A Pontedera, al Centro Sperimentazione e Ricerca Teatrale, prosegue fino a domani Made in China della compagnia Leviedelfool che lo definisce “uno spettacolo su Van Gogh, ma soprattutto per Van Gogh”. Una sorta di cortocircuito che prende vita e, nella mente, trasforma per qualche secondo un ombrellino cinese in un girasole, proprio il fiore dipinto in tanti dei suoi quadri per ribadire amore e ammirazione nei confronti della Natura.
Due universi lontanissimi se si pensa che, vicino Hong Kong, esistono fabbriche interamente dedicate alla riproduzione di opere d’arte destinate al merchandising dei Musei e questo lavoro teatrale trova ispirazione non solo dalla produzione pittorica, ma anche da dalle lettere di Vincent al fratello Theo, ma soprattutto quelle a Émile Bernard e alla sorella Wilhelmina.
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Cosa accomuna il grande artista-operaio olandese e un giovane operaio-artista cinese in una fabbrica vicino Hong Kong? Con un’attenzione meticolosa ai dettagli degli ultimi quadri, realizzati durante il periodo di maggiore agitazione psicotica, il testo prende vita e scorre attraverso suggestioni e richiami ad: Autoritratto con orecchio bendato, La sedia vuota, Notte stellata, La camera di Vincent ad Arles. Un intrecciarsi di episodi della vita del pittore con quella dell’operaio nell’era della riproducibilità tecnica di ogni forma d’arte.
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Tutto convive in Made in China grazie al lavoro scenico di Claudia Marsicano (24 anni, in finale al prestigioso Premio Ubu, maggior riconoscimento per il teatro italiano, come migliore nuova attrice Under 35) e di Simone Perinelli che puntano a trovare una nuova pratica del lavoro attoriale a due, cercando di contrastare quelle che sono le garanzie, ma anche i cliché, del rapporto uomo-donna sulla scena.
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Lo stile è suggerito dal titolo e richiama quell’universo kitsch ed effimero proprio dell’oggetto cinese a basso costo. In scena ecco allora da una parte la solitudine, la follia, il caso che ci riportano alla tormentata esistenza del pittore. dall’altra la ricerca di un metodo infallibile per ripetere il caso, riprodurre miracoli a richiesta: una catena di montaggio in grado di pianificare la spontaneità, quella che vive quotidianamente il giovane artigiano della riproduzione seriale cinese.
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Simone Perinelli, sottolinea Pensando all’ opera d’arte e al suo significato di eternità, non potevamo non cadere nel suo contrario e cioè nell’opera “made in china”, effimera, a basso costo e destinata alla deteriorabilità. Un contrasto che dà vita ad un luogo geografico e mentale: la Cina. Un luogo lontano ma che ci dà la misura di fin dove sia arrivata (a sua insaputa) la fama del pittore; fabbriche a cielo aperto dove quotidianamente “artisti” riproducono Van Gogh su richiesta e su misura.

Dettagli

Fondazione Teatro della Toscana
MADE IN CHINA postcards from Van Gogh
uno spettacolo di Leviedelfool
drammaturgia Simone Perinelli
con Claudia Marsicano e Simone Perinelli
aiuto regia e consulenza artistica Isabella Rotolo
musiche Massimiliano Setti
disegno luci Marco Bagnai
foto Nico Bruchi
regia Simone Perinelli

Claudia Marsicano fra i girasoli con ombrellino cinese (particolare) (Foto © Nico Bruchi) Claudia Marsicano fra i girasoli con ombrellino cinese (Foto © Nico Bruchi) Una scena di ‘Made in China’ (Foto © Nico Bruchi) Claudia Marsicano in una scena di ‘Made in China’ (Foto © Nico Bruchi) Simone Perinelli in una scena di ‘Made in China’ (Foto © Nico Bruchi)

Dove e quando

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Fino al: 18 Dicembre, 2016