L’unica tragedia lirica di Marc-Antoine Charpentier costituisce la terza parte che il Grand Théâtre di Ginevra dedica al mito di Medea iniziato nella stagione 2014-15 con quella di  Cherubini a cui ha fatto seguito (nel 2016-17) Il Giasone di Francesco Cavalli all’Opéra des Nations e al Théâtre de Versailles.
Lo spettacolo è una coproduzione con ENO (English National Opera dove era andato in scena nel 2013 con grande successo) e, per gli amanti del Barocco un altro titolo imperdibile in un teatro recentemente riaperto dopo un capillare ammodernamento.Progettato da Jacques-Elisée Goss e realizzato tra il 1875 e il 1879 – per sostituire il Theatre des Bastions – durante le prove di Die Walküre di Wagner del 1° maggio 1951, un effetto pirotecnico diede luogo a un incendio che lo devastò. Dopo anni di lavoro, l’edificio venne riaperto al pubblico il 10 dicembre 1962 con una sala in legno di palissandro (Via Lattea) e vanta il più grande palcoscenico svizzero.
Rappresentata per la prima volta a Parigi al Théâtre du Palais-Royal il 4 dicembre 1693 con in sala Luigi XIV, Médée è una tragédie-lyrique in cinque atti e un prologo (questo ultimo, una celebrazione del monarca e non ha nulla a che vedere con le vicende di Medea e Giasone) composta da Marc-Antoine Charpentier su libretto di Thomas Corneille riducendo quello  della Medea del fratello Pierre che, a sua volta, lo aveva tratto dall’originale di Euripide. Opera innovativa nella storia del teatro musicale francese, l’autore realizzò una tragedia  contenente la furia appassionata con grande sete di sangue attinta nell’antico mito e, se al debutto ottenne uno straordinario successo a iniziare dal Re Sole e tutta la sua corte, ben presto uscì dalle programmazioni e venne dimenticata cadendo nell’oblio più assoluto fino al 1984 quando riapparve all’Opéra National de Lyon diretta da William Christie e con la regia di Robert Wilson.

La magia del testo ha ispirato gli artisti sin dall’antichità: infanticida, fratricida e regicida, personaggio tragico per eccellenza, Medea è l’amante suprema, che infrange tutti i tabù. Ripudiata per una donna più giovane dal marito, uccide la rivale, i suoi stessi figli riducendo la felicità di Jason  in cenere, Médée è il capolavoro di Charpentier, il suo testamento. Proprio perché un testo che si presta a letture senza tempo, David Mc Vicar, noto per le sue strabilianti regie, impiega a tutto campo ogni risorsa offerta dal teatro e dove innovazione e tradizione viaggiano di pari passo. Godibile la scelta di far teatro basandolo su storie raccontate e utilizzando l’interpretazione di cantanti attori. Nello specifico, una Médée sobria ed elegante, ambientata a cavallo del secondo conflitto mondiale. Con adeguati costumi e balletti somiglia quasi a un musical in una stanza che cambia secondo le esigenze. Un ulteriore lavoro di eccellenza del regista scozzese (già apprezzato a Firenze quando firmò il Faust) che riesce a trasmettere sensazioni uniche della tragedia e sceglie anche innovative soluzioni tipo flash back per i cambi scena.
La parte musicale affidata  al direttore Leonardo Garcia Alarcon (di casa a Ginevra la passata stagione ci ha regalato un raro King Arthur di Purcell e, negli scorsi anni, oltre al Giasone di Cavalli, anche l’Alcina Handel), bacchetta che fa la differenza anche grazie alla Ensemble Cappella Mediterranea (da lui fondata nel 2005) in particolare le esecuzioni con gli strumenti  d’epoca ormai quasi spariti nelle orchestre. Fedelissimi  alle partiture originali, durante il rientro dagli intervalli sono stati calorosamente  applauditi dal pubblico in sala, un pubblico che apprezza e ama la musica barocca.

Passando ai cantanti, mattatrice indiscussa è la protagonista, il soprano Anna Caterina Antonacci e, solo l’interpretazione del terzo atto, vale il biglietto dello spettacolo.
Bravissimo Jason interpretato dal tenore Cyril Auvity.
Creon del baritono William White conferma l’apprezzamento ottenuto, sempre a Ginevra, in Giasone (nei panni Oreste/Giove) e nella  Clemenza di Tito (nel ruolo di Publio). Due bellissime sorprese per la Creuse del soprano Keri Fuge e per Nerine del soprano Alexandra Dobos-Rodriguez. Bene tutti gli altri con il risultato di una compagnia di canto ineccepibile sottolineato dagli applausi alla fine dello spettacolo. Infatti, all’uscita sul palcoscenico, il pubblico che non smetteva di ringraziare per uno spettacolo  che verrà ricordato per molto tempo.

Didascalia immagini

  1. la locandina dello spettacolo
  2. grandissimi applausi a fine spettacolo
    foto © Stefano Sartini

in copertina
un particolare della locandina

 

MÉDÉE
Tragédie mise en musique en un prologue et 5 actes de Marc-Antoine Charpentier
Livret de Thomas Corneille. Créé le 4 décembre 1693, à l’Opéra de Paris.

Nouvelle production en français en coproduction avec l’English National Opera

Direction musicale Leonardo García Alarcón
Mise en scène David McVicar
Dramaturge Christopher Cowell
Chorégraphie Lynne Page
Décors & costumes Bunny Christie
Lumières Paule Constable
Assistante mise en scène Morgan Richards
Reprise de la chorégraphie Gemma Payne
Lumières remontées par Martin Doone
  

  • Médée Anna Caterina Antonacci
  • Nérine Alexandra Dobos-Rodriguez
  • Jason Cyril Auvity
  • Créon Willard White
  • Oronte Charles Rice
  • Créuse/1er fantôme Keri Fuge
  • Arcas/Argien/Vengeance Alban Legos
  • Amour | Cléone/1ère captive Magali Léger
  • Un corinthien/Jalousie/3ème captif/2ème corinthien
    Jérémie Schütz
  • Une femme italienne/2ème captive/ème fantôme
    Mi-Young Kim
  • 1er Corinthien/Argien José Pazos

  
Chœur du Grand Théâtre de Genève
Direction Alan Woodbridge   
Cappella Mediterranea   

30 avril > 11 mai 2019

(recensione riferita alla replica di venerdì 3 maggio)

Dove e quando

  • Fino al: – 11 May, 2019