dall’esecuzione – da parte dell’Orchestra del TCBO sempre diretta da Lyniv – dei tre preludi sinfonici per l’Edipo re di Sofocle di Ildebrando Pizzetti con un plauso al Teatro per la scelta di proporre queste composizioni nate su richiesta dell’attore Gustavo Salvini, come musica di scena per la rappresentazione della tragedia sofoclea al Teatro Olimpia di Milano nel 1904, dove vennero ascoltati per la prima volta sotto la bacchetta di Gustavo Campanini. In questo suo lavoro, Pizzetti volle concentrarsi più sulle emozioni dei personaggi che sulla narrazione degli eventi tragici. Il tema a note ripetute del primo preludio, ieratico e desolante, preannuncia la catastrofe che affliggerà il popolo tebano, mentre l’instabilità ritmica del secondo preludio restituisce l’inquietudine di Edipo al ritorno a Tebe dopo aver ricevuto l’orribile profezia dell’oracolo; infine il suono lamentoso e la lentezza del terzo preludio raccontano il dolore del protagonista, ormai cieco e tormentato dalla sua colpa mentre abbandona la città.

Lyniv ha offerto un’eccellente lettura esaltando soprattutto la musicalità degli archi e l’Orchestra del teatro, in splendida forma, ha fatto il resto. Tra l’altro, l’esecuzione dei preludi è accompagnata da alcuni fotogrammi e da una clip tratti dall’Edipo re di Pier Paolo Pasolini, la pellicola del 1967 girata principalmente in Marocco e che mostra luoghi rappresentativi di Bologna come il Portico dei Servi.

Dopo la pausa, il sipario di Oedipus Rex si apre con a lato del palcoscenico la testa della sfinge e, dall’altro, le rovine dell’antica porta di Tebe. L’impianto è fisso e al centro del palcoscenico delle sedie per il Coro maschile; primeggiano i colori nero, grigio e bianco. Gabriele Lavia, da navigato uomo di teatro, tiene in pugno il pubblico con un’interdipendenza tra parte scenica e musica. Ancora una volta Orchestra e Coro fanno la differenza insieme ai solisti: il tenore Gianluca Terranova che canta Oedipus, Jocasta del mezzosoprano Atala Schöck, il baritono Anton Keremidtchiev nel doppio ruolo Creonte / Il messaggero, il basso Sorin Coliban nella parte di Tiresia e il tenore Sven Hjörleifsson nei panni de Il pastore.
Uno spettacolo ascoltato in religioso silenzio e poi, alla fine, applaudito perchè lo merita davvero.

Dettagli

Per l’Edipo re di Sofocle
Tre preludi sinfonici per orchestra
Musica di Ildebrando Pizzetti
Direttrice Oksana Lyniv
Orchestra del Teatro Comunale di Bologna

Oedipus Rex
Opera-oratorio in due atti
Musica di Igor’ Fëdorovič Stravinskij
Libretto di Igor’ Fëdorovič Stravinskij e Jean Cocteau
tradotto in latino da Jean Daniélou, dalla tragedia di Sofocle

Direttrice Oksana Lyniv
Regia Gabriele Lavia

Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna

Maestro del Coro Gea Garatti Ansini
Scene Alessandro Camera
Costumi Andrea Viotti
Luci Daniele Naldi

Personaggi e interpreti

  • Il narratore Gabriele Lavia
  • Edipo Gianluca Terranova
  • Giocasta Atala Schöck
  • Creonte/ Il messaggero Anton Keremidtchiev
  • Tiresia Sorin Coliban
  • Il pastore Sven Hjörleifsson

Nuova Produzione del Teatro Comunale di Bologna

Didacalie immagini Oedipus Rex

(courtesy Ufficio stampa Teatro Comunale di Bologna)

  1. uno scatto durante l’esecuzione
    foto TCBO 2025 © Andrea Ranzi
  2. ancora uno scatto durante l’esecuzione
    foto TCBO 2025 © Andrea Ranzi
  3. Giocasta interpretata da Atala Schöck
    foto TCBO 2025 © Andrea Ranzi
  4. Gabriele Lavia nei panni del Narratore
    foto TCBO 2025 © Andrea Ranzi
  5. Oksana Lyniv durante la direzione
    foto TCBO 2025 © Andrea Ranzi
  6. Gianluca Terranova è Oedipus Rex 
    foto TCBO 2025 © Andrea Ranzi
  7. ancora Gianluca Terranova nei panni di Edipo
    foto TCBO 2025 © Andrea Ranzi

in copertina un particolare del Coro Maschile
foto TCBO 2025 © Andrea Ranzi