Alla Scuola per Attori “Orazio Costa” della Fondazione Teatro della Toscana – basata sull’insegnamento del Metodo Mimico di Orazio Costa, integrato da approcci didattici ulteriori – vi possono accedere cittadini italiani e stranieri con un’ottima conoscenza della lingua italiana, di età compresa tra i 18 e i 27 anni, in possesso di un diploma di scuola superiore o equivalente. La Scuola è gratuita e sono ammessi fino a un massimo di quindici allievi per biennio.
Per la prima volta in Italia un teatro, il Niccolini di Firenze, è interamente animato, vissuto, gestito, spettacolarizzato da giovani attori e il primo nucleo è costituito dai neodiplomati della Scuola riuniti sotto il nome  “Nuovi”. Impegnati in tutti gli aspetti della macchina teatrale, dalla direzione artistica all’amministrazione, dalla comunicazione alle pulizie, il progetto è strutturato su un percorso di tre anni e prevede che a ognuno dei giovani attori coinvolti sia corrisposta una borsa di studio mensile. Dopo tanto lavoro è finalmente arrivato il momento di salire sul palco. 
In scena da mercoledì 11 a domenica 22 aprile, “Nuovi” si presenta per la prima volta al pubblico con il capolavoro teatrale del Cinquecento, Mandragola che – dalla data convenzionale del 1518 anche se oggi retrodatata – compie mezzo millennio assumendo valore simbolico per la Compagnia trattandosi del testo tradizionalmente considerato fondativo del teatro in lingua italiana.

Il regista Marco Baliani, durante la confereza stampa di presentazione, ha sottolineate: “Quando Machiavelli scrive Mandragola è già stato estromesso da qualsiasi carica istituzionale nel governo della città di Firenze, è relegato in una specie di esilio forzato, nelle sue campagne. Mastica amaro, la pienezza di vita politica sperimentata in gran parte della sua esistenza è ormai alle spalle e sente che mai più tornerà. Si dedica a una commedia umana che presenta all’inizio del testo come una bagattella, un divertimento scusabile, dato che s’ingegna con questi van pensieri fare el suo tristo tempo più suave”.

Ogni personaggio ha un suo doppio-ombra che invisibile lo trascina, lo muove, gli sussurra parole da dire, lo confonde, lo turba, un regista occulto che muove il corpo del personaggio come una marionetta. Il linguaggio di Machiavelli è in parte tradito, come sempre accade quando l’arte commette l’arbitrio di una traduzione, le parole hanno la stessa forza di quelle originali, ma riescono a parlare alle nostre orecchie disincantate, sono materiche e quindi mai filologicamente rispettose.

Baliani, prosegueSiamo di fronte a una commedia scura, nera, che non lascia spazio a illusioni. Gli esseri umani sono spinti ad agire da impulsi passionali, sono mossi dal desiderio di veder realizzati ad ogni costo i propri desideri e voglie, e vorrebbero ottenerli con qualsiasi mezzo, senza essere toccati dalla legge, senza dover subire contraccolpi. Ciò che muove i personaggi è un atteggiamento criminale, agire al di fuori della legge ed essere sicuri di poterlo fare”.

Lo Stato, il Principe, la Politica dovrebbero essere consapevoli di ciò che i cittadini, nella realtà, sono, che cosa sentono, da quali bisogni sono mossi ad agire e dovrebbero riuscire a governare le loro passioni affinché non nuocciano alla società, ma producano – al contrario – un utile. Questa capacità di ascolto manca del tutto al pensiero politico di oggi e Baliani conclude: “Per Machiavelli la gente doveva essere amata, vissuta, incontrata nelle osterie, nelle piazze: solo da lì, da quel contatto nasceva il suo pensiero politico. Solo avendo fatto esperienza del mondo poteva creare i personaggi della Mandragola. Devo cercare di restituirli con tutta la spietata oscurità da cui provengono, è l’unico modo per conoscerli davvero, per conoscerci davvero”.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina (courtesy Fondazione Teatro della Toscana)
  2. foto durante le prove © Filippo Manzini
  3. foto durante le prove © Filippo Manzini
  4. foto durante le prove © Filippo Manzini
  5. foto durante le prove © Filippo Manzini

Copertina
foto durante le prove © Filippo Manzini (particolare)

 

MANDRAGOLA

di Niccolò Machiavelli

con

  • Maddalena Amorini
  • Francesco Argirò
  • Beatrice Ceccherini
  • Davide Diamanti
  • Francesco Grossi
  • Filippo Lai
  • Athos Leonardi
  • Claudia Ludovica Marino
  • Laura Pinato
  • Nadia Saragoni
  • Sebastiano Spada
  • Filippo Stefani
  • Erica Trinchera
  • Lorenzo Volpe

scene e costumi Carlo Sala
assistente scene e costumi Roberta Monopoli

assistente regia Lorenzo Terenzi

direttore di scena Emiliano Gisolfi

light designer Loris Giancola

sarta Eleonora Sgherri

realizzazione scene Laboratorio di Costumi e Scene del Teatro della Pergola

realizzazione costumi Sartoria Mauro Torchio

regia Marco Baliani

 

Dove e quando

Evento:

Indirizzo:
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Date: 20180411 - 20180422