In scena da questa sera, la prima esecuzione scaligera in epoca moderna – per cinque rappresentazioni fino al 9 aprile – de L’opera seria (1769), satira acuminata dell’ambiente teatrale precedente la riforma gluckiana messa in musica dal compositore di origine boema Florian Leopold Gassmann su libretto di Ranieri de’ Calzabigi (non a caso noto soprattutto come librettista di Gluck).
Il percorso intrapreso dal Teatro alla Scala alle radici del melodramma italiano, negli anni scorsi ha portato in scena opere di Cavalli, Vinci e Cesti, in questa Stagione focalizza sul panorama artistico dell’Impero d’Austria nei cui confini, artisti di provenienze diverse, furono protagonisti di una ricchissima scena teatrale per lo più in lingua italiana. Di questo ambiente anche Florian Leopold Gassmann (Brüx, oggi Repubblica Ceca, 1729 – Vienna 1774), compositore di successo europeo, Maestro di cappella dell’Opera di Vienna e maestro di Antonio Salieri, di cui sono molto scarse le notizie sui primi anni.

Sembra avesse abbandonato la casa paterna suonando l’arpa per mantenersi in viaggio e studiato a Bologna con Padre Martini mentre, secondo altre fonti, sarebbe giunto direttamente a Venezia. Di certo la sua formazione è italiana e la carriera operistica ebbe inizio a ventisette anni con Merope, su libretto di Apostolo Zeno, scritta per il Teatro di San Moisè della Serenissima nel 1757. Seguirono un’opera ogni anno per i teatri veneziani (tra cui Gli uccellatori, su libretto di Goldoni) fino al trasferimento a Vienna del 1763 dove successe a Gluck come compositore di balletti per i teatri imperiali: L’anno successivo, come Maestro di cappella dell’Opera, debutterà con l’Olimpiade su libretto di Metastasio. Gradito a Giuseppe II, diventerà Kammercompositor della corte imperiale e, a partire dal 1772, cedendo parte dei suoi impegni all’Opera di Vienna all’allievo Antonio Salieri che gli succederà alla sua morte nel 1774.

Apprezzato tanto come autore di opere serie quanto di opere buffe, Gassmann lascerà in quest’ultimo campo le tracce più durature. Tutte le sue opere buffe si basano su libretti di Goldoni adattati dal poeta dell’opera italiana a Vienna Marco Coltellini, presentato a Vienna da Ranieri de’ Calzabigi (unica eccezione, proprio L’opera seria, i cui versi sono dello stesso Calzabigi). Insieme a Coltellini, Gassmann amplia i finali del primo e secondo atto introducendo un brano d’insieme al termine dell’opera, superando la tradizionale conclusione con duetto, recitativo e breve coro finale. La prima delle loro opere buffe più innovative, L’amore artigiano, ebbe un successo strepitoso e fu ripresa a Milano, nel 1770 al Regio Ducal Teatro, e nel 1782 al Teatro alla Scala. Nel dibattito artistico dell’epoca. Gassmann si colloca tra gli oppositori della tradizione rappresentata da Metastasio e Hasse a favore della riforma di Calzabigi e Gluck: L’opera seria è un capitolo di questa querelle.

Il mondo del melodramma serio con le sue meraviglie, i suoi eccessi, il crinale scivoloso tra il sublime e il ridicolo divenne, ben presto, bersaglio della satira e in particolare dell’opera buffa. A partire da Il teatro alla moda (1720) di Benedetto Marcello, sono decine i titoli settecenteschi (e in particolare a Vienna, dove si rappresenteranno nel 1786 lo Schauspieldirektor di Mozart e Prima la musica poi le parole di Salieri e, nel 1788, L’ape musicale di Da Ponte), con propaggini fino alle donizettiane Convenienze e inconvenienze teatrali. La tentazione metateatrale avrebbe poi assunto toni drammatici nel verismo (Pagliacci di Leoncavallo, Adriana Lecouvreur di Cilea) per raggiungere vertici di ironia e malinconica consapevolezza nei capolavori di Strauss (Ariadne auf Naxos, Capriccio).

L’opera seria, versi di Ranieri de’ Calzabigi e musica di Florian Gassmann, andò in scena nel 1769 alla corte di Vienna e la trama, al netto di molti bisticci, è relativamente semplice: dopo un iniziale scambio di complimenti, il poeta Delirio e il musicista Sospiro non si accordano sulla forma della nuova opera: interviene allora l’impresario Fallito scontentando non solo loro ma anche i cantanti: il castrato Ritornello e i soprani Stonatrilla, Smorfiosa e Porporina. Si giunge così tra prove, conflitti ed errori, alla rappresentazione dell’Oranzebe (parodia della tragedia Aureng-Zebe di Dryden), pomposa opera seria in stile metastasiano i cui interminabili gorgheggi suscitano lazzi e commenti del pubblico. Solo l’intervento del coreografo e del corpo di ballo salva la serata. Al termine, nei camerini, al battibecco tra primedonne si aggiunge quello tra le loro madri, interrotto solo dalla notizia che l’impresario è fuggito con la cassa. Nel coro finale gli artisti promettono di boicottare e far fallire tutti gli impresari.

Adesso, al Piermarini, con la direzione di Christophe Rousset, regia e costumi di Laurent Pelly e scene di Massimo Troncanetti, gli interpreti sono chiamati al virtuosismo vocale, scioltezza scenica e vis comica; il cast scaligero ha riunito: nella parte dell’impresario Fallito Piero Spagnoli, in quella del librettista Delirio Mattia Olivieri, come compositore Sospiro Giovanni Sala, mentre i soprani sono Julie Fuchs, Andrea Carroll e Serena Gamberoni, accompagnate dalle rispettive madri Bragherona, Befana e Caverna interpretate da Alberto Allegrezza, Lawrence Zazzo e Filippo Mineccia. Il tenore Josh Lovell canta nei panni di Ritornello. Non manca il balletto: il coreografo Passagallo, Alessio Arduini, guida un gruppo di ballerini impersonati da giovani allievi dei corsi di canto dell’Accademia: María Martín Campos, Dilan Şaka, Haiyang Guo e Xhieldo Hyseni. La coreografia è firmata da Lionel Hoche.

Per questa occasione il Teatro ha offerto agli spettatori una serie di approfondimenti. Ricordiamo anche che, un’ora prima dell’inizio di ogni rappresentazione, presso il Ridotto dei Palchi, avrà luogo una conferenza introduttiva all’opera tenuta da Elisabetta Fava. Infine, l’opera sarà trasmessa in diretta su LaScalaTv giovedì 3 aprile dalle 19:15. Dopo la diretta, il video resterà disponibile on demand fino a giovedì 10 aprile.

Dettagli

Florian Leopold Gassmann
L’opera seria
Commedia per musica
libretto di Ranieri de’ Calzabigi

Direttore Christophe Rousset

Regia e costumi Laurent Pelly

Orchestra del Teatro alla Scala
su strumenti storici e Les Talens Lyriques

Personaggi e interpreti
  • Fallito Pietro Spagnoli
  • Delirio Mattia Olivieri
  • Sospiro Giovanni Sala
  • Ritornello Josh Lovell
  • La Stonatrilla Julie Fuchs
  • La Smorfiosa Andrea Carroll
  • La Porporina Serena Gamberoni
  • Passagallo Alessio Arduini
  • Bragherona Alberto Allegrezza
  • Befana Lawrence Zazzo
  • Caverna Filippo Mineccia

Scene Massimo Troncanetti
Luci Marco Giusti
Coreografia Lionel Hoche

Prima: questa sera ore 19.30
Repliche:
martedì 1° aprile ore 19.30
giovedì 3 aprile ore 19.30
domenica 6 aprile ore 14.30
mercoledì 9 aprile ore 19.30

Nuova produzione Teatro alla Scala
in coproduzione con MusikTheater an der Wien

Didascalie immgini

courtesy Ufficio stampa Teatro alla Scala

alcuni scatti durante le prove
foto © Brescia e Amisano
courtesy Teatro alla Scala

Dove e quando

Evento: L’opera seria

Indirizzo: Teatro alla Scala - via Filodrammatici, 2 - Milano
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Date: 29 Marzo, 2025 - 09 Aprile, 2025