Proseguono le celebrazioni per il bicentenario della morte di Antonio Salieri (Legnago, 18 agosto 1750 – Vienna, 7 maggio 1825), il compositore divenuto massimo maestro a Vienna, capitale della musica tra il Diciottesimo e Dicannovesimo secolo.

La Fondazione Arena ne guida la riscoperta portando in scena Falstaff, primo titolo dell’Edizione Nazionale delle opere di Salieri, istituita dal Ministero della Cultura, la più importante iniziativa editoriale per valorizzare e promuovere l’intero catalogo del compositore, con un vasto progetto di studi e pubblicazione pluriennale in edizione critica con l’obiettivo di tutelarne, e diffondere, il patrimonio musicale anche grazie al lavoro di un Comitato scientifico con professori e studiosi italiani e stranieri.

Antonio Salieri, figlio di commercianti, da sempre votato alla musica, fu notato a Venezia da Florian Leopold Gassmann, compositore alla corte degli Asburgo, che lo portò con sé come allievo a Vienna. Qui il giovane conquistò anche la fiducia dell’Imperatore, che lo nominò Hofkapellmeister dopo il suo maestro. In questo ruolo amministrò, fino alla morte, il patrimonio musicale di corte, i musicisti, le esecuzioni e il repertorio, fornendo in prima persona nuove composizioni di ogni genere, tra cui serenate, sinfonie, concerti, inni, messe, opere serie e buffe.

A Vienna fu anche un ricercato insegnante: fra i suoi allievi, che spesso citarono il proprio maestro con dediche o variazioni di temi dalle sue opere, si annoverano Beethoven, Cherubini, Czerny, Hummel, Liszt, Meyerbeer, Schubert. Leggendaria la rivalità con Mozart, che per il teatro di Puškin e Shaffer con il pluripremiato film Amadeus di Milos Forman, ha contrapposto il genio salisburghese a Salieri in intrighi e avvelenamenti romanzeschi.

La sua opera buffa Falstaff ossia Le tre burle sarà rappresentata – questa sera (ore 20.45) nel teatro a lui dedicato della natia Legnago – per la prima volta nell’edizione critica prodotta da Ricordi con Fondazione Arena, la quale porta Orchestra e Coro diretti dal Maestro Francesco Ommassini, nell’allestimento firmato da Paolo Valerio, ripreso da Giulia Bonghi, con scene di Ezio Antonelli e luci di Claudio Schmid.

Il cast vocale è stato formato da giovani cantanti italiani: nel ruolo del titolo il baritono Giulio Mastrototaro, la coppia dei coniugi Slender, saranno Laura Verrecchia e Michele Patti, mentre il servo Bardolf sarà Romano Dal Zovo. Al debutto, il soprano Eleonora Bellocci e il tenore Manuel Amati come signori Ford col soprano Barbara Massaro nei panni di Betty.